Scheffler e Smith all'ultimo duello

Scheffler e Smith all'ultimo duello
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Domenica 10 Aprile 2022, 15:31

Scheffler e Smith in lotta per il Masters

AUGUSTA (Usa) – Se sarà una stella destinata a durare a lungo nel firmamento del golf mondiale, lo sapremo solo con il tempo. Quello che sappiamo oggi è che emana tanta luce. Scottie Scheffler, il ragazzone di 25 anni, che proviene dall’Università del Texas, è in testa anche dopo il terzo giro al Masters di Augusta. Certo, ha visto il ridursi da 5 a 3 il vantaggio sul più immediato inseguitore, che è l’australiano Cameron Smith, ma è ancora lì, saldamente in testa. Scheffler, partito da -8, ha incrementato solo di un colpo il proprio score. Il -1 di giornata lo ha fatto salire a quota -9, ma la prova ha dato ampia conferma di tutte le potenzialità che è in grado di esprimere, soprattutto in una giornata caratterizzata da tanto freddo e da un forte vento. Lo confermano gli score generali. Dopo 3 giri, sono solo 7 i giocatori sotto par.

Di Scheffler piace soprattutto la grande capacità di concentrazione che si concretizza in special modo quando c’è da reagire a qualche circostanza negativa. Ad esempio: dopo i bogey della 14 e della 15, sono subito arrivati un par alla 16 e, soprattutto, un birdie alla 17, prima di compiere un autentico capolavoro alla 18, quando, spedito sciaguratamente il primo colpo nel bosco di sinistra, ha dovuto dichiarare ingiocabile la palla e dropparla con penalità. Da lì, da distanza siderale, ha fatto partire un ferro di rara bellezza e dopo un ottimo putt da fuori green ha chiuso con un bogey inatteso, considerati i guai nei quali si era cacciato.

Scheffler, nome sconosciuto ai più, ha cominciato la stagione senza alcuna vittoria sul Pga Tour. Da febbraio in poi, però, ha sollevato 3 trofei (uno dei quali è il prestigioso Arnold Palmer Invitational), più un secondo posto. Questi straordinari risultati gli hanno permesso di accomodarsi al comando delle due classifiche più importanti: la Fedex Cup e l’ordine di merito mondiale. Se dovesse indossare anche la Giacca Verde, nella cui tasca c’è un assegno di due milioni e 700 mila dollari, nessuno potrà più parlare di meteora o di vittorie figlie della casualità.

A rendergli la vita difficile, però, c’è un altro giocatore in stato di grazia, Cameron Smith, un tipo dai baffi sottili e i capelli da musicista rock d’altri tempi, che è 6° nell’ordine di merito mondiale e che ha già vinto 5 volte sul tour americano, due delle quali in questa stagione, compreso il ricchissimo e prestigioso The Player, considerato a ragione il quinto major. L’australiano ha messo a segno il miglior risultato di giornata. Con un eccellente -4, ottenuto in condizioni davvero difficili, è risalito in seconda posizione a 3 colpi dal leader. Oggi, alle 20:40 italiane, lui e Scheffler saliranno alle in ultima partenza sul tee della 1. Sulla carta sarà una specie di scontro diretto, in cui nervi saldi e strategia risulteranno decisivi. Ma, è ovvio, che i loro occhi non perderanno mai di vista i leaderbord sparsi sul percorso per tenere sotto controllo la concorrenza. All’Augusta National non sono concessi errori e chi li compie spesso li paga a prezzo altissimo. La storia del Masters ha fatto registrare molti ribaltoni clamorosi e, si sa: la storia insegna. O dovrebbe. Dietro i due fuggitivi, seppur a distanza (ma non di sicurezza) ci sono giocatori in grado di compiere la clamorosa rimonta: a -4 (5 colpi dalla testa della classifica) c’è il sudcoreano Sungjae Im; a quota -2 il sudafricano Charl Schwartzel (già vincitore del Masters) e l’irlandese Shane Lowry (un Open Championship in bacheca.
Chiunque sarà il destinatario della Giacca Verde, però, il Masters 2022 un vincitore ce l’ha già ed è Tiger Woods. E’ sua la vera impresa, perché nessuno avrebbe pronosticato un ritorno alle gare in così poco tempo, dopo il terribile incidente in macchina di febbraio 2021 in cui aveva addirittura rischiato di perdere la gamba destra. Ma come Tiger c’è solo Tiger: non solo è tornato, ma lo ha fatto in maniera convincente, mettendo a tacere tutti gli scettici e guadagnando parecchio in autostima. Ha stretto i denti, ha zoppicato, ha usato mille cautele, ha smorzato con smorfie di sofferenza le fitte di dolore che gli sono inevitabilmente arrivate da quella gamba tenuta insieme da numerose viti e placche: ma è andato avanti, giro dopo giro, colpo dopo golf. Difficile trovare molti esempi simili. Il +6 di giornata, che ha portato il totale a +7 e lo ha fatto indietreggiare al 41° posto, non deve trarre inganno: classe e fantasia risultano intatte. Ed è abbastanza confortante anche la precisione. A tradirlo un po’ è stato il putt, ed è curioso perché l’azione sul green è quella che incide meno sulla postura e sui carichi (al contrario dello swing), ma, al di là della casualità (ci sono giornate in cui la palla non vuole proprio entrare) se sarà necessario lavorare per migliorare, potrà farlo senza aggiungere troppo stress al suo fico. Tiger scenderà in campo alle 16:50 insieme con un altro ex numero uno, lo spagnolo Jon Rahm.   E di una cosa si può essere certi: ancora una volta, l’applauso più caloroso e fragoroso sarà riservato a lui.

Stefano Cazzetta

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