Montali: «Ryder Cup posticipata? Nel 2022 chiederemo un altro Open d'Italia»

Montali: «Ryder Cup posticipata? Nel 2022 chiederemo un altro Open d'Italia»
di Alessandra Camilletti
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Venerdì 10 Luglio 2020, 09:30

«La prima cosa che ho fato mercoledì è stato far cambiare il countdown nel salone della Federazione golf, tarandolo con 365 giorni in più. Il rinvio della Ryder Cup è un dato di fatto. Rammarico c’è: avremmo voluto dimostrare al mondo intero come l’Italia si è preparata puntualmente all’evento. Ma un anno in più significa anche utilizzare ancora al meglio il tempo». Insomma, «bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno», sottolinea Gian Paolo Montali, direttore generale del Progetto Ryder Cup 2022 (ora 2023). Il countdown a gennaio aveva segnato i mille giorni all’avvio della Ryder Cup a Roma, dal 30 settembre al 2 ottobre 2022. Mercoledì il rinvio dell’edizione Usa 2021, annunciato da Pga of America, Ryder Cup Europe e Pga Tour, e quindi della 44ª edizione che si disputerà al Marco Simone Golf & Country Club di Guidonia Montecelio, alle porte di Roma.

Direttore, in sei mesi è cambiato il mondo. Cosa significa ora quest’anno in più?
«Deve essere un vantaggio da cogliere per la promozione dell’evento, per far tornare il turismo golfistico in Italia, per studiare ancora meglio la viabilità, i parcheggi, ma anche la tecnologia da usare. Sarà un anno in più anche in termini di posti di lavoro legati all’evento».

Cosa cambierà nella tabella di marcia, soprattutto per le infrastrutture da realizzare?
«Farò in modo che non ci sia un rilassamento. Abbiamo spinto l’acceleratore al massimo. Essere pronti su tutto è sempre stato il mio slogan: arrivare prima, non all’ultimo secondo. In questo il presidente della Fig Franco Chimenti è stato grande propulsore. Tutti stanno lavorando tantissimo, dalla Regione al Comune, alla struttura Fig. Così il ministro allo Sport Spadafora e il suo team. Dovremo affrontare la questione tempi anche con gli Inglesi, nostri partner: il business plan è molto rigoroso anche sui costi, non possiamo permetterci un anno in più. Il progetto terminerà nel 2027, come previsto».

Sette chilometri di nuove strade e l’adeguamento di 10 chilometri di viabilità esistente per meglio accedere al Marco Simone. Si modifica il cronoprogramma?
«Queste opere sono l’eredità della Ryder Cup per il territorio. Un mese fa il Governo ha deliberato sui 50 milioni che verranno gestiti dalla Regione attraverso Astral. A breve dovrebbero partire le gare d’appalto. Entro l’anno è previsto l’avvio dei lavori. Con un anno in più avremo il rifacimento completo del tratto di collegamento tra il Gra e via di Marco Simone. Così l’ammodernamento della stazione della Rustica, da cui partiranno le navette. I lavori sulla Tiburtina sono stati realizzati. La stazione di Ponte Mammolo è un altro snodo importantissimo».

I tempi per il campo di gara?
«I lavori al Marco Simone non si sono mai fermati. Le prime nove buche sono terminate. Entro l’anno sarà pronto tutto il campo. Si è intervenuti anche su quattro piloni dell’alta tensione, con due elicotteri e scene da Apocalypse now: ora la linea è interrata».

Sarà confermato l’Open d’Italia al Marco Simone del 2021?
«L’idea, considerato proprio che abbiamo un anno in più, è quella di due Open, 2021 e 2022. Ne parleremo con la Regione, un Open così importante svilupperà un grandissimo indotto. Per il 2020 invece sono ore cruciali, stiamo cercando una soluzione».

L’effetto Covid modificherà la partecipazione di pubblico alla Ryder? 
«Probabilmente tra tre anni non ci saranno strascichi. Comunque, non possiamo mettere dentro il campo più di 300 mila presenze».

Cambierà l’indotto (calcolato per il Paese in oltre un miliardo per il progetto decennale)?
«Il campo sarà pronto entro l’anno e porterà un indotto incredibile per i golfisti che verranno a provarlo. L’anno in più favorisce il ritorno di un turismo di altissimo livello. Roma è la città più visitata al mondo. Oggi si calcola la permanenza media di un turista in 2,3 giorni: con la manifestazione si arriverà a 4,5 giorni, più del doppio». 

Quanto potrà incidere dal punto di vista tecnico, negli atleti, questo stop di mesi?
«Il golf è sport in cui allenamento e tecnica giocano un ruolo decisivo, ma non disputare gare è drammatico. Gli atleti non vedono l’ora di cominciare a giocare, anche senza pubblico». 

Che Ryder Cup dobbiamo aspettarci?
«Quello che è successo ha cambiato priorità e prospettive. A maggior ragione ci godremo questo evento straordinario. È così: in Italia abbiamo la Ryder, Roma avrà la Ryder Cup».

Che umore sta crescendo, attorno alla Coppa?
«Quattro anni fa dissi che sarei rimasto contento se, salendo su un taxi, mi avessero chiesto: direttore, come va con la Ryder? Beh, è già successo».

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