Global Tour, il Gran Premio è di Maher. Ottimo Marziani: è quarto

Sabato 7 Settembre 2019 di Piero Mei
Ben Maher in azione
Duccio Bartalucci, il cittì dell’equitazione, a domanda rispondeva: “Il pronostico? Penso Ben Maher”. Era la vigilia immediata del Gran Premio che stava per cominciare al Global Tour che domani finisce allo Stadio dei Marmi a Roma. E ancora: “Luca Marziani? L’ho visto bene”. Aveva ragione in tutti e due i casi. Perché Ben Maher ha vinto il Gran Premio e Luca Marziani, in sella al suo Tokyo du Soleil, è finito quarto, ma era tra i quattro cavalieri che avevano concluso, dopo il percorso della qualificazione, anche quello della fase finale a 35 senza errori. Quattro su 35 ed erano fra i migliori al mondo.

LUI E TOKYO
Luca Marziani è campione d’Italia; il suo cavallo, Tokyo du Soleil, è uno dei migliori al momento. Ha anche un nome che fa sognare: Tokyo sarà città olimpica l’anno prossimo. La qualificazione ancora non c’è, ma c’è una possibilità per la squadra. Luca è nato a Civita Castellana, è “laziale dentro”, nel senso che è tifosissimo della Lazio. E’ cresciuto agonisticamente alla Farnesina, poco sopra lo Stadio Olimpico a Roma ed ora ne è il direttore sportivo. E’ arruolato nell’Aeronautica, come molti cavalieri di spicco.

LA GARA
La gara che lo vedeva impegnato oggi era su due o tre percorsi, il primo indipendente giacché serviva solo da qualifica per il Gran Premio. Avrebbe promosso 35 concorrenti ed avrebbe assegnato una vittoria di squadra alle coppie di cavalieri partecipanti alla Champions League, tappa romana (non tutte le Champions League snobbano la Capitale…). Gli azzurri, presenti a titolo individuale, erano sei: passavano la mannaia in quattro, Marziani, Turchetto, Gaudiano (ottimo il suo primo percorso: netto e veloce, secondo tempo) e Zorzi. Finivano oput Giulia Martinengo Marquet e Matias Alvaro. Al percorso del Gran Premio dei nostri solo Luca Marziani faceva netto; con lui il tedesco Ludger Beerbaum, il brasiliano Zanotelli e lo splendido cavaliere Maher. Il barrage era a tempo. Maher era il più veloce, secondo Zanotelli, terzo Beerbaum. Luca era quarto, Tokyo incappava in un percorso da luna storta: tre errori e Marziani che finiva quarto. Ma il silenzio del pubblico durante il suo percorso era quello dei tempi d’oro zecchino dell’equitazione italiana (i D’Inzeo, Mancinelli, Orlandi per dire) e gli applausi erano scroscianti da ogni parte dello stadio dei Marmi che era pieno di gente. Mancava solo, per riempirlo ancora, di arrampicarsi sui marmi stessi.

UN SORRISO A BALMORAL?
Ben Maher è britannico, pluricampione. Per lui, come per l’amazzone  Florence Polland, che aveva vinto poco prima una delle gare minori, suonava “God Save the Queen”. Un sorriso per la Regina a Balmoral ora che Boris Johnson, il suo primo ministro, gliene dà pochi. Fra l’altro la Brexit, se fatta, potrebbe portare per effetto collaterale una crescita di complicazioni burocratiche per i cavalli “extraeuropei” in viaggio. E l’osmosi è attualmente otale sia per quelli da corsa che per quelli da solto. Dovranno organizzarsi “stazioni di quarantena” in giro per il Continente e la Gran Bretagna?

PRAGA CHAMPIONS
La gara di Champions League è stata vinta dai Praga Lions al termine di cervellotici rounds con regolamento per capire bene il quale ci vuole una laurea o un bel programma da personal computer.

SHAKIRA PER SPRINGSTEEN
Jessica Springsteen è entrata nei 35 magnifici; poi ha commesso un errore. Curiosità musicale: durante i percorsi iniziali i cavalli gareggiano con musica di sottofondo. Il dj non ha omaggiato Jessica con un brano di papà, ma la ragazza ha saltato al canto di “Waka Waka”, l’inno di Sudafrica 2010, mondiali di calcio, cantato da Shakira.

PADRI E FIGLI
Curiosità statistica: tra i 35 del Gran Premio erano in gara un padre e un figlio: non persone, ma cavalli. Cool Feeling, l’equino di Beerbaum, terzo arrivato, 11 anni, è figlio del cavalloCornado NRW, 18 anni. Il papà ha commesso un errore.

L’ULTIMA DI SIMONE
Simone Blum, la donna tedesca che è campione del mondo, era momentaneamente alla sua ultima gara. Simone aspetta un bambino. E’ protagonista anche di un curioso caso: il marito ha preso il cognome di lei, come il Duca di Edimburgo.

PAURA PER LINDSAY
Lindsay Maxwell, amazzone americana, è stata vittima di una paurosa caduta all’ultimo ostacolo della gara vinta dalla Polloavand. Il cavallo l’ha sbalzata di sella mandandola oltre l’ostacolo e lui restando di là. L’amazzone è rimasta a terra e subito le è stata messa intorno una tenda di protezione per rispetto della privacy. E’ stata poi portata in ambulanza all’ospedale San Pietro e lì trattenuta in osservazione.

IL SIGNOR LICINIO
Splendida vittoria italiana a inizio giornata in un “due stelle”: l’ha ottenuta Licinio Grossi, cavaliere di Parma, 57enne vegetariano (“Ma per gli anolini faccio finta che non ci sia la carne”, che vive in campagna a Fornovo, casa di legno costruita da sé, cavballi al prato fuori la finestra. In tutto, in giro “per casa” e per l’Europa, ne ha 51. “Ma che non lo sappia la Luisa” sorride. E’ appassionato e simpatico e cerca di trasmettere ai giovani la sua passione. Ci riesce.

DOMANI GRAN FINALE
Domani il Gliobal Tour chiude: salto ostacoli, agility dog (cioè cani) e gran finale strappa applausi con il Carosello dei Carabinieri. L'ingresso ai Marmi è gratuito. Ultimo aggiornamento: 23:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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