Nuoto, europei: Razzetti vince oro e bronzo. Per l'Italia altre sei medaglie a Kazan

Nuoto, europei: Razzetti vince oro e bronzo. Per l'Italia altre sei medaglie a Kazan
di Piero Mei
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Venerdì 5 Novembre 2021, 20:23

Lo chiamano “Razzo” tagliandogli il cognome, che è Razzetti (di nome fa Alberto). Ma non è un missile d’aria, bensì un siluro d’acqua. O almeno è quel che è stato oggi a Kazan, Europei di vasca corta, dove gli azzurri continuano a nuotare fra le medaglie. Quella di Razzetti è la più luccicante: è d’oro nei 200 delfino (o farfalla), specialità nella quale l’Italia è una novità. Ma il bottino è di sei, con due argenti (Thomas Ceccon nei 200 misti e Simona Quadarella nei 1500) e tre bronzi: Razzetti, sì, ancora lui, nei 200 misti, Francesca Fangio nei 200 rana, e Martina Rita Caramignoli nei 1500). Questo porta l’Italia d’acqua, in tutti i luoghi e tutti i laghi come cantava quello, a quota 997 medaglie europee: la piastra della quota mille è pronta per essere toccata.

Martina Caramignoli conquista il bronzo nei 1500 agli Europei in vasca corta di Kazan

Razzetti, oro e record di specialità

“Il bronzo nei 200 misti mi aveva lasciato male” sorride Razzetti senza bronxio ormai: “Ho sbagliato tante cose e nei 200 farfalla ero sul blocco che volevo spaccare il mondo”. E c’era proprio un fenomeno mondiale da battere, l’ungherese Milak. Alberto, che s’allena con Stefano Franceschi fabbricante di campioni, non s’è fatto intimorire. E Milak deve esserci rimasto male quando all’ultima virata, 175 metri, ha visto l’italiano aliscafo. Al tocco Razzetti, insieme con l’oro, s’è preso la soddisfazione di migliorare il suo record italiano nella specialità, record che ora è di 1:50.24, cioè sotto il “muretto” dell’1.51 che mai era stato infranto.

La dedica  è, come da copione, per mamma, papà, società e Franceschi, con il quale, dice, “lavorerò ai particolari che mi hanno soddisfatto meno”. A 22 anni ha tempo per farlo. Specie in quegli insoddisfacenti, secondo lui, 200 misti nei quali è andato ugualmente sotto il record italiano. Ma non lo ha preso lui: lo ha preso Thomas Ceccon, secondo dietro il greco Vazaios. 1:52.49 il crono di Thomas. Nei misti gli azzurri non andavano a medaglia da 16 anni, i tempi gloriosi di Massimiliano Rosolino.

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Quadarella, c'è un'altra Ledecky 

Per Simona Quadarella un’altra specie di Ledecky da considerare: la siberiana Anastasia Kirpichpnikova (traslitterazione problematica dal cirillico) sì è tuffata a ritmo da velocista nei 1500, Simona nostra che ha un programma di lunga distanza ed a lunga scadenza (Roma2022) ha tenuto botta, ma poi ha dovuto mollare le caviglie della ragazza russa che s’era messa in testa di vincere e prendersi pure il mondiale, che la Ledecky, che non frequenta la vasca corta, ha lasciato come consolazione alle avversarie.

La vittoria è stata facilmente della russa 15:18.30, ma per il mondiale dovrà riprovare: alla fine delle 60 vasche s’appoggiava al bordo, per riprendere fiato questo sì, ma anche per confondere nel cloro la delusione evidente.

Simona, invece, 15:34.16 il suo crono, delusa la sua parte (“mi aspettavo di meglio”) si aggrappa al parere del suo allenatore, Christian Minotti, che la tira su suggerendo che “sono gare d’allenamento, tappe di passaggio”. Certo che la ragazza russa metterà un po’ d’ansia perfino alla Ledecky, alla quale appartengono in vasca lunga tutte le prime venti prestazioni mondiali. Simona adesso nuoterà anche i 400: ha ceduto due dei tre ori che aveva, 800 e 1500, ma chissà… la siberiana è allenata da Philippe Lucas, l’uomo che allenò la Pellegrini ai trionfi di Shanghai e la Van Rouwendaal ai trionfi dovunque in acque libere.

In coppia sul podio, come Ceccon e Razzetti, con la Quadarella è anche Martina Rita Caramignoli, conferma di bronzo: “A trent’anni battere tante ragazzine…” sorride.

Una rana in più

Lo stagno azzurro è sempre più affollato: stavolta non è oro, come fecero la Carraro e Martinenghi, ma è bronzo: lo conquista Francesca Fangio che rende sempre più crudele la guerra delle rane, con Martina, Arianna Castiglioni e l’atteso prossimo ritorno di Benedetta Pilato. La Fangio è terza in 2:19.69, ad un centesimo dal record italiano della Carraro che, in questi 200, si classifica quinta. Vince la russa Chikunova: il bottino dei Putin’ boys è sempre più ricco. Piange e ride la Fangio: “Volevo quasi smettere, questa medaglia mi ripaga dei tanti sacrifici e spero valga come qualificazione per il mondiale”. La Carraro si dice “stremata”, ma anche “felice per Francesca: se la meritava”.

I grandi

Conferma di campioni: nei 100 stile libero delle ragazze vince la svedese Sjoestroem, da tempo la migliore, 51.26 il crono di Sarah nei 100 dorso è d’oro il nuotatore con la collana, il russo Kliment Kolesnikov, in 49.13. I nostri? La Di Pietro è quinta, come Matteo Rivolta nel dorso, “che non è il mio stile: lo nuoto da settembre”, con Lorenzo Mora sesto. Mora promette rivincita nei 200, perché, dice, “posso fare di più e sto bene”. Il dorso breve delle donne è della Toussaint, l’olandese in gran forma, i 200 rana uomini sono ancora per l’Olanda con Kamminga.

Verso la finale

Promossi al domani di finale Marco De Tullio e Matteo Ciampi nei 200 stile: fanno il primato personale, il migliore del campo risulta il prossimo campione, il ragazzo rumeno Popovici che fece meraviglie nell’acqua del Foro Italico l’estate scorsa. In finale anche le farfalle Di Liddo e Bianchi nei 100 e Margherita Panziera nei 100 dorso.

Riecco Paltrinieri

Domattina qualificazioni per gli 800 stile libero: nella prima batteria c’è Paltrinieri di fianco al “nemico” tedesco, Wellbrock. Da vedere, la finale il giorno dopo, eventualmente…

Risultati e programma sul sito www.federnuoto.it.

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