Nuoto: Galossi, un tuffo verso Parigi 2024

Nuoto: Galossi, un tuffo verso Parigi 2024
di Piero Mei
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Mercoledì 14 Aprile 2021, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 15 Aprile, 10:03

La carbonara è il piatto forte di Lorenzo, magari non ai fornelli ma sul tavolo. È un buon segnale a vedere Lorenzo Galossi, altezza “’na cifra”: la carbonara fa bene, e pure il nuoto (anche di più) che è lo sport preferito da questo adolescente romano che compirà 15 anni il 25 maggio. La carbonara, l’anagrafe, il nuoto gli promettono ulteriori sviluppi. Il nuoto anche di risultati: Lorenzo è una speranza dello stile libero e pensa a Parigi, anno 2024. «Ci sono già stato, ma a Disneyland, ho visto la Tour Eiffel, ma la prossima volta non vorrei andarci da visitatore» dice. Perché la prossima volta, nei suoi sogni che sono anche i programmi suoi e del suo allenatore, Simone Palombi, potrebbe essere quella che a Parigi si terranno le Olimpiadi. E se così fosse, nonna Rita ne avrebbe di giornali da ritagliare e consegnare al nipote. Per giornale, da buoni romani, nipote e nonna intendono “Il Messaggero”. L’orizzonte per il momento è più breve: gli Europei juniores che a luglio si nuoteranno al Foro Italico, nell’acqua azzurra dove Galossi ha già gareggiato e impacchettato record della categoria ragazzi.

PIOGGIA DI RECORD
È titolare di quattro di questi, fra i 200 e gli 800 metri dello stile libero, l’ultimo dei quali, sulla distanza più lunga, lo ha tolto pochi giorni fa a Riccione; resisteva da “un botto di anni” (risaliva al 1986), era di Bibi Battistelli, altra gloria del nuoto romano, il primo uomo d’Italia a vincere una medaglia olimpica in questo sport che ora tracima. «Certo che il Foro Italico è proprio la piscina più bella del mondo». Questa non è nuova: è il mantra di Federica Pellegrini che è «l’atleta italiana per eccellenza» e l’ha detto anche Phelps, «la storia del nuoto» dice Lorenzo che stava sveglio per Rio 2016 per vederlo, e sveglio starà per Tokyo: sempre la Pellegrini c’è. «Poi ho sentito anche la storia di Mark Spitz». E «ora c’è Paltrinieri». Già nuotato contro Greg? «Ancora no, ma conto di farlo presto» ammicca sornione. «Semmai sugli 800». I 1500 gli sembrano ancora troppi: trenta vasche, lui non le conta una due-tre ma cinquanta-cento-cinquanta, gli viene più facile. Più d’un quarto d’ora in acqua chissà quanti pensieri: «Nessuno, se non come sto nuotando e come faccio la gara». E il fondo? «Non mi ci vedo al mare o al lago, anche se più in là una gara al mare o al lago, per divertimento… già ne ho parlato con l’allenatore». Come è l’allenatore, un duro? «Duro no, direi serio». Lo allena da quasi sempre: Lorenzo ha cominciato da piccolo nella piscina comunale di Monterotondo: Galossi è di Mentana, dove vive con papà Gianluca, mamma Marzia, che lavorano lì, e con Matteo, fratello più piccolo che nuota anche lui, «ma sono più bravo io, per ora». Poi passò al Tiro a Volo e infine, con tutto il gruppo di cui fa parte anche Federico Burdisso, all’Aurelia. Gara del cuore: 400 stile libero.

IL CALCIO
Il nuoto è il suo unico sport: «Un po’ il pallone; il calcio però lo seguo: per via della Roma». Il preferito è sempre Totti «pure se ha smesso». Ne ha la maglia? «Le maglie… ne ho di tutti i colori, compresa quella dell’addio». Il calcio lo gioca anche un po’: alla playstation. Su Fifa ha una squadra che si chiama Galossopoli, con CR7, Messi e Mbappé insieme, che neanche il Real, il Barça o il Psg ci riescono. È moderatamente social, pure se ha tutti i profili regolamentari, Instagram, Facebook e Twitter («che però uso poco: non ho capito come funziona»); l’account è semplice, “lorenzogalossi”, il claim recita “every victory is a departure”.

Non è ancora fidanzato, «magari facciamo un appello». Un giorno normale prevede sveglia alle sei e un quarto, anche per papà Gianluca che lo accompagna a scuola (il liceo sportivo all’Acqua Acetosa, nel giardino degli atleti), lezioni, poi un paio d’ore di nuoto, dalle 14 o dalle 16, e di nuovo papà che lo riporta a casa. Voti? «Normali». Materia preferita? «Scienze». Poi? «Da piccolo dicevo sempre che volevo fare il chirurgo». Ora il nuotatore e il chirurgo: campione e dottore. Precedenti ce ne sono.

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