Roma, Abraham: «Juve? Voglio esserci». In serata i controlli alla caviglia. "Forte contusione", resta in dubbio

Roma, Abraham torna da Londra: «Juve? Voglio esserci». In serata i controlli alla caviglia
di Gianluca Lengua
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Mercoledì 13 Ottobre 2021, 20:12 - Ultimo aggiornamento: 22:21

Tammy Abraham è rimasto in Inghilterra più del previsto e non è atterrato a Roma alle 15.55 come pianificato. Il club lo aspettava nel pomeriggio per sottoporlo immediatamente ai controlli strumentali e avere una diagnosi della caviglia destra infortunata ieri durante la partita tra Inghilterra e Ungheria. L’attaccante inglese, invece, è atterrato in serata poco prima delle 21: felpa grigio chiara, mascherina sul volto e una camminata normale. Tammy non zoppicava e ai cronisti presenti allo scalo romano ha assicurato: «Sto bene, per la Juve spero di farcela». Poi è salito nell’auto che era ad attenderlo davanti al Terminal 1 ed è stato portato a sottoporsi agli esami strumentali per verificare l’entità dell’infortunio: si tratta di  un forte trauma contusivo alla regione calcaneare destra, la sua disponibilità per la gara di Torino verrà valuta nei prossimi giorni. Solo a circa 24 ore dalla partita incriminata, dunque, la società è riuscita ad avere con certezza la diagnosi sull’infortunio occorso al giocatore che paga di più in rosa e sapere con certezza cosa sia successo. Un giallo che ha tenuto appesa una società importante a livello internazionale come la Roma e una tifoseria intera. Anche se alcune indiscrezioni raccontano che l’attaccante si sia sottoposto a controlli medici a Londra, una versione seccamente smentita dalla società.

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Come si è infortunato Abraham

Ieri sera durante la partita valida per le qualificazioni ai Mondiali in Qatar del 2022 tra Inghilterra e Ungheria (1-1), Abraham è subentrato al 76’ al posto di Kane e durante un’azione d’attacco ha provato a spizzare di testa un pallone facendo una rotazione non naturale che lo ha portato ad impuntare la caviglia a terra. Il tecnico Southgate lo ha sostituito in pieno recupero (’93) con Watkins, Tammy si è diretto immediatamente negli spogliatoi zoppicando vistosamente, con lo scarpino destro in mano e il calzino strappato all’altezza della caviglia, ad aiutarlo un collaboratore della nazionale inglese a cui si appoggiato per non caricare il peso sul piede dolorante e peggiorare la situazione. 

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