Luna Rossa, doppia sconfitta ma anche sfortuna: ora è 5 a 3 per New Zealand

Luna Rossa, doppia sconfitta ma anche sfortuna: ora è 5 a 3 per New Zealand
di Francesca Lodigiani
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Lunedì 15 Marzo 2021, 06:15 - Ultimo aggiornamento: 11:57

Giornata no per Luna Rossa Prada Pirelli che chiude la quarta giornata della 36° America’s Cup con due sconfitte e passa dal pareggio a 3 a 3 a un frustrante 5 a 3 a favore di Emirates Team New Zealand. Frustrante perché Luna Rossa ha vinto le partenze di tutte e due le regate, ha girato in testa in entrambe le prove le prime due boe e nella seconda è addirittura arrivata ad avere un vantaggio di oltre quattro minuti con i kiwis caduti dai foils che non riuscivano a rialzarsi. Poi però il vento leggero ha fatto sprofondare in acqua anche Luna Rossa, che non è riuscita a rialzarsi per troppo tempo, mentre i kiwis, nuovamente in volo, riuscivano a chiudere il percorso, tra l’altro ridotto di un lato, con un margine di 3 minuti e 55 secondi.

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Pensare che il quarto pareggio per Luna Rossa sembrava già in tasca in una giornata con vento leggero che nella seconda prova era diminuito ancora. Poi però la ruota, anche della fortuna, è girata e i kiwi, indietro di oltre 2000 metri, sono risorti, riuscendo a infrangere la parità di punteggio. Peccato perché non è banale vincere in modo magistrale due partenze consecutive in un match di Coppa America, così come va dato credito al team italiano del coraggio di non cambiare il fiocco grande della prima prova, sul quale c’era stato qualche dubbio da parte degli addetti ai lavori che a quello attribuivano la visibile differenza di velocità dei due scafi nella prima regata. Così come coraggio e bravura degli italiani ci sono stati nell’andarsi a cercare il vento sul lato destro del percorso – input di Checco Bruni che emerge dai microfoni di bordo- scegliendo di non coprire l’avversario, e ricevendo in premio una bella raffica che fa consolidare la posizione. Non è bastato però.

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Peccato anche perché il cadere dai foil di Emirates Team New Zealand è stato determinato da un attacco di Luna Rossa e da una conseguente strambata precipitosa di Peter Burling, a causa della quale Te Rehutai è “ammarata” pregiudicato dai suoi “rifiuti”, cioè dal vento sporco causato dalle proprie vele. Luna Rossa invece, alla fine del secondo lato di bolina nella virata per prendere la boa è caduta per il pochissimo vento, disturbato tra l’altro dalla flotta degli spettatori, una caduta che ha dato inizio a un lungo calvario per rialzarsi con più sconfinamenti dal campo virtuale di gara e conseguenti penalità, peraltro non rilevanti viste le circostanze. «Partenza fantastica di Jimmy. Si è rotta la parità, purtroppo a nostro discapito – sintetizza Checco Bruni, teso, dopo la prima prova chiusa con un distacco di 58 secondi – Il fiocco grande? All’inizio era giusto, forse poi no. C’è ancora della performance da guadagnare, abbiamo analizzato e ci sono cose da fare. E’ ancora molto lontana dall’ essere finita. Non cambieremmo comunque niente di quello che abbiamo fatto». La prima regata della giornata, dopo la bella partenza vincente di Jimmy Spithill, vede la Luna portarsi in testa e difendere la posizione con una serie di virate di controllo. Si nota però subito che la velocità di Te Rehutai è superiore, anche se il vantaggio della Luna alla prima boa è di 8 secondi e diventa 10 alla fine della poppa.

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E’ alla separazione dopo il giro di boa, obbligato, ma sul quale si discuterà, che i kiwis allungano e si portano in testa aumentando via via il vantaggio che è di 29 secondi alla fine della seconda poppa, sale a 48 alla boa successiva e diventa di 58 all’arrivo. Quella che era una sensazione, è confermata dai dati registrati: Te Rehutai nella prima prova è più veloce di Luna Rossa di quasi due nodi, sia in bolina, che in poppa, una velocità che si sviluppa in accelerazione in “rettilineo”, mutuando un termine dall’automobilismo. Il che significa che se riesce a passare, poi può scappare via. Gli stessi dati continuano a confermare invece che Luna Rossa riesce a stringere di più il vento. La seconda prova della giornata passerà alla storia come la più frustrante per il team italiano. Una sconfitta ingiusta in qualche modo. Con Spithill che ripiazza un’ottima partenza. Con la Luna che ha già 16 secondi di vantaggio alla prima boa. Con Te Rehutai che attaccata dalla Luna fa una strambata troppo repentina in poppa e si adagia in acqua, mentre tutti danno la partita chiusa e la Luna ha 4.08 secondi di vantaggio alla seconda boa, 4.27 alla terza, e il Comitato di Regata annuncia la riduzione di un lato del percorso. Ma non va a finire così è il resto è la triste storia del vento leggero che fa cadere Luna Rossa dai foil e dei lunghi, ansiogeni tentativi di rialzarsi, mentre Te Rehutai si mangia il vantaggio e chiude con un distacco di 3 minuti e 55 secondi. Conclusione. Essere sotto di due punti è pesante, visto soprattutto che il pareggio era a portata di mano, ma non decisivo.

 

La Luna e i suoi uomini, si è visto in tutto questo tempo, ci sono, convincono e preoccupano gli avversari. Dopo la regata Max Sirena, Vasco Vascotto, Philippe Presti eJacopo Plazzi si sono riuniti con l’equipaggio che sicuramente non molla, per analizzare, rettificare e migliorare ancora, anche perché martedì le condizioni sono simili e, come si è visto, il risultato della partita può cambiare molto velocemente. «Non ho dubbi che non è finita – dichiara determinato Jimmy Spithill in conferenza stampa – Possiamo vincere regate con loro. Non siamo alla consegna del Trofeo». I giochi quindi, più difficili, perché al Defender mancano solo 2 vittorie per prevalere, sono ancora aperti. Una riflessione, che varrà invece la pena di fare in futuro, è su questi splendidi oggetti marini volanti, che diventano goffi e imbarazzanti quando cadono dai foil se il vento cala sotto una certa intensità. Un brutto spettacolo che fa alzare la voce al partito di chi non considera questi oggetti delle barche a vela e le gare degli AC 75 come regate di “vera” vela.

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