Europei di Glasgow, l'influenza ferma la Pellegrini: niente 400. In finale Quadarella e Caramignoli

Domenica 8 Dicembre 2019 di Piero Mei
Federica Pellegrini
La notte dopo gli esami Martina Carraro ha dormito sogni d’oro, Federica Pellegrini no: era stata male prima della gara, il virus intestinale ha insistito nella notte e così la Pellegrini ha rinunciato ai previsti 400 lasciando il compito a Simona Quadarella e Martina Caramignoli, oro e bronzo al collo negli 800. Entrambe nella nuova finale. L’ultima mattina di batterie (oggi dalle 18 la girandola finale di tutte finali) ha comunque dato “buone sensazioni”, come dicono i nuotatori quando si sentono bene, anche per gli impegni conclusivi dell’Italia del nuoto a Glasgow, Europei in vasca corta. Buone sensazioni perché l’Italia sta bene in vasca.
“UN CINQUANTINO PER FEDE”
E’ Matteo Giunta, l’allenatore della Pellegrini, a dire del contrattempo di salute: «Peccato: volevamo tentare anche i 400, ma meglio dover rinunciare qui che non altrove, anche se meglio mai. Comunque farà la staffetta, così consentirà riposo in più alle due finaliste della farfalla».
E’ in dubbio anche la rassegna assoluta di Riccione, settimana prossima: «Se non sta bene, andarci non ha senso. Poi vacanza e da gennaio lavoro duro che ricomincia, Peccato qui: Fede andava bene in allenamento, andava dorte; ma c’è stato quel decimo di secondo e l’inglesina sbucata fuori da dove non era nei radar. Però okay ugualmente. Federica ci ha abituato troppo bene: anche sorrido quando penso all’estate scorsa: che emozione! Ma magari ce ne saranno altre…».
SEMPRE RANE
E’ sempre stagno azzurro. Due rane diverse al mattino nei 200: Martina Carraro nuota di rincorsa, Francesca Fangio d’attacco e tutte e due vanno in finale. Per Francesca il quarto tempo, 2:21.01. per Martina il sesto, 2:22.00. Dice la Fangio: «Non ne potevo più di non gareggiare: comincio lìultimo giorno; la squadra e i suoi risultati mi hanno galvanizzato, ma non vedevo l’ora». Dice Martina: «Turno passato, missione compiuta: e anche il tempo è quel che volevo».
E SEMPRE SIMONA
«I 400 per me sono sempre complicati: le altre partono forte ed io no. Ma stavolta mi è riuscito» dice Simona Quadarella che passa il turno ed è finalista con il quinto temo, 4:03.21. A Glasgow 2018, vasca lunga, vinse anche questa: «Il tempo mi fa ben sperare; voglio divertirmi come l’anno scorso; non vedo l’ora».
“E’ VERO CHE NON LI FA?”
Martina Caramignoli, che si è ritrovata («e ho fatto tutto da sola, non mi ha aiutato nessuno») ci ha preso gusto. Chiedeva in ascensore: «E’ vero che la Pellegrini non fa i 400?», domanda che faceva trasparire la sua voglia di un’altra finale. E l’ha raggiunta: ha nuotato i 400 in 4:02.73, terzo tempo per la finale e corsia di fianco alla Quadarella, oggi pomeriggio. Come fu negli 800 d’oro e di bronzo a favore di Simona.
I PROMOSSI
Va in finale direttamente, dopo la Caramignoli, la Carraro, la Fangio e la Quadarella, anche il ventenne Alberto Razzetti, 1:53.21 nei 200 farfalla. A difendere pure lui, con i già qualificati da ieri Miressi (attesissimo nei 100 stile libero) e Ceccon le “quote azzurre” dall’assalto “rosa” nel nuoto, che alle citate aggiunge la Di Liddo e la Bianchi, finaliste nei 100 delfino.
Dovranno superare le semifinali per entrare nell’ultimo atto Silvia Di Pietri, 24.32 nei 50 stile libero, e Simone Sabbioni (23.70) con Lorenzo Mora (23.82, suo personale) nei 50 dorso. Simone è perplesso: «Dovrei scendere di mezzo secondo: mi ci vuole un razzo da dietro».
IL CINQUANTINO VA
A completare la presenza italiana in tutte le gare dell’ultima sessione (inizio ore 18) pensano le due staffette miste enstrambe con il secondo tempo di accesso: 1:32.74 per i maschi in formazione Mora, Scozzoli, Codia Orsi (cambio alla moviola per Codia, cambio a pelo per Orsi); 1.45:85 per le femmine, in formazione Scalia, Castiglioni, Di Pietro, Pellegrini. Ha funzionato il “cinquantino” di Federica. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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