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Dal calcio alla kick, l'ascesa di Lorenzo Sforza sul ring

Dal calcio alla kick, l'ascesa di Lorenzo Sforza sul ring
di Marco Pasqua
3 Minuti di Lettura
Giovedì 11 Agosto 2022, 12:00 - Ultimo aggiornamento: 12:09

Prima di salire su un ring, Lorenzo Sforza si era già fatto notare nel mondo del calcio. La sua ultima stagione, infatti, l'aveva disputata nel campionato Juniores Elite, e avrebbe dovuto approdare all'Eccellenza. Ma l'amore per gli sport da combattimento, coltivato da tempo, ha avuto il sopravvento. Il merito è stato anche di Sergio Storai, il maestro che, ora, è al fianco di questo ragazzo di 22 anni (compiuti il 31 maggio), nato a Roma ma residente a Villanova di Guidonia. Nel suo Pitbull team, a Campo Limpido, ha spiegato a Lorenzo prima i fondamentali di questa disciplina e, poi, mese dopo mese, lo ha portato a combattere sui ring per i primi titoli. E i risultati non hanno tardato ad arrivare.


PRIMO TITOLO VINTO
Lo scorso 20 marzo, a Roma, ha così vinto il titolo italiano Etf (Extreme top fighters), nella categoria degli 80 chili. E, adesso, a Rosolini, in provincia di Siracusa, ha preso parte al campionato italiano di Fight1, conquistando la medaglia d'argento. «Ho perso in finale, con un avversario di Parma racconta ma ci tengo a sottolineare che il verdetto non è stato unanime. Sinceramente sono rimasto deluso, perché penso che avrei meritato di vincere. E' una sconfitta che mi va stretta ma, chiaramente, adesso guardo ai prossimi impegni sul ring. Non bisogna guardare indietro, ma bisogna usare le sconfitte per crescere ed essere sempre più bravi. Ora penso solo a combattere di nuovo in un altro evento». A partire da quello, a fine giugno, a Civitavecchia, dove prenderà parte ad una serata di Gala, con altri fighters.


«FIDUCIA IN ME STESSO»
«Amo questo sport, mi ha sempre affascinato racconta Sforza, che è impiegato come corriere addetto al trasporto dei farmaci, oltre ad essere iscritto alla Facoltà di Economia, a Roma perché ti permette di superare i tuoi limiti. Prima ti consente di conoscerli e poi di andare oltre.. E, soprattutto, ti consente di avere più fiducia in te stesso, al fine di raggiungere i tuoi obiettivi». Una disciplina che gli ha già dato molto, in questi due anni di pratica: «Subito dopo aver smesso con il calcio sono salito su un ring, anche se poi c'è stato il Covid, che non mi consentito di allenarmi come sto facendo adesso». Nella palestra del maestro Storai ha trovato una famiglia. «Non siamo soltanto un gruppo sportivo dice Sforza a partire dal mio maestro, che è un secondo padre».
Davanti a sé, una strada in salita, fatta di sacrifici e di allenamenti che sono giornalieri. «Non mi pesano, perché mi diverto e, soprattutto, vedo i miglioramenti che ci sono», racconta Lorenzo.
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