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Luna Rossa, dominata Ineos: così la barca italiana vola verso la finale di Coppa America

Domenica 21 Febbraio 2021 di Francesca Lodigiani
Luna Rossa, dominata Ineos: così la barca italiana vola verso la finale di Coppa America

Luna Rossa Prada Pirelli ha vinto la Prada Cup per 7 a 1 contro Ineos Team UK. Una vittoria pulita, solida, magistrale convincente. Una vittoria fantastica. Luna Rossa è il Challenger contro Emirates Team New Zealand nella 36° America’ Cup che debutta il prossimo 6 marzo a Auckland in Nuova Zealanda. Un grande successo italiano di uomini, di organizzazione e di tecnologia. “Bravi ragazzi” sono le prime parole del timoniere Checco Bruni tagliato il traguardo della regata che segna un grande successo per lui, per Jimmy Spithill, per Pietro Sibello, per lo skipper Max Sirena, per i grinder che non hanno smesso un secondo di “macinare” per produrre l’energia essenziale per la performance della barca, per il Design Team, per lo Shore Team, per Prada, per Pirelli, per tutti gli sponsor.

 

E per Patrizio Bertelli, perché non c’è dubbio che questo grande successo nasce dalla immensa passione, intuizione, perseveranza, di Patrizio Bertelli, indomabile toscano appassionato di mare e di regate fin dagli anni 70, quando regatava su piccole barche nel mare della Maremma.

 

Domenica 21 febbraio 2021 sarà una data che rimarrà negli annali della storia della vela italiana e non solo. Mancavano due sole prove per assicurarsi il biglietto d’ingresso per l’America’s Cup, ma l’avversario era pur sempre Sir Ben Ainslie, una leggenda dell’agonismo velico che in conferenza stampa, dopo la vittoria della seconda prova di sabato, l’unica in questa finale, aveva detto chiaro e tondo che avrebbe preso dei rischi pur di imporsi. Una dichiarazione con mezzi complessi come gli AC 75 che volano fino a 50 nodi, qualche pensiero lo dava. C’è vento leggero, sui 10 nodi, alle 16.15 ora di Auckland, le 4.15 in Italia sul campo di regata A, accerchiato da una enorme flotta di barche di spettatori, per nulla scoraggiati dal lock down di livello 2 in atto a Auckland. La regata parte puntuale con Luna Rossa che entra da destra.

Al via, con mura a destra, è nella stessa posizione della seconda prova di sabato, leggermente più alta leggermente dietro, mentre si avvia con Britannia verso il “confine elettronico” di sinistra del campo. Contrariamente a sabato resiste però fino in fondo e quando l’inglese vira, con una aggressiva perfetta manovra gli vira sul naso, tanto che quello non può resistere in quella posizione ed è costretto a rivirare . Luna Rossa è già in testa. Alla prima boa ha un vantaggio di 16 secondi. Britannia, che probabilmente pensava sarebbe salito il vento, ha un fiocco più piccolo, meno potente, e la Luna, che stringe di più il vento, si allunga di lato in lato e senza fare errori mette a segno il 6 a 1 con un distacco di 1 minuto e 45 secondi. Parte la seconda prova, con il vento che rimane tra i 9 e i 10 nodi e Luna rossa che questa volta entra da sinistra. Il duello con Ineos Tem UK è feroce. Volano richieste di penalità.

 

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Luna Rossa taglia la linea in anticipo e deve rallentare per mettere tra sè e l’avversario i 50 metri previsti per l’infrazione. Lo fa e poi, nonostante la penalità, al primo incrocio, di poco, ma passa in testa. La regata però è più aperta rispetto alla precedente. Il distacco alla prima boa è di appena 12 secondi. In poppa il team di Sir Ben Ainslie sembra avere uno spunto di velocità in più e alla prima boa di poppa, i secondi di distacco sono ancora 12, un nulla. Luna Rossa è però perfetta, non sbaglia un colpo mentre si sente il colloquio tranquillo in inglese tra Bruni , Spithll e Pietro Sibello. Ottimo inglese reso individuabile dall’accento palermitano, australiano e alassino dei tre. Quello di Checco Bruni, l’ormai noto tra i fans come “sicilglese. ” Il vantaggio aumenta alla terza boa a 34 secondi, poi a 36, ancora poco per permettersi sbavature, che infatti non ci sono.

Luna Rossa gira l’ultima boa di bolina con un delta di 53 secondi e infine taglia l’arrivo con un vantaggio di 56. La Prada Cup è sua. Sul campo, Emirates Team New Zealand incrocia. Sembra un monito, “ora dovrai vedertela con me”. Ma quella è una partita alla quale si penserà da domani. Oggi è tempo di festeggiare, di dar sfogo a quella passionalità tenuta sotto controllo da Bruni, Sirena e tutti i ragazzi, durante queste ultime serie. Abbracci, spumante di rito, bevuto e spruzzato sui ragazzi dell’equipaggio e saliti a bordo dal tender, applausi sportivi agli sconfitti, poi va a riva sull’albero la bandiera del vincitore della Prada Cup: WINNER. Da domani obiettivo su Emirates’Team New Zealand e sulla 36° Americas Cup, la terza per un team Italiano dopo il Moro di Venezia 1992 e Luna Rossa 2000.

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Ultimo aggiornamento: 13:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA