Volley, Italia fuori dal mondiale. Alla Polonia basta il primo set

Volley, Italia fuori dal mondiale. Alla Polonia basta il primo set
di Vanni Zagnoli
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Venerdì 28 Settembre 2018, 23:26 - Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 00:32

L’uscita dell’Italia dal mondiale, quinta sulla Russia, uscita con un solo punto, nelle due gare di final 6 (ma entrambe saranno classificate al quinto posto), non è tanto la sera dell’addio al podio, impossibile dopo quello 0-3 a parziali bassi con la Serbia. E’, soprattutto, l’ultima volta in nazionale per Osmany Juantorena. Da cubano era il miglior giocatore al mondo, con Stoitchev a Trento vinse anche il mondiale per club. Da anni gioca di esperienza, quasi da fermo, bravo in ricezione (non contro i serbi), non altrettanto in attacco. A 33 anni è logoro: “Parlerò con la famiglia - confessa -, ma è molto probabile che lasci spazio ai giovani”.

La pallavolo è logorante, lo spiega bene Zaytsev, evidenziando i molteplici infortuni di molti colleghi per la Nations league in giro per il mondo, per una stagione infinita, del resto sabato si riparte da Perugia, con la supercoppa. Osmany ci sarà, magari non giocherà entrambe le partite tutte, con Civitanova. “Poi i club iniziano a rompere”, si lascia scappare lo zar.

Ovvero, le società pagano tanto, i giocatori, hanno diritto ad avere il massimo. E Juantorena il doppio impegno non lo regge più, le partite a distanza ravvicinata.

A Torino è stata una serata commovente, per quell’inno cantato a cappella dal pubblico, per suoni e colori. Nell’aria non c’era l’odore di impresa, perchè era impossibile. E’ come se l’Italia dovesse battere il Brasile, nel calcio, per 3-0. E’ impossibile, tantopiù quando gli avversari si giocano il primato. Serbia e Polonia non hanno fatto biscotti, entrambe puntavano ad aggiudicarsi il girone, per evitare il Brasile in semifinale. La Polonia c’è riuscita, per questo esultava tanto, nel primo set, con la panchina.

L’ha vinto 25-14, poi ha schierato le riserve e solo per questo gli azzurri l’hanno ribaltata. Contava nulla, ma Candellaro ha tenuto in panchina Daniele Mazzone e Randazzo si è mostrato all’altezza, tanto valeva provarlo al posto di Lanza e di Maruotti.

Zaytsev esce quando la partita non è più complicata, è difficile stabilire quante responsabilità abbia. Se la ricezione fatica (ieri sera è stata discreta), Giannelli alza in maniera imperfetta e anche l’opposto non trova il binario giusto per passare con continuità.

Juantorena non ha più il fisico, per i 5 set, difatti esce. Dispiace vederlo con quella faccio un po’ così, non può reggere sino a Tokyo. Colaci e Rossini, invece, ci proveranno.

Oggi le semifinali, dalle 17 Brasile-Serbia, con aria di sorpresa, perchè i serbi valgono, dalle 21,15 Polonia-Usa. Potrebbe finire dopo mezzanotte, tutto su Rai2.

Chiudiamo con i voti al mondiale italiano. Blengini 6+, Daniele Mazzone 6,5, Zaytsev 6 (considerata l’attesa), Juantorena 5+, Giannelli 7, Lanza 5, Maruotti 6, Anzani 5,5. Colaci 6,5. Candellaro e Randazzo anche 7, quel poco che hanno giocato. Rossini 6. Nelli e Cester sv.

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