Il ring chiama, Roma risponde: Rossetti e Lupparelli, doppia chance tricolore

NELLA FOTO: PIETRO ROSSETTI
di Tommaso Catalano
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Venerdì 25 Novembre 2022, 16:36

Il pugilato italiano è sempre più un affare romano. Domani sera, nella cornice di Hacienda a via dei Cluniacensi 68 (diretta su Sportitalia dalle 23), due boxer della Capitale proveranno a conquistare altrettanti titoli tricolori vacanti nella serata targata BBT Production. Pietro Rossetti (15-1-0), peso welter di San Giovanni, se la vedrà contro l’abruzzese Emanuele Cavallucci (13-6-1), mentre il supermedio di Torbellamonaca Yuri Lupparelli (10-0-0) sfiderà Ignazio Crivello, palermitano (8-9-1).

ROSSETTI

A 24 anni, ‘The Butcher’ (‘Il Macellaio’, soprannominato così per gli anni trascorsi a lavorare nel reparto carne di un supermercato) è a un momento cruciale della sua carriera, iniziata appena maggiorenne. “Sono pronto, finalmente è giunto il momento che aspettiamo da tanto tempo – esordisce il ragazzo, che a luglio scorso ha vinto il titolo IBF Latino e che è alla prima chance per il titolo italiano – Non voglio parlare di strategie per non svelare quello che penso di Cavallucci”. Il rivale di Chieti ha dieci anni più di Rossetti, ma l’età non sarà un fattore che influirà. “E’ più grande di me, ha anche combattuto all’estero, ma ho pochi match meno di lui. Conta quanta esperienza si apprende in ogni incontro”. All’angolo del ragazzo della Team Boxe Roma XI ci saranno come sempre i suoi maestri, Italo Mattioli e Luigi Ascani. Soprattutto col primo, Pietro ha un rapporto strettissimo, di fiducia totale: “Sul ring non sono mai solo, perché c’è il mio maestro con me. Vive i match come li vivo io, entrambi abbiamo tante aspettative su noi stessi”. Un fattore da non sottovalutare quando combatte Rossetti è la sua propensione a mandare ko gli avversari: ben 7 dei suoi 15 incontri vinti sono terminati prima del limite. A Pietro piace lo scontro brutale, il pugilato dalla corta e media distanza, ma ciò che per lui conta di più (oltre alla vittoria) è il pubblico, la sua benzina sul ring: “Mi piace esaltare la folla, non mi basta vincere, voglio farlo a modo mio”. Quando non è impegnato a tenere il peso, Rossetti è un grande amante dei piatti della tradizione romana, “che mia madre e la mia ragazza cucinano benissimo”.

LUPPARELLI

Il soprannome di Yuri Lupparelli, ‘Prince’, deriva dalla sua infanzia, quando con quattro fratelli maschi più grandi era “il principe di casa”. L’atleta di Torbellamonaca (“Il più bel quartiere del mondo”) arriva alla prima chance titolata non più giovanissimo (ha 32 anni). “Per me la cintura tricolore è tutto. Penso di essermi sudato questa chance, ci arrivo con la testa giusta”. Entrato in palestra per la prima volta a dieci anni a Torre Nova, Lupparelli a quindici anni era campione regionale, ma proprio quando poteva spiccare il volo si impose uno stop di cinque anni dopo una discussione con un tecnico in Nazionale, “litigio per il quale ora mi mangio le mani”, ricorda. “A vent’anni ho ricominciato nella comunità dove allenava il mio amico Manolo Monterisi, e alla fine sono passato professionista”. Quando può levarsi guantoni e bende, Yuri va a pescare spigole a Fiumara (“Ma è l’amico mio quello bravo, io lo faccio per rilassarmi!”), oppure passa il tempo con i suoi tre bambini: Rebecca, Diletta e Yuri Junior, l’ultimo arrivato di un anno e mezzo. La scintilla che accese in Yuri l’amore per il pugilato fu un film: “’Bomber’ con Bud Spencer, mi fomentava tantissimo”, ricorda lui, che ha nel suo maestro Alessandro El Moeti della Roma Boxe Torre Angela “un fratello e un padre” e che ritiene l’avversario Ignazio Crivello “un buon pugile, molto esperto”.

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