La Coppa Italia resta a Novara, al tiebreak su Conegliano

Domenica 3 Febbraio 2019 di Vanni Zagnoli
Quest’anno siamo 1-1, la supercoppa è stata di Conegliano, a Villorba, la coppa Italia di Novara, a Verona, al tiebreak, 15-12.

Quel che sorprende, della finale di coppa Italia, è il relativo squilibrio. Il primo set è di Novara, per 25-22, con il martellamento di Paola Egonu, il resto è di Conegliano, 20-25 e 13-25. Nel terzo parziale 5 punti di Myriam Sylla, l’altro bomber del volley italiano. La polacca Wolosz distribuisce in maniera perfetta, tra l’americana Hill e l’olandese de Krujif, levando pressione dall’oppostona Fabris.

Egonu sbaglia, Piccinini fallisce una ricezione, è la spia di una serata storta per Novara, un anno fa vincente in supercoppa e in questo trofeo.

L’americana Carlini palleggia con mani di fata, lo schema base con Egonu fallisce nella serata più delicata, anche in prospettiva Champions, con entrambe vogliose di raggiungere la final four, persa al tiebreak due anni fa dalle pantere.

Sansonna è un libero civettuolo, fra le piemontesi, sostenute a bordo campo dalla presidentessa, suor Giovanna Saporiti. Campeggiano procuratori e procuratrici, proteggono le atlete dalle interviste curiose, sugli spalti la sfida è vinta dai gialloblù trevigiani, anche soltanto per viciniorietà.

Il trofeo di serie A2 è andato a Sassuolo, 3-2 a Mondovì, Cuneo. L’organizzazione è di Giovanni Carnevali, con Mastergroup, magari con la Mapei creerà una polisportiva, puntando già forte sulla serie A femminile.

Lo scambio del 7-5 nel quarto, per l’Igor gorgonzola, elettrizza. E’ stata una due giorni di buon livello, con tanta musica e poco videocheck. Il tiebreak era auspicato, le novaresi ci arrivano con il 25-22 e una buona distribuzione. Il quinto, naturalmente, è palpitante, Sylla manca il 2-4, in diagonale.

Sul trespolo del primo arbitro c’è Rossella Piana il contesto è di primo livello, con un bel colpo d’occhio, a parte gli spazi lasciati da cuneesi e modenesi, dopo la finale di serie A2. Il muro di Veljkovic dà il 6-5, si avanza sul filo dei nervi. Fabris rintuzza l’11-9, in controbreak stretto. Parte una ola mal riuscita, Barbolini in panchina sospira. Nel 2011 si aggiudicò la coppa del mondo con l’Italia, unico trofeo internazionale della nostra pallavolo, dal 2006. Con Mazzanti, speriamo nella prima medaglia olimpica. Piccinini gioiesce per un cambio palla, aggiunge l’ennesimo trofeo, a 40 anni. Chissà, magari punta all’olimpiade, avvicinata a Rio. 

Sylla è murata nel contrattacco della parità potenziale, il matchpoint è gestito naturalmente da Egonu, al secondo tentativo la mette. Barbolini festeggia come se fosse sul podio olimpico, sfuggito a Pechino e a Londra.
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