La pallacanestro italiana sottosopra: tutti quanti adesso vogliono la A2

Lunedì 20 Agosto 2018 di Marino Petrelli
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La Legadue è il paradiso degli stranieri del basket. Sette dei 57 visti utilizzati dalle società del secondo campionato nazionale provengono dalla Serie A. Altri, che hanno giocato al piano superiore e avrebbero avuto ancora proposte interessanti, hanno preferito accettare contratti più importanti e maggiore visibilità proprio in Legadue. Effetto delle tre promozioni e delle cinque retrocessioni, evento unico di quest’anno per consentire, dalla prossima stagione, l’allargamento a 18 squadre del campionato di Serie A1 e il ritorno a 28 per il campionato del piano di sotto. Una scelta legata anche alla riduzione di alcuni oneri imposti dalla Legge 81/1991, quella sul professionismo nello sport, per esempio la tassazione sui singoli giocatori che in Legadue sono considerati dilettanti. L’idea di essere promossi nell’elite del basket italiano deve aver fatto fare più di qualche calcolo ai dirigenti delle 32 società in questione. Divise in due gironi da 16, le prime due sono promosse direttamente, le altre, dalla seconda alla nona di ogni girone vanno ai lunghissimi play off per l’ultimo posto disponibile. 

LE STELLE
Dei sette in questione, due sono arrivati a Roma, sponda Virtus che quest’anno punta decisamente al ritorno in Serie A dopo anni di anonimato. Piero Bucchi, uno che in massima serie potrebbe tranquillamente sedere su molte panchine, due finali scudetto con l’Olimpia Milano e cinque anni a Brindisi, portata a 40 minuti dalla Final Four di Eurochallenge nella stagione 2014/15, ha voluto il meglio. Nic Moore, che proprio a Brindisi ha fatto le sue fortune nelle ultime due stagioni, l’ultima chiusa a 13 punti e quasi 4 assist di media partita. «Una città come Roma merita di tornare in alto», le prime parole del folletto dell’Indiana. Fascino della Città Eterna che ha contagiato anche Henry Sims, 208 centimetri di potenza e classe, due stagioni da protagonista in Nba tra Cleveland e Philadelphia e in arrivo da Cremona dove in 33 presenze ha collezionato 11.3 punti 6.5 rimbalzi. «Provengono dalla serie A, avranno un inserimento più veloce in squadra», ha dichiarato Bucchi. Considerazione che devono aver fatto anche a Forlì, dove è sbarcato Kenny Lawson, dominante a Recanati e poi alla Virtus Bologna in Legadue e prezioso l’anno scorso anche in Serie A con quasi 8 punti segnati a partita. Per lui un contratto 1+1 a testimonianza della lungimiranza del progetto. Oppure a Bologna, sponda Fortitudo, dove è arrivato Maarten Leunen, una vita tra Cantù e Avellino, richiesto da Brindisi e Reggio Emilia, ora deciso a rimettersi in gioco come centro titolare di una squadra che insegue la promozione da anni. A Cento, invece, la firma di James White, un fuoriclasse assoluto, campione Nba con San Antonio, capo cannoniere a Sassari sette anni fa, una stagione eccellente a Pesaro, l’Eurochallenge vinta con Reggio Emilia, tornato la passata stagione in cui ha prodotto in 28 minuti di utilizzo medio 11 punti e 5 rimbalzi, col 39 per cento da 3. Anche per lui, contratto da 1+1 e, si dice, a cifre superiori di quelle di Mike Hall che ha rinnovato a Ferrara, rinunciando ad offerte dalla Serie A. L’istrionico statunitense ci ha messo anche del pepe su twitter: «Una squadra medio bassa di A1 mi ha offerto meno di quanto avrei preso qui e avrei dovuto fare da chioccia a ragazzini inesperti». Morale della favola: rinnovo a Ferrara per buona pace di tutti. Adam Smith, da Capo d’Orlando a Ravenna e Rotnei Clarke, da Pesaro a Trapani sono gli altri colpi ad effetto dell’estate in Legadue. Il secondo, in particolare, salvatore della patria della squadra marchigiana per due stagioni consecutive, era in parola con la Vuelle, salvo poi cambiare procuratore e scegliere la Sicilia. Non solo per una questione di cuore. 
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