CORONAVIRUS

Le leggende del Basket italiano si sono riunite nella Locker Room della As Luiss

Venerdì 1 Maggio 2020
Ettore Messina, Sardara, Meneghin e Brunamonti  sono stati i protagonisti nello spogliatoio virtuale dell’AS Luiss
Le leggende del Basket italiano si sono riunite nella Locker Room

Ettore Messina, coach Olimpia Milano: “E’ bellissima l’iniziativa di Cremona di formare una squadra di soli giovani italiani allenati da Meo Sacchetti. Il basket e lo sport in generale devono ripartire dalle basi. Se negli USA il sistema NCAA è la punta dell’iceberg di una cultura sportiva con alle spalle un sistema scolastico potentissimo, in Italia siamo al paleolitico: nelle scuole medie e superiori non si riescono a fare due ore di educazione fisica durante la settimana. L’unico esempio virtuoso di istituzione che unisce sport e formazione è, a livello universitario, il caso della Luiss è una realtà di altissimo livello, ma purtroppo è un caso isolato. Il tema è però tentare di cambiare qualcosa alle fondamenta: è un tema di ristrutturazione sociale, dobbiamo partire dalle basi”. 

Stefano Sardara, Presidente Dinamo Sassari: “Ante Covid19 abbiamo pensato con la Luiss di partire con un progetto per valorizzare alcuni giovani della Sardegna che andranno a giocare a Roma con la squadra dell’Università. Studiare e giocare fa la differenza: tutto il sistema dovrebbe seguire l’ambiente Luiss, apripista e realtà oggettiva che tocchiamo con mano, un esempio virtuoso che deve essere aiutato e sostenuto con i club e la Federazione”

Paolo Del Bene, Direttore Associazione Sportiva Luiss: “Vogliamo lanciare l’idea della NCAA italiana: bisogna cavalcare il cambiamento: costringere il Presidente FIP Gianni Petrucci a provarci. Bisogna svoltare, inventare un modello sostenibile: il modello Luiss ha permesso a tanti ragazzi di fare campionato decoroso come la Serie B: tutti i ragazzi che sono passati da noi e hanno giocato con noi oggi sono grandi manager” 
 
Roberto Brunamonti, Team Manager Nazionale A ed ex giocatore: “Ci sarà basket pre e post Covid19? Il nostro sport andrà avanti. Nei primi tempi tutte le squadre dovranno adeguarsi a questo nuovo ricominciare. Cosa cambierà non so dirlo, spero solo che ci possa essere la sicurezza totale di poter fare quello che si faceva prima. La salute è fondamentale, ma la voglia di tornare a giocare un campionato e di esaltarsi è tanta, sia a livello maggiore e che a livello di squadre non professioniste. Sono convinto che si ricomincerà con il massimo della sicurezza per gli atleti, per gli allenatori e tutti”. “Luiss è un modello. Ho vissuto primi passi dell’Università e so quante difficoltà iniziali ci sono state. A Paolo Del Bene il merito di aver raggiunto un risultato nel corso degli anni è nato un fiore e spero possano nascerne altri: abbinare sport e studio è un’idea tipicamente americana che però può trovare possibilità anche da noi, come dimostrato dalla Luiss” 
 
Raffaella Masciadri: “Il binomio sport-formazione ha caratterizzato tutta la mia carriera, e lo fa ancora. Da quando sono Presidente della Commissione Atleti ho voluto portare all’interno del tutto devono poter portare avanti carriera universitaria e sportiva, se lo vogliono. Lo sport mi ha aiutato nello studio, lo studio mi ha aiutato nello sport: possono coesistere. Volevo essere pronta per quando avrei finito di giocare. Le nostre Università a livello di qualità sono superiori a quelle degli USA. Nel basket femminile ci sono giocatrici che hanno provato e provano la strada USA, sono formate ma mancano di qualità rispetto alle nostre ragazze. Se riuscissimo a riproporre con le giuste proporzioni un modello americano qui in Italia, avrebbe grande successo”.
 
Antonello Riva: “Luiss è una realtà che vive da vent’anni. Ho conosciuto molti ragazzi che dopo aver giocato molti anni dovevano fare una scelta, se studiare o giocare. In Italia ci sono purtroppo ancora troppe poche strutture per giocare e studiare. Spero molte Università possano seguire l’esempio della Luiss”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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