Cremona alza bandiera bianca. Senza risorse, non si iscrive in Serie A

Domenica 12 Luglio 2020 di Marino Petrelli
Cremona chiude e dopo undici anni lascia la serie A di basket. Una decisione già nell’aria da giorni, oggi resa ufficiale da un comunicato di poche righe diffuso nel primo pomeriggio. “Il consiglio di amministrazione riunitosi in data odierna dopo attenta analisi dei budget preventivi stilati per la stagione 2020/2021 ha preso atto della mancanza di coperture economiche e garanzie per lo svolgimento del prossimo campionato di Serie A - recita il comunicato -. L’intero cda ha pertanto rimesso il proprio mandato all’assemblea dei soci che valuteranno eventuali proposte di subentro nella compagine societaria o in alternativa l’avvio delle pratiche di liquidazione della società“.

Finisce dunque l’esperienza della Vanoli nella massima serie della pallacanestro italiana. Undici stagioni fatte di onorate salvezze e negli ultimi due anni anche di successi, in campo e fuori. Primo tra tutti, l’approdo in panchina del coach della Nazionale, Meo Sacchetti (diventato tale solo poco dopo aver messo piede in Lombardia), poi la vittoria della Coppa Italia 2019 in finale contro Brindisi e la semifinale scudetto nello stesso anno con arrivo a gara 5 contro la Reyer Venezia, futura campione d’Italia.

Che la situazione, già critica nei giorni scorsi, fosse precipitata lo aveva anticipato questa mattina Flavio Portaluppi, general manager designato della società lombarda che ad alcuni organi di stampa aveva dichiarato che "non era in programma nessun incontro con il sig Vanoli perché la situazione resta molto complicata e i margini per riuscire nell’impresa sono molto ridotti”. Ora il sig Vanoli, Aldo per tutti, uomo pacato e presidente lungimirante, colpito dal virus in prima persona, ha detto basta. Costretto dalla crisi che ha colpito Cremona, una delle città più martoriate dal Covid 19 anche in termini di vite umane, e dal venir meno di alcune certezze, anche istituzionali e di sponsor legati alla squadra. A nulla sono valsi gli appelli accorati di Vanoli e il tentativo di raccolta fondi promossa da due tifosi. Si ripartirà, salvo clamorosi salvataggi in serie B dell'ultimo minuto, dal settore giovanile. 

ROMA IN BILICO, TORINO ATTENDE IL RIPESCAGGIO - L'attenzione si sposta ora sulla Virtus Roma e, indirettamente, sul Basket Torino. La prima sarebbe in trattativa con una cordata di imprenditori per il passaggio delle quote da Claudio Toti ad un nuovo gruppo che garantirebbe la permanenza in squadra A della squadra capitolina. Gli incontri, previsti per venerdì scorso, sono stati rinviati ad inizio nuova settimana, ma il tempo stringe e le aprti sembrano ancora lontane. Torino intanto attende. "Chiamata" in Serie A già lo scorso 15 maggio, era stata stoppata qualche giorno fa perchè il campionato, con la defezione di pistoia che aveva deciso di riposizionarsi in A2, era tornato a sedici squadre. Ora senza Cremona, la squadra del presidente Sardara, che essendo già proprietario della Dinamo Sassari deve lasciare a nuovi soci, spera di essere richiamata. Domani è prevista una conferenza stampa nella quale verranno svelati i nuovi prorietari del Basket Torino. Nei prossimi giorni la Lega Basket dovrà decidere: un campionato a quindici squadre non piace a nessuno, i piemontesi sono pronti al grande ritorno. 

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