Tom Brady, a 44 anni sfuma l'undicesimo Super Bowl della carriera. E adesso l'America attende "the decision"

Il quarterback dei Buccaneers, eliminati nella notte dai playoff NFL per mano dei Los Angeles Rams, potrebbe decidere di ritirarsi: tutta l'America attende la sua decisione.

Tom Brady, 44 anni, quarterback in forza a Tampa Bay nel campionato NFL di football.
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Lunedì 24 Gennaio 2022, 14:48

Il mondo della NFL e dello sport da stanotte è ufficialmente in attesa. E se il campo ha parlato, emettendo beffardamente uno dei rarissimi verdetti negativi nella carriera del soggetto in questione, colui che ha riscritto la storia del football americano deve ancora rendere pubblico il proprio responso, lasciando così milioni di fan e appassionati in bilico, una sorta di stato d'apnea che somiglia a un vero e proprio limbo dantesco. "Lascia o continua?": sarà questa la domanda che, come un mantra, ci si farà chissà fino a quando. Perchè tutti, ma proprio tutti, da ieri pendono dalle labbra di Tom Brady.

L'ennesimo miracolo sfiorato a 44 anni

Il quarterback dei Tampa Bay Buccaneers ha concluso la sua stagione numero ventuno tra i pro in una maniera a lui inconsueta: venendo eliminato dalla corsa al Superbowl, ai Divisional - due giri di giostra dalla finalissima di Los Angeles, proprio per mano dei californiani dei Rams. Svanisce così la possibilità di disputare la quindicesima finale di conference della propria carriera, dopo una partita che è un autentico luna park. I campioni in carica di Tampa, malconci viste le tante assenze (compreso il licenziato Antonio Brown), partono con i sfavori dei pronostici e il copione già scritto prima del kickoff si conferma tale in campo: a metà partita gli avversari di Los Angeles vanno all'intervallo lungo avanti 20-3. Mezzo mondo è sotto shock, anche perché l'inizio del terzo quarto conferma la tendenza e lo sneak di Matthew Stafford vale il +14 di parziale. Sembra finita, ma con Brady non lo è mai veramente. Sui social inizia a rimbalzare il meme del 28-3 al LI Superbowl che il quarterback, allora ai New England Patriots, riuscì clamorosamente a ribaltare ai danni di Atlanta: nulla è impossibile per il numero 12. Ed ecco infatti che comincia la scalata e la lotta contro il cronometro: i Rams abbassano i giri del proprio motore e Bucs ne approfittano subito. Il pass da 55 yards di Brady per il touchdown di Mike Evans riapre tutto e vale il 27-20. Il "Raymond James" è un catino, i californiani non ne azzeccano più una e il più grande ogni epoca, per acclamazione, sente l'odore del sangue: l'ovale lasciato nelle mani di Fournette vale il pareggio a 42'' dalla fine. Le telecamere indugiano su Gisele Bündchen, moglie di Brady, presente sugli spalti: il viso lascia trapelare sopresa ma non troppa, d'altronde ne ha viste molte di partite così a fianco del suo "Tommy". Sembra l'ennesimo miracolo, ma questa volta il destino gli riserva un viaggio dall'inferno al paradiso andata...e ritorno: il calcio piazzato di Matt Gay a tempo scaduto vale 3 punti decisivi. Rams alla finale di National Football Conference, Buccaneers eliminati. Fine della corsa. E adesso?

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Il futuro di Brady e il dubbio amletico di tutti i più grandi

Con i californiani ancora in campo a festeggiare e tutti i giocatori a caccia di un abbraccio con Tom Brady, l'America intera già guardava al domani chiedendosi se quello appena visto fosse stato davvero l'ultimo ballo dell'uomo da 84.520 yards di passaggi in carriera. Il quarterback non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, lasciando intendere nei giorni scorsi che avrebbe pensato alla decisione da prendere soltanto a stagione ultimata. Come prevedibile, bocca cucita a fine match. A parlare è stato coach Bruce Arians che però non ha dato elementi rilevanti, glissando con un veloce: «Spetta a Tom, proprio come tutti i giocatori veterani». Già, i veterani. Alla soglia dei 45 anni, Brady si trova a dover affrontare il grande dilemma che prima o poi ogni mito dello sport si trova a dover risolvere: continuare o dire basta? Ci sono passati tutti. Da Agassi a Valentino Rossi, da Totti a Del Piero. Buffon e Roger Federer continuano imperterriti a rifiutare il concetto di "ritiro", Jordan e Schumacher ci hanno addirittura ripensato. L'inesorabile destino di quella stretta cerchia di campioni dello sport facenti parte del club dei "goat" (greatest of all time) e ostili ad accettare la parola "fine". D'altronde è la loro fame agonistica, la voglia di superare quei limiti da loro stessi già superati, l'ossessione dell'eccellenza e il desiderio del trionfo ad averli resi leggende viventi: per loro non c'è vita al di fuori dello spogliatoio e, come ammise lo stesso Totti al momento del suo addio al calcio, il domani fa paura.

Tom Brady ha segnato il football americano - lo sport più seguito negli States - come nessun'altro, frantumando record e scalando tutte le classifiche immaginabili: con le maglie dei New England Patriots (dal 2000 al 2019) e dei Bucs ha messo insieme 7.263 passaggi completati, 624 dei quali sono valsi un touchdown. Ha partecipato a dieci Superbowl, vincendone sette (6 con New England, 1 con Tampa Bay). È stato tre volte mvp della stagione e cinque miglior giocatore della finale. Naturalmente è il giocatore con più partite vinte in carriera: insomma, i numeri lo offendono. Ad oggi sulla decisione potrebbe pesare soprattutto il "come" uscire di scena: accettando il verdetto del campo o invece provandoci di nuovo, one last time, per provare a chiudere sotto una pioggia di nastrini una storia, la sua, irripetibile. Il fenomeno nativo di San Mateo, California, così come tutti i miti dello sport va oltre le statistiche, entrando nell'immaginario collettivo, divenendo termine di paragone per la vita quotidiana di ognuno di noi e ispirando milioni di fan al sacrificio, all'abnegazione e all'inseguimento dei propri sogni. In vent'anni e passa di carriera ha accompagnato in ogni momento della loro gioventù un'intera generazione di appassionati, che nel 2000 erano dei giovani ragazzi ed ora sono genitori di bambini ai quali vanno tramandando in eredità l'amore per il gioco e l'ammirazione per il numero 12. Oggi, padri e figli di mezzo mondo attendono insieme la decisione di Thomas Edward Patrick Brady Jr.. Una sola certezza, qualunque sia la scelta: comunque vada è stato bello, Tom "Terrific".

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