Riparte la Nfl: il mito Tom Brady ha ancora fame di vittorie

Riparte la Nfl: il mito Tom Brady ha ancora fame di vittorie
di Giacomo Rossetti
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Giovedì 9 Settembre 2021, 07:30

La Capra ha più fame che mai. E non parliamo di erba, ma di vittorie. Tom Brady, da molti considerato il Goat (acronimo inglese per Greatest of All Time, ma che in senso letterale significa ‘capra’) è pronto a tornare in campo per la stagione di NFL 2021. L’entusiasmo è quello di un esordiente, gli anni di quel braccio fatato sono 44, 22 le stagioni nella più importante lega di football americano. Ma perché il quarterback dei Tampa Bay Buccaneers è così famoso, e conosciuto anche da chi non segue il rito domenicale a stelle e strisce?

UNA SCOMMESSA VINTA

Innanzitutto perché Tom incarna il sogno americano, ossia raggiungere la grandezza partendo da outsider. Al draft del 2000 venne scelto solo come 199esimo (su 254 giocatori totali), e fu totalmente ignorato dai grandi team dell’epoca. Su di lui scommisero i New England Patriots, che in quel ragazzo californiano videro il luccichio del fenomeno. A distanza di 21 anni, la mossa della franchigia del Massachusetts è ancora il più grande furto di talento (o come dicono gli yankee, ‘steal of the draft’) della storia della Lega. Ma se non avesse iniziato a vincere tanto e (quasi) subito, non parleremmo di TB12 in questi termini: dopo un anno di apprendistato alle spalle del titolare Drew Bledsoe, Tom approfitta dell’infortunio di quest’ultimo per soffiargli il posto. Non lo perderà più, e la stagione 2001 termina in gloria: i Patriots vincono il Super Bowl contro i favoritissimi St. Louis Rams, Tom a soli 24 anni è il più giovane quarterback di sempre ad alzare da protagonista il trofeo Lombardi.

VOLTO DELLA LEGA E MARITO DI GISELE

Gli sponsor arrivano a frotte, perché Brady ha il physique du rôle per essere il volto della Lega: fortissimo, bello, rassicurante. In uno sport massacrante dove chi gioca nel suo ruolo è vittima ogni settimana di una vera caccia all’uomo, Tom è capace di evitare i placcaggi più duri in tempo, lanciando dei missili telecomandati verso i suoi sempre grati ricevitori. I numeri non mentono: a oggi, sono 581 i touchdown lanciati da Brady in stagione regolare, e 25 quelli nei playoff. Numeri che valgono ampiamente gli oltre 250 milioni di dollari guadagnati in carriera da Tom (che assieme a sua moglie, la supermodella brasiliana Gisele Bundchen, non ha certo problemi economici). Il titolo del 2001 guadagna presto molti fratelli: nel 2003 contro i Carolina Panthers e nel 2004 contro i Philadelphia Eagles, Tom conduce New England ad altri due Super Bowl, di cui il secondo vinto nonostante i 39 gradi e mezzo di febbre del giorno prima. Sì, perché Brady è uno stoico: per gran parte della stagione 2005 scende in campo con un’ernia.

L’AMICIZIA CON GRONKOWSKI

Tom Brady è Tom Brady anche perché ha vinto a ogni età, sapendosi reinventare con compagni diversi. Il secondo ciclo di vittorie con i Patriots (2014, 2016, 2018) porta anche la firma del suo grande amico e compagno di scorribande Rob Gronkowski. Poi qualcosa si spezza tra Brady e la dirigenza di New England: lo stagionato (ma non bollito) quarterback cerca altre sfide, vuole dimostrare di saper vincere anche lontano dal suo mentore, il geniale coach Bill Belichick. E allora nel 2020 vola al caldo della Florida, dove firma un biennale con i Tampa Bay Buccaneers. La sua scelta convince anche il buon Gronk ad abbandonare dopo un anno il mondo del wrestling: lo scorso febbraio la coppia di bucanieri arriva all’atto finale contro i Kansas City Chiefs del giovane fenomeno Patrick Mahomes, e trionfa. “Continuerò a giocare finché sarò in grado di vincere un Super Bowl”: musica per le orecchie dei fan.

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