Luca Montezemolo e le Olimpiadi a Roma
«Un'occasione da non perdere per la città»

Luca Montezemolo e le Olimpiadi a Roma «Un'occasione da non perdere per la città»
di Carlo Santi
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Lunedì 7 Dicembre 2015, 09:06 - Ultimo aggiornamento: 14:28

Il presidente di Roma 2024 è al lavoro. «Stiamo facendo moltissimo in tutte le direzioni. Molte cose si vedono, molte non si vedono», dice Luca Montezemolo parlando della candidatura olimpica.

Presidente, state predisponendo il dossier da consegnare al Cio. Qual è lo stato dei lavori?
«Ci muoviamo in diverse direzioni: con i tre poli individuati, ossia Foro Italico, Tor Vergata e nuova Fiera di Roma, ci occupiamo anche dei trasporti, della logistica e del riutilizzo del Villaggio olimpico». Villaggio che sorgerà a Tor Vergata.
«Sì, in una zona che rappresenta lo sviluppo futuro della città. L'intenzione è di ampliare l'ospedale e creare un campus a disposizione di tutte le università romane».

A nord, invece, sorgerà il centro stampa e televisivo dei Giochi.
«Abbiamo individuato a Saxa Rubra l'area, che è vicina al Foro Italico e sinergica con strutture e impianti già della Rai».

Gli impianti sportivi sono stati tutti individuati?
«Abbiamo già un programma per le gare e cosa fare. Abbiamo un bel progetto per lo stadio Flaminio, che sarà utilizzato per le Olimpiadi. Diversamente, il rischio è che crolli e venga utilizzato per degli orti».

L'uscita di scena di Amburgo favorisce Roma?
«Non mi aspettavo che accadesse anche se sono stato stupito che la Germania abbia candidato Amburgo e non Berlino. Mi dispiace. Le altre, però, sono tutte rivali temibili».

Non teme un eventuale referendum a Roma?
«Quando i romani sapranno cosa stiamo facendo non ci sarà neppure bisogno di un referendum».

Se Roma avrà le Olimpiadi nel 2024 si prospetta un grande biennio visto che l'anno successivo c'è il Giubileo storico.
«Parto dal dopo. Sarà importante soprattutto per quello che entrambi gli eventi sapranno lasciare alla città. E' una sfida che può risvegliare iniziative, investimenti e migliorare la nostra vita. Quanto avvenuto con l'Expo è lampante per Milano, che è migliorata in diverse zone».

Roma ha un esempio sotto gli occhi: quello delle Olimpiadi del 1960.
«Il lascito di quei Giochi è importante, e non parlo degli impianti sportivi. Alcune strutture come la via Olimpica, i sottopassi del lungotevere, il Muro Torto, l'aeroporto di Fiumicino dato che prima c'era Ciampino, hanno cambiato la città e lo vediamo ancora oggi».

Un bel binomio per la Capitale: Olimpiadi e Giubileo.
«Roma ha la possibilità, tra Giochi e Giubileo, di tornare all'attenzione del mondo per due anni e presentarsi grande e trasformata, in meglio, ai cittadini. Esempi? Barcellona ma anche Londra».

Lei parla di due anni di attenzione. Ma ci saranno altri aspetti positivi per Roma?
«Il vero rilancio è sempre nei due anni seguenti la manifestazione. E parlo di turismo, che sarà per Roma ma anche per il Paese».

Avvocato, qual è il suo spot per le Olimpiadi di Roma 2024?
«Crederci tutti e lavorare insieme, è un'opportunità straordinaria. Per noi sarebbe qualcosa di fantastico e avremo risultati eccezionali per Roma e per l'Italia».

Per le Olimpiadi non serviranno sono gli impianti per le gare. Occorrono strutture per gli allenamenti. Cosa state facendo per questo?
«Un censimento di tutti gli impianti della città. Parliamo di strutture che saranno utili per scuole, società, enti. Ci stiamo muovendo per rendere competitive strutture esistenti».

Tre poli per le gara, ma Roma ha straordinarie bellezze da offrire anche allo sport.
«Utilizzeremo il Circo Massimo, intorno al Colosseo ci saranno delle gare, penso all'arrivo della maratona. Ma non ci fermiamo qui: Roma con la sua storia sarà dentro l'Olimpiade».

A parte gli impianti e il calendario, quale lavoro state portando avanti con la città per renderla partecipe al progetto olimpico?
«Luca Pancalli (vice presidente e numero 1 del comitato italiano paralimpico, ndr) sta lavorando forte con tutti i municipi, con le scuole, le quattro università per promuovere tutte le scelte».

Un'Olimpiade porterà occupazione.
«Stiamo studiando con il professor Quintieri, che è il preside della facoltà di Economia a Tor Vergata, l'impatto occupazionale per la città. Il piano è in una fase molto avanzata e ne parleremo in diversi incontri. Il primo ci sarà lunedì prossimo al Palazzetto dello sport quando presenteremo il logo. Il giorno dopo parleremo con il premier Renzi al Foro Italico durante la consegna dei Collari d'Oro e poi avremo un incontro con il presidente della Repubblica, Mattarella».

Chi avrà al fianco Roma 2024?
«Stiamo incontrando tutte le più importanti aziende italiane per averle al nostro fianco. Saranno un messaggio dei nostri valori e un grande supporto economico».

Poi c'è la squadra impegnata per la candidatura.
«Stiamo ampliando la struttura, anche se non è facile avere persone che lavorano con noi per un anno e mezzo. L'arrivo di Diana Bianchedi ci permette di avere una persona rispettata ed esperta, ed è molto importante per i rapporti con il mondo dello sport, così come Fiona May, senza dimenticare Fabio Guadagnini per quanto riguarda comunicazioni e social».

Qual è il rapporto di Roma 2024 con lo sport romano?
«Di coinvolgimento. Ci stiamo muovendo in ogni direzione, in particolare con quello che viene definito lo sport minore, che minore non è. Il nostro obiettivo è quello di dare una visione utile delle Olimpiadi mettendo al centro lo sport e tutto quello che contiamo di realizzare».

Ci può spiegare i progetti?
«Mostrare la qualità della vita, l'accoglienza italiana, la cultura e la tecnologia, e per questo stiamo lavorando con le università».

Quando si parla di grandi eventi c'è sempre il sospetto di truffe che poi deve pagare il cittadino. Cosa dice al riguardo il presidente del comitato promotore di Roma 2024?
«Abbiamo molto chiaro il problema della trasparenza. Abbiamo appena varato il Comitato dei Garanti e non appena ci avvicineremo a temi più legati ai bandi, ci rivolgeremo a Raffaele Cantone e alla sua struttura, ovvero l'Autorità nazionale anticorruzione».

Non la preoccupa quello che è accaduto al Comune di Roma?
«Meglio sia esplosa adesso. Ma con gli attuali vertici dell'Amministrazione i rapporti sono ottimi. E ottima è la collaborazione con la Regione così come è ottima quella con il capo della Polizia per quanto riguarda la sicurezza».

Lei sta lavorando, con tutto lo staff e con il presidente del Coni, Malagò, per convincere i membri del Cio a votare per Roma. Che mondo è quello olimpico?
«Intanto voglio dire qual è il vantaggio di questo comitato: io e Malagò siamo amici e non ci sono rivalità o attriti. I membri del Cio? Molti li conoscevo. Posso dire che da parte loro c'è grande interesse su Roma. La tradizione sportiva e anche Roma '60 è molto presente».