Benedetta Pilato: «Nessun paragone con la Pellegrini: io non sono Divina»

Lunedì 3 Febbraio 2020 di Gianluca Cordella
Benedetta Pilato in azione

Prassi di inizio anno: da un lato i propositi per i mesi a venire, dall’altro gli sfoghi di chi non ha gradito i 12 precedenti. Tra loro, con certezza, non c’è Benedetta Pilato. «Macché. Il 2019 mi è piaciuto un sacco. Spero sia stato solo l’inizio, voglio ripetermi a partire già da questa stagione».
Il 2019 le ha portato un argento mondiale...
«È stato forte, addirittura troppo, forse. Una bomba di emozioni che non so neanche descrivere».
Anche mediatica. Da allora il mondo si è accorto di lei. Più pressioni, più aspettative, più responsabilità. Difficile gestirle a 15 anni?
«Devo dire che mi viene abbastanza naturale. Amo quello che faccio e quindi non è un peso affrontare tutto questo».
La sua precocità ha scatenato i paragoni con Federica Pellegrini.
«Be’, è un paragone forte e importante. Ma sinceramente lo trovo azzardato. Al di là del fatto che non si può paragonare quello che ho fatto io con quello che ha vinto lei, c’è anche che facciamo cose completamente diverse e difficili da mettere a confronto».
La Divina le ha mai dato consigli?
«Non abbiamo avuto troppo tempo per chiacchierare. Magari adesso gareggiando entrambe per l’Aniene sarà più facile».
Roma chiama?
«Troppo presto. Al momento mi limito a fare le gare con la cuffia dell’Aniene. Per il resto la mia vita continua a Taranto».
Dove si allena con Vito D’Onghia: siete cresciuti insieme, più allenatore o amico?
«Entrambi. Da quando tutto è cominciato abbiamo intrapreso un percorso comune. Metà argento mondiale è suo».
Un aneddoto per raccontare il vostro rapporto?
«Troppe ne abbiamo combinate...»
Dopo Gwangju, Vito ci raccontò che sperava di non vederla con i capelli bicolore...
«Me lo ha detto. Sono andata dal parrucchiere a ritingerli “normali” prima di ricominciare gli allenamenti».
E di colorato ha mantenuto solo le unghie...
«È il mio unico vezzo».
In acqua è un’esplosione di potenza, fuori di fragilità. Chi è Benedetta?
«Un mix di queste due anime. Sono grintosa e fragile. In acqua sono superconcentrata, poi le emozioni vengono fuori. E alla mia età non ha senso fare la forte per tentare di mascherarle».
Gli Assoluti a marzo e gli Europei a maggio: c’è il pass per Tokyo da conquistare.
«Non sarà facile perche siamo in tre (nella rana ci sono anche Martina Carraro e Arianna Castiglioni, ndc) e i posti sono due. Proverò a fare del mio meglio nelle gare di qualificazione e se le Olimpiadi arriveranno, arriveranno».
La prende con filosofia?
«I Giochi non sono un’ossessione. Sono giovane e ho ancora molti anni per riprovarci».
 

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