Goggia: «Io, una lenta ad alta velocità»

Sofia Goggia
di Mario Nicoliello
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Giovedì 24 Ottobre 2019, 09:30

Riparte da Soelden la Coppa del mondo di sci: sabato il gigante femminile, domenica quello maschile. Sul Rettenbach il circo bianco comincia la caccia agli eredi di Marcel Hirscher e Lindsey Vonn, che dopo anni di battaglie sulla neve hanno appeso gli sci al chiodo. Al primo giorno di scuola l’olimpionica della discesa libera Sofia Goggia si presenta con un numero alto sul petto – per i pochi giganti disputati l’anno scorso scatterà con un pettorale attorno al 50 – e una nuova app installata sullo smartphone. Quella che gli consentirà di intervenire ogni sabato su Rtl 102.5.
Oltre ad ammirare la Goggia sciatrice ascolteremo pure la Sofia giornalista? 
«Vero, mi aspetta un inverno ricco. Già l’anno scorso avevo fatto qualcosa, ma in poche occasioni visto che avevo cominciato tardi per l’infortunio. Stavolta coprirò l’intera stagione».
Che cosa farà?
«Lancerò degli spot per annunciare le gare, racconterò le sensazioni a caldo al termine delle prove e interverrò tra un viaggio e l’altro per parlare delle mie passioni al di fuori dello sci».
Come è Sofia Goggia quando non scia?
«Una ragazza normalissima. Mi piace vivere intensamente gli aspetti della quotidianità, dalla corsa col cane alla lettura di un libro. Adesso le mie serate sono scandite da “Non so niente di te” di Paola Mastrocola. Quando chiudo la porta di casa e mi stendo sul divano adoro la lentezza».
Sa cucinare?
«Al momento sono una pessima cuoca, ma cercherò di migliorare. La cosa per cui vado pazza è il tortino al cioccolato».
Il viaggio più bello che ha fatto?
«Sul Perito Moreno in Argentina. Un ghiacciaio che ti fa restare a bocca aperta».
Il posto che amerebbe visitare?
«Mi attira la Mongolia. Prima o poi ci andrò, da sola o in compagnia».
Passiamo allo sport, il suo obiettivo stagionale?
«Sciare forte e essere tra le migliori».
Se le dico Coppa del mondo.
«Le rispondo coppetta di specialità. Non sono ancora pronta per la sfera di cristallo, più che alla classifica generale penso a quelle di discesa e superG».
E in gigante?
«Prenderò quel che verrà. Partendo con un numero così alto, già la qualificazione alla seconda manche sarà un successo. Da Killington in poi con un pettorale più basso potrò giocarmela».
Tanti la considerano l’erede della Vonn sul piano mediatico.
«È un onore, perché Lindsey è stata il mio idolo sportivo. Essere riuscita a batterla mi ha riempito di orgoglio, ma non so se sarò in grado di reggere il suo testimone».
È davvero imbattibile Mikaela Shiffrin?
«Nelle prove tecniche non fa un errore perché è stata costruita per vincere. In velocità possiamo giocarcela».
Il suo discorso a Losanna ha contribuito a portare i Giochi olimpici a Milano e Cortina.
«È stata un’esperienza bellissima. Spero che le Olimpiadi possano cambiare lo stereotipo di noi italiani, facendo capire che abbiamo tanta voglia di fare le cose alla grande».
Sarà ancora in gara nel 2026?
«Lo spero. Prima però ci saranno i Giochi di Pechino nel 2022. Un passo alla volta».

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