Kenya schiantato dalle battute di Egonu e dai muri: 3-0

Venerdì 2 Agosto 2019 di Vanni Zagnoli
E’ stata come un’amichevole la prima gara di qualificazione diretta alle olimpiadi, per il volley femminile. A Catania, nella terra dello scudetto Paoletti, nel ’78, al maschile, le donne di Davide Mazzanti convincono, 3-0 e parziali bassi: 25-17, 25-10 e 25-14, al Kenya. Analoga vittoria per l’Olanda sul Belgio, avversario stasera dell’Italia, dalle 21,15, per la vetrina di Rai2. Azzurre e arancioni dovrebbero aggiudicarsi facilmente anche la seconda sfida, il Belgio comunque è più forte delle africane e oggi ha raggranellato 20, 15 e 22 punti. Domenica l’unica partita vera, con l’Italia favorita, anche per il fattore campo. Andasse male, ci sarebbero altre due chance, le vicecampionesse del mondo però vogliono passare subito. Il ct non sbaglia gli appuntamenti chiave, con una continuità superiore rispetto a Bonitta.
Con le keniote, risolvono gli aces di Egonu e i muri, qualche errore di troppo è prevedibile, contro avversarie di basso livello. 
Non servono i tuffi di Monica De Gennaro, miglior libero al mondo, nel terzo set c’è spazio al centro per Raphaela Folie, bolzanina fuori dal mondiale per infortunio. Malinov insiste su Egonu, in attacco, il martello ghanese di Cittadella dopo gli Europei giocherà con Sylla anche nel club, a Conegliano, dove ambiscono alla prima Champions, persa a Berlino contro Novara. La palleggiatrice gioca a Scandicci, come Lucia Bosetti, la schiacciatrice di contorno, utile in ricezione. Al centro, Chirichella risparmia energie, dopo la Champions con le piemontesi, mentre Danesi sorride, a un certo punto, è passata dal Trevigiano a Monza, vincitrice della Challenge cup e all’inseguimento della prima finale.
Il preolimpico funge anche da training verso l’Europeo, dal 23 agosto quadripartito, fra Turchia e Ungheria, Polonia e Slovacchia. L’Italia punta a rivincere una manifestazione internazionale, 8 anni dopo la coppa del mondo conquistata da Massimo Barbolini. Il presidente Bruno Cattaneo non vuole essere da meno di Carlo Magri, il predecessore, di cui era vice.
Nella poule E, successi per Russia (sul Messico) e Corea del Sud, guidata dal piemontese Stefano Lavarini, con 37 punti di Kim; nella B, tre punti per la Cina sulla Cechia e per la Turchia di Giovanni Guidetti sulla Germania. Che non può schierare Ismailoglu, per misteriosi problemi di tesseramento, dopo avere lasciato 6 anni fa la nazionale di Bosnia, giocando da allora con regolarità con le ottomane.
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