Perugia vince la supercoppa e alza il suo primo trofeo a Civitanova: 3-1

Perugia vince la supercoppa e alza il suo primo trofeo a Civitanova: 3-1
di ​Vanni Zagnoli
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Lunedì 9 Ottobre 2017, 01:12

“Quando vieni a festeggiare?”. Stefano Recine fa un po’ l’interruttore di interviste, nei confronti di Lollo Bernardi e del presidente Gino Sirci. “E’ il momento di gioire e basta”. A Perugia si occupa del mercato, ha organizzato la final four di Champions a Roma, con la Sir Safety seconda, dietro gli imbattibili russi dello Zenit Kazan.
Insuperabile sembrava anche Civitanova, tantopiù di fronte ai propri tifosi. Il fattore campo nel volley incide tantissimo, dunque Lube cucine partiva favoritissima, nella supercoppa italiana, nonostante abbia perso il ct Gianlorenzo Blengini. L’ex vice di azzurro Giampaolo Medei è di Treia, il paese dell’azienda proprietaria e sponsor, tramite il patron Giulianelli, non è la stessa cosa dell’ex vice di Mauro Berruto.
Vince Perugia, 1-3 (20-25, 25-22, 17-25, 26-28), è al primo trofeo della storia. “Siamo solo agli inizi”, gioisce il patron Sirci, accanto ai suoi fans, i sirmaniaci, appunto. Veste come un cowboy. 
“E’ iniziato tutto nel 2001 - racconta -, grazie a mio figlio Flavio, che giocava a volley. Scomparve il presidente dell’epoca, prendemmo in mano noi e dalla serie C, a Bastia Umbra, siamo arrivati sino a qua”.
Lo aspettano al PalaEvangelisti, da 5300 posti, per omaggiare l’impresa firmata anche Zaytsev e Bernardi.
Mister secolo: “Non va confusa - spiega - la nazionale del secolo, il mio passato, con la carriera in panchina. Qui mai arriverò all’altezza dei grandissimi”.
Già, Velasco è lontano, l’Italia anche. Non vince dal 2005, dall’Europeo con Montali. “L’anno prossimo spezzerà il digiuno”, taglia corto Lorenzo, abbronzatissimo.
Sorride largo anche Ivan Zaytsev, che inizialmente non vuole parlare con la Rai e poi è convinto da Maurizio Colantoni. “E’ il primo trofeo con Perugia, non ricordo quale sia in carriera, non importa - spiega -, qua ci sono belle sensazioni. Non siamo perdenti”.
Il russo è alla seconda stagione perugina, ma era partito da qui, a 16 anni. Poi Roma e Latina, di nuovo Roma e il biennio a Macerata, poi la Dinamo Mosca e Al-Arabi. Il palmares recita 5 trofei con i club, 10 podi azzurri. Con lui agli Europei, l’Italia di sicuro non avrebbe perso 3-0 il quarto con il Belgio. “Va solo lasciato un po’ in pace”, dice Bernardi.
Luciano De Cecco si aggiudica il confronto in regia con l’hawaiano Christenson, il primo parziale è significativo, 67% in attacco contro il 33% dei cucinieri: 6 punti di Atanasijevic (25 sabato, contro Modena) e 4 Russell, a dispetto delle 8 battute sbagliate. Nel secondo sale l’attacco maceratese (57%), scende la Sir (33) e in volata arriva l’1-1. La ricezione dei biancorossi va in tilt, Ivan Zaytsev azzecca tre attacchi, un ace e un muro e 5 punti piazza anche il fisicatissimo Simone Anzani, erede di pensiero di Mastrangelo,  accanto all’ex Podrascanin.
Sull’1-2, Sander entra per Jiri Kovar nella Lube, che utilizza anche i centrali italiani. Sokolov sokola, per usare i giochi di parole di Andrea Lucchetta. Sul 17-14 sembra certo il tiebreak, ma Russell in battuta impatta a quota 19. Dal 21-23, Lube si gioca un matchpoint, addirittura, poi torna sotto e viene giubilata in uno scambio lunghissimo. Zaytsev difende, Russell chiude. 
Perugia vive un bel momento, con il calcio ai vertici della serie B. Il terzo posto va a Modena, 3-1 alla Trentino, la meno forte del quartetto di sempre. Queste 4 monopolizzano da anni le grandi manifestazioni, il movimento tifa per novità. Tipo Ravenna, al ritorno in Europa. 
Ps.: 10 alla salsa tartufata dell’hospitality. Ci siamo infilati tra il vicepresidente della Lube, anche della lega volley, Massaccesi, e l’austriaca Yvonne Schlesinger. Signora Righi, moglie di Massimo, dg della Lega. Lei stava al Parma con Michele Uva dg, un ventennio fa. Anche solo per questo il volley tifa per l’Italia di Ventura, per la qualificazione ai mondiali.

 

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