La Virtus Roma conquista due punti non facili: Pesaro, in coda, non molla mai

Domenica 17 Novembre 2019 di Alessandra Ortenzi
foto Virtus
Pesaro, a zero punti, si presenta al Palaeur con una rabbia e determinazione che getta in confusione Roma nel primo tempo di questo posticipo della 9° giornata. La Vuelle trova la soluzione nel mettere pressione a Roma che reagisce in maniera discontinua senza considerare il fatto che Pesaro non mollerà mai fino alla fine. La vittoria è decisa, in maniera certa e sicura, solamente negli ultimi minuti di gioco con un Dyson Show che entusiasma il Palaeur. Pesaro ancora fanalino di coda dopo 9 giornate, torna a casa con un pugno di mosche in mano.

Sono Buford, Dyson e Alibegovic a segnare il passo della Virtus nei primi tre minuti di gioco. Pesaro risponde senza troppo soffrire la difesa dell’avversario mentre Roma sente il fiato sul collo sotto canestro. Questo mette in evidenza il pronostico della vigilia che disegnava Pesaro come una squadra “arrabbiata” riprendendo le parole di Coach Perego. Fuor di dubbio che Pesaro stia cercando di non attaccare l’area e trovare soluzioni dall’arco. La prima metà del tempo vede Chapman a terra e Roma che conduce per 12 a 8 con Pesaro a percentuali bassissime dai 6 e 75 (1 su 7). Pur avendo trovato questa come soluzione ed evitare la fisicità dei lunghi giallorossi decide di attaccare e la rabbia di Eboua e la tripla di Barford consentono il sorpasso Pesaro a 3 minuti dal termine del tempo (14 a 16). Roma manca di aggressività e concentrazione seppur Pini si impegni a mantenere in equilibrio la situazione. I 4 punti di Buford e i 2 di Kyzlink nell’ultimo minuto di gioco, danno un po di respiro ai ragazzi di coach Bucchi che chiudono il tempo 24 a 20.

Amar Alibegovic si fa spazio nell’area e alla sua fisicità si contrappone l’astuzia di Mussini che recupera 3 punti facili ai danni dell’attonito Baldasso, colto di sorpresa. Dopo l’incursione di Capitan Thomas, il timeout Roma a 150 secondi di gioco, ferma il tempo sul 26 a 25. Si rientra dal timeout un po’ più convinti con Alibegovic che capitalizza 4 punti e Baldasso che recupera una palla persa da Pesaro e questo innesca una rocambolesca scenetta sotto canestro che termina con l’indispensabile Pini che rimette a posto un pirotecnico errore di Dyson (32 a 25) Ma Eboua e Barford accendono di nuovo l’urgenza del timeout Virtus. Non sortisce l’effetto voluto visto che il nervosismo si impadronisce di Kyzlink e di Alibegovic. Pesaro è sempre lì incollata, quasi in un corpo a corpo. Si costruisce un gioco costantemente in equilibrio, senza strappi che consegna le squadre all’intervallo lungo con il punteggio 44 a 40.

L’aggressività con la quale si affronta la partita si tramuta presto in deconcentrazione e Roma commette un paio di errori che gravano sia a livello di falli (4 quelli che pesano su Alibegovic) che in punti guadagnati da Pesaro. A 7 e 25 Pesaro chiama un timeout sul 51 a 45 che con Dyson e Buford guadagna un +6 (51 a 45). La fortuna vuole che le percentuali di Pesaro continuano ad essere bassissime (33°) e Roma riesce a recuperare rimbalzi importantissimi. Lo spettacolo Dyson (6 punti per lui in questi 5 minuti di gioco) porta al massimo vantaggio +10 (57 a 47) a metà del tempo. Ma Pesaro non ci sta e si riavvicina con il lavoro del furbo Mussini che continua a stuzzicare Baldasso e Barford che segna una mortifera tripla. Roma cerca di tenere le distanze con la dovuta cattiveria, guadagnando qualche tiro importantissimo dalla lunetta. Grande prestazione di Giovanni Pini che vola in doppia cifra sul 65 a 57 quando manca poco più di un minuto al termine della terza frazione. L’ultimo minuto è pieno di frettolosità ed ansia per indirizzare la partita. Il gap si è accorciato di nuovo: 67 a 62. 

Non c’è più tempo per lasciare spazio ad errori come la quantità di liberi sbagliati che sono il piccolo punto di forza di Pesaro (saranno 27 punti facili recuperati) e la debolezza mal celata della Virtus. Le squadre si trascinano in un valzer tra una lunetta e l’altra tanto che anche gli arbitri si confondono sul fallo che Buford commette su Thomas a 2 minuti di gioco sul 70 a 64. Sulla tripla (+1 libero) di Barford che avvicina Pesaro pericolosamente di nuovo ai giallorossi (70 a 68) Bucchi chiama il timeout. Dyson e Kyzlink cercano di contrastare la vera e propria rabbia di Barford che con il suo 20° punto e i due liberi di Thomas, mantengono la squadra a -3 (75 a 72). Roma cerca di contenere invece di strappare. Pesaro per quanto possibile sembra addirittura più carica dell’inizio gara. La rabbia di Barford è palpabile ma costruttiva. In lunetta per l’ennesima volta ne realizza solo uno. Da qui un’alternanza di perdite di possesso che si conclude con la schiacciata di Eboua dell’81 a 79 quando mancano 2 minuti al termine della gara. Timeout Bucchi poi il 5° fallo di Alibegovic e il libero di Eboua dell’81 a 80. Poi Buford e Pusica e ancora -1 (83 a 82) con 79 secondi da giocare. L’astuzia, la fortuna, la mano di Kyzlink e Roma strappa 88 a 82 a 51 secondi dal termine. Il 4° fallo di Thomas su Dyson è provvidenziale e quell’unico punto è il preludio dell’azione successiva: Dyson recupera la palla persa di Thomas in velocità, corre verso il canestro ma ha già visto Jefferson, gli passa la palla, Davon segna e guadagna anche un fallo. Non poteva avere un finale più entusiasmante: 92 a 83, Roma vince e Pesaro è ancora a bocca asciutta.


Virtus Roma vs Carpegna Prosciutto Basket Pesaro: 92 a 83

Virtus Roma: Cusenza ne, Moore, Alibegovic 12, Dyson 20, Baldasso 2, Telesca ne, Pini 10, Farley ne, Spinosa ne, Jefferson 13, Buford 15, Kyzlink 20. All. Bucchi.

Carpegna Basket Pesaro: Barford 23, Drell 4, Mussini 4, Pusica 11, Miaschi, Eboua 15, Chapman 3, Basso ne, Thomas 15, Zanotti 8. All. Perego. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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