Mondiali, Paltrinieri e Detti centrano la finale degli 800

Martedì 23 Luglio 2019 di Piero Mei
Gregorio Paltrinieri
Gregorio Paltrinieri è tornato dal mare, dove non è stato in vacanza a raccogliere conchiglie in spiaggia, ma a raccogliere medaglie (un argento) e prenotazioni di viaggi (il biglietto per Tokyo) ed ha già ritrovato la nuotata da vasca. Il suo è stato, nella mattina coreana, il miglior tempo di qualificazione per la finale degli 800 stile libero di domani:  7:45.70 il suo crono d’accesso per la corsia 4. Del resto chi, italiano, andrebbe in vacanza sul Mar Giallo in un posto e porto chiamati Yeosu potendo disporre di tutte le meraviglie del Belpaese? “Stavo meglio ieri, ma sto bene anche oggi. Certo il ritorno in vasca non è semplice: ritrovare il passo adatto…” A Tokyo 2020 sarà il contrario: prima la vasca, poi il fondo. “Bene essere nelle corsie centrali, dove si controlla tutto; ho cercato di fare la mia gara, di non spingere troppo ma di non andare sotto ritmo; la prima parte l’ho nuotata piano, poi mi sembrava troppo piano ed ho alzato il ritmo stesso; non che dalla batteria vengano troppi segnali, a meno che non resti fuori come è capitato a Wellbrock, che aveva fatto una 10 chilometri della Madonna. Ma le sorprese ai mondiali non mancano mai: del resto non è che puoi vincere per cento anni, vedi Ledecky e Sjostroem”. “Gli 800? Era una gara che mi veniva bene quando ero giovane, poi ci sono stati anni bui” e sorride. “Ma ora sono cresciuto ed ho meno timori”.

SUN YANG E HORTON
“Sun Yang mi sa che non ha spinto più di tanto; si è qualificato con l’ottavo tempo ma secondo me pensava alla finale dei 200 che ha stasera e deve essersi detto ‘se entro bene, sennò pazienza, mi gioco tutto nei 200’. Però non mi è sembrato l’avversario da battere qui”. Horton è fuori, non avrà problemi di non salire sul podio. Che pensa Greg dela vicenda? “Mack ha ragione per la causa che combatte; io forse il gesto di non salire sul podio non l’avrei fatto; Gabri ha pensato di salirci e quando fatichi anni per arrivare fin lassù, poi ci vai. Penso che Horton con questo gesto abbia tirato fuori un problema, di trasparenza, di tempi della giustizia. Sun Yang è sotto inchiesta per una cosa successa a settembre dell’anno scorso e non ancora definita. Come si fa a disputare un mondiale contro uno che non sai se sarà squalificato o no? Il problema c’è; gli atleti stanno con Horton non contro Sun ma per risolvere una questione irrisolta. Mack ha fatto un gest forte, ma se non l’avesse fatto non staremmo qui a discutere del problema”.

GABRIELE C’E’
Anche Gabriele Detti, campione in carica, sarò della partita finale. Suo il quarto tempo, 7:46.46. Cosa si porta dietro dai 400? “Un po’ di stanchezza ma ci sta”. E anche un bronzo. E un titolo mondiale da difendere domani: “Non mi interessa la difesa del passato, mi interessa la conquista del  futuro”.  La finale, prevede il gemello Gabri, sarà “totalmente diversa”. E Sun Yang? “Se c’è, vuol dire che ha il diritto di esserci. E’ un po’ strano vederlo così dietro, ma poi sono fatti suoi”. Fra Greg e Gabri si sono piazzati con il secondo e il terzo tempo il francese Aubry e l’ucraino Romanchuck che qualche anno fa crebbe campione anche lui al Centro Federale di Ostia, il santuario del fondo. Mangiava carbonara anziché spaghetti alle vongole.

RANE IN COPPIA
Paltrinieri e Detti non sono il solo “duetto” azzurro. Le rane vanno in coppia, come i Carabinieri. Due ragazze oggi in finale, la Carraro e la Castiglioni, con lo stesso tempo in semi, record italiano per entrambe. E i due ragazzi, Scozzoli, che della Carraro è il compagno, e Martinenghi, undici anni meno di Capitan Fabio, erano entrati insieme nella semifinale dei 100, e insieme sono usciti. Equesta mattina si sono presentati nelle batterie dei 50 e insieme sono andati avanti, Martinenghi con il decimo tempo, 27.00, Scozzoli con il dodicesimo, 27.11. Il primo? Quando c’è Peaty in vasca non può essere che lui, l’inventore di una nuova rana marziana: 26.28 il suo crono; il più vicini, i brasiliano Gomes Junior e Lima, in coppia anche loro, sono, con 26.73, quasi a mezzo secondo. In 50 metri!

UOMO SOLO
L’uomo solo che non è al comando ma passa il turno con il decimo tempo nei 200 farfalla è Federico Burdisso, non ancora diciottenne, studente in Inghilterra, nuotatore provetto, prossimo frequentatore dell’università di Chicago non per stimoli natatori ma per porre basi al suo futuro. Il suo crono è di 1:56.64: “La finale è alla portata, scendere di un secondo non dovrebbe essere difficile”. Il miglior tempo è dell’altro millennial top, l’ungherese Kristof Milak, 1:54.19. E’ in agguato Chad LeClos.

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