Schwazer, condannato in via definitiva per doping. Il legale: «L'ultima parola spetta a Bolzano»

Tuesday 5 May 2020
Si spegne definitivamente in riva al Lemano, essendo il giudizio inappellabile, la speranza del marciatore italiano Alex Schwazer di tornare a gareggiare a livello mondiale. Come appreso dalla 'Regione' contro il 36enne altoatesino - espulso nel 2017 dalle competizioni internazionali per una durata di otto anni a seguito della positività al doping rilevata una seconda volta (recidivo) dopo la prima clamorosa squalifica del 2012 decisa alla vigilia delle Olimpiadi di Londra dove mirava a difendere l’oro olimpico conquistato nel 2008 a Pechino sulla distanza dei 50 km - si è ora espresso negativamente il Tribunale federale di Losanna con una sentenza firmata il 17 marzo ma pubblicata soltanto nei giorni scorsi. Sentenza che segue la prima decisione, pronunciata lo scorso dicembre, con la quale il Tf aveva negato l’effetto sospensivo richiesto dal team di avvocati di cui fa parte il ticinese Riccardo Rigozzi.

«Non è stata pronunciata l'ultima parola. Attendiamo con fiducia che i gravi indizi vengano suffragati dal procedimento penale in corso a Bolzano». Lo ha detto Gerhard Brandstaetter, il legale di Alex Schwazer, commentando la notizia che il tribunale federale svizzero ha respinto l'istanza cautelare di sospensione della squalifica di 8 anni. «Gli articoli di stampa si basano semplicemente sulle motivazioni del respingimento dell'istanza cautelare. Torneremo a Losanna con prove consolidate, che per il momento sono solo gravi indizi. Attendiamo perciò la perizia il 30 giugno», ha concluso Brandstaetter. Ultimo aggiornamento: 18:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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