Di Liddo, doppio record nei 100 farfalla. La 4x100 è “di legno” per un soffio

Domenica 21 Luglio 2019 di Piero Mei
Elena Di Liddo da record
La prima giornata cominciata “alla stragrande” per l’Italia del nuoto, con il bronzo di Detti e lo strepitoso millennial De Tullio, proseguiva poi con un altro bel colpo, il record italiano e l’ingresso in finale con il sesto tempo per Elena Di Liddo fra le farfalle dei 100 metri; ma il seguito era amaro, per qualche centesimo di secondo, solo uno che teneva Scozzoli fuori dalla finale dei 100 ranadomani, e 17 che erano quelli che tenevano la staffetta 4x100 maschile, che aveva mutato formazione con Luca Dotto al posto di Bori, appena sotto al podio dove invece saliva l’Australia, con un fantastico Chalmers che dava mezzo secondo a Miressi. Ma il negativo non era solo questo: Nicolò Martinenghi nella rana con Sozzoli finiva squalificato per doppia gambata e Ilaria Cusinato, dopo la semifinale, era vittima di un attacco di iperventilazione e veniva soccorsa a bordo vasca.

GRANDE ELENA
Ora Elena Di Liddo spera; sì, c’è la Sjoestroem là davanti (adesso ti guarda? “sono io che guardo lei sempre con rispetto”) ma in zona terzo posto ci sono molte ragazze in un centesimo. “Il risultato può variare in ogni modo, io sarò tranquilla; perché il mio obiettivo era far bene, arrivare in finale con il record italiano”. Quest’ultimo l’ha fatto due volte: la mattina in batteria, la sera in semifinale, portandolo a 57.04. Che fa la Puglia ai nuotatori? Di Liddo, De Tullio, Pilato… “Ci dà calore, che è tipico della nostra terra. Lo sento, e anche qui mi hanno cercato e incoraggiato. Magari parlando in biscegliese, il dialetto che parlo in casa”. Si allena a casa, tra Giovinazzo, piscina da 25, e Bari, piscina da 50. “E spero che i giovani pugliesi, lo dico con modestia, possano arrivare alla mia età, che non sono né giovane né vecchia, con gli stessi risultati e magari migliori”.

CENTESIMI
“Mi brucia star fuori dalla finale con il secondo miglior tempo mio” dice Capitan Scozzoli: nei 100 rana di Peaty già mondiale per il tempo, il suo crono di 59.22 è battuto dal 59.21 dell’ottavo Prigoda. Per Martinenghi la delusione è ancora maggiore: la squalifica. Dice che non sa il perché. Quanto a centesimi, più amari ancora sono quelli della staffetta che ha fatto il record italiano 3.11:39, migliorando quello di più di dieci anni fa, Pechino 2008 ma resta con il legno in mano. I parziali dell’Italia: Condorelli 48.72, Frigo 47.29, Dotto 47.81 e Miressi 47.57. Davanti al furioso Chalmers ed al quartetto d’Italia la lotta era stretta fra Stati Uniti e Russia: vincevano i primi, con Dressel al primo oro degli otto che vorrebbe e la risposta russa con la frazione più veloce, 47.02 di Rylov. Dice Frigo: “Bene per la mia frazione, grande dispiacere per il podio mancato”; “Grande Italia e bel record; amarezza tanta e magari potevo fare meglio” dice il neo fisicato Miressi; Dotto pensa positivo, pure con la rabbia: “Che frazione pazesca Frigo! E se abbiamo fatto il record in un anno in cui nessuno di noi ha migliorato se stesso, c’è da ben sperare, lavorando duro, per l’anno prossimo”.

LA CRISI DELLA CUSINATO
Dodicesimo tempo nella semi dei 200 misti con dominio Hosszu per Ilaria Cusinato. La ventenne ha subito una crisi di iperventilazione, subito soccorsa dai sanitari azzurri e dal capo delegazione Bonifazi; un leggero mancamento presto superato al medical center e il ritorno al villaggio.

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