Adesivi antisemiti, identificati 15 ultrà laziali. Lotito in sinagoga si dissocia: in campo con Anna Frank sulla maglia

Martedì 24 Ottobre 2017 di Valerio Cassetta
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Li hanno identificati in poche ore, analizzando le immagini delle telecamere poste all'interno dello stadio Olimpico. Sono 15 gli ultras della Lazio, colti mentre attaccano ad un vetro della curva Sud e vicino ai bagni, le immagini di Anna Frank con indosso la maglietta della Roma nel corso della partita che domenica sera ha opposto la Lazio al Cagliari. L'indagine avviata dalla Procura di Roma ha portato ad individuare i responsabili dell'azione antisemita: tra loro ci sono anche due minorenni, uno è un tredicenne. Nel procedimento si procede per istigazione all'odio razziale così come previsto dalla legge Mancino che prevede condanne da 1 a 4 anni. Dal punto di vista amministrativo, invece, i responsabili del blitz rischiano fino ad 8 anni di Daspo.
 

 

In base a quanto filtra dagli ambienti investigativi alcuni degli identificati fanno parte del gruppo degli Irriducibili e avrebbero precedenti specifici, non sarebbero quindi nuovi ad azioni illecite all'interno degli stadi. La «caccia» ai responsabili proseguirà anche nei prossimi giorni: obiettivo di chi indaga è dare un nome a chi si è macchiato di questa odiosa iniziativa condannata anche dal presidente della Repubblica.

Presto in Procura la Digos invierà a piazzale Clodio una seconda informativa sugli accertamenti svolti. Se l'attività di indagine ha portato già dei risultati non si placano le polemiche anche legate all'apertura della curva tradizionalmente destinata ai tifosi della Roma dopo la squalifica di quella biancoceleste per gli ululati razzisti nel corso della partita con il Sassuolo. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, si dice «basito» da quanto avvenuto. «Tutta la dinamica - afferma il numero uno del Coni - nasce dal fatto che hanno avuto l'opportunità di andare in un'altra curva quando la loro era stata squalificata. Questa è una procedura a dir poco singolare».

Per il massimo dirigente dello sport italiano in questo modo la squalifica imposta ad un settore dello stadio è stata vanificata. «È una dinamica - ha aggiunto Malagò - che non riguarda organi di giustizia del Coni ma l'ordinamento del mondo del calcio. Probabilmente questa cosa o l'hanno sottovalutata o gli è sfuggita dal radar. Indubbiamente hanno danneggiato una squadra che sta giocando bene. Queste cose, anche se fatte da pochi protagonisti rispetto al numero della tifoseria, ti lasciano letteralmente basito». Sull'opportunità di aprire la «Sud» ai propri tifosi il presidente della Lazio, Claudio Lotito, non accetta strumentalizzazioni. «È stata fatta apposta per combattere il razzismo - ha commentato il presidente del club biancoceleste -. Non è stato un escamotage dopo la chiusura della Nord è ora di finirla, che in un momento favorevole si utilizzi qualsiasi strumento per denigrare la società».

Stamani il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è andato in visita alla Sinagoga di Roma, dissociandosi da quanto accaduto. Accompagnato dai giocatori, Felipe Anderson e Wallace, e dal responsabile della comunicazione Arturo Diaconale, e dal club manager, Angelo Peruzzi, il numero uno laziale ha espresso la propria solidarietà alla comunità ebraica, deponendo una corona di fiori davanti all’ingresso della sinagoga. «Quello che è successo non deve essere dimenticato - ha detto Lotito -. Ci sarà un'iniziativa annuale, porterò i tifosi della Lazio ad Auschwitz. Il club vuole fare chiarezza sugli autori di questi fatti tramite l’utilizzo delle telecamere». «La maggior parte della tifoseria condivide questa nostra posizione contro il razzismo. Faremo tante altre iniziative che serviranno a promuovere il futuro».

All'omaggio non hanno preso parte rappresentanti ufficiali della comunità ebraica di Roma. «Non era stata concordata», spiegano fonti della comunità, aggiungendo: «Oltre ai gesti servirebbero iniziative concrete da parte di tutti i club». «La Comunità non è una lavatrice, né un luogo dove si presenta un omaggio floreale e si risolve tutto. Non si può pensare di aggiustare le cose facendo un'apparizione davanti ad una marea di giornalisti», ha detto il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, secondo cui invece «servono iniziative concrete, anche repressive. C'è stanchezza e insoddisfazione nella Comunità per queste apparizioni che potrebbero sembrare risolutorie». Per Di Segni le immagini di Anna Frank degli ultrà laziali sono «scioccanti». Quelle immagini, ha proseguito il Rabbino capo di Roma, «sono di pessimo gusto e mostrano un rapporto assolutamente banalizzato con la Memoria. Irrispettoso e indegno». «Il tutto - ha sottolineato - complicato dalla tecnologia fotografica e dall'eco mediatico». Ma Di Segni ha anche esaltato «la risposta istituzionale di alto livello» che si è avuta in queste ore, «a cominciare - ha sottolineato - da quella del presidente Mattarella».

La Lazio intanto indosserà domani a Bologna, durante il riscaldamento prima della partita di campionato, una maglia commemorativa di Anna Frank. La società si era detta in mattinata già favorevole ad accettare la proposta del premier Renzi, di giocare con una stella di David sulla maglia, fermo restando la necessità di un ok da parte della Lega.

Il calcio in generale comunque scenderà in campo contro l'antisemitismo: su tutti i campi di gioco sarà letto un brano del 'Diario di Anna Frank' prima dell'inizio delle partite con un minuto di riflessione. Lo ha deciso la Federcalcio d'intesa con l'Ucei. La Lega di A ha disposto che i capitani delle squadre impegnati nel 10/o turno di campionato regalino una copia del libro, insieme a quella di 'Se questo è un uomo' di Primo Levi ai bambini che tradizionalmente li accompagnano sul terreno di gioco.

L'iniziativa della federcalcio - d'intesa con il Ministro per lo Sport e l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) - nasce per condannare i recenti episodi di antisemitismo e per continuare a coltivare la memoria della Shoah e l'impegno della società civile tutta, soprattutto assieme ai giovani, affinché ogni contesto sportivo sia luogo che trasmetta valori e formi le coscienze. Nel corso del turno infrasettimanale previsto nei campionati di Serie A, Serie B e Serie C e del turno previsto nel fine settimana per i campionati dilettantistici e giovanili, le squadre e gli ufficiali di gara si disporranno al centro del campo prima del calcio d'inizio mentre verrà letto un brano tratto dal Diario di Anna Frank: «Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l'avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l'ordine, la pace e la serenità».

La Lega Serie A, dal canto suo, condanna da sempre con fermezza qualsiasi forma di razzismo o episodio di intolleranza negli stadi italiani, promuovendo da anni campagne di sensibilizzazione sul tema. Gli episodi di antisemitismo accaduti domenica scorsa - sottolinea la Lega di A - sono la prova che ancora c'è molto da fare, e che la lotta alle discriminazioni va continuamente alimentata. La strada da percorrere non può che essere l'individuazione dei responsabili e il loro allontanamento dal nostro mondo, fatto perlopiù da appassionati sani che nulla hanno a che fare con queste forme becere di violenza. In tutte le partite della decima giornata di Serie A TIM, nell'ambito della campagna di diffusione del libro #ioleggoperchè, l'arbitro e i capitani scenderanno in campo con i libri «Il Diario di Anna Frank» e «Se questo è un uomo» di Primo Levi, omaggiandoli poi ai bambini entrati con loro in campo.
 


La procura di Roma intanto ha aperto un fascicolo processuale sul caso. Il procuratore aggiunto Francesco Caporale procede contro ignoti per istigazione all'odio razziale (legge Mancino) e sul suo tavolo c'è già un'informativa della Digos.

Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre, 08:00
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