Incidente in bici, Vittoria Bussi e Letizia Paternoster investite. Per l'azzurra di Cles niente Coppa del Mondo di pista

Sabato 23 Novembre 2019 di Francesca Monzone
La foto pubblicata sui social  da Vittoria Bussi dopo l’incidente in bici
Ancora due ciclisti azzurri travolti da un’auto mentre erano in bici. Questa volta a cadere rovinosamente sull’asfalto, sono la ventenne Letizia Paternoster, campionessa europea under23 e straordinaria pistard e la romana Vittoria Bussi, detentrice del record dell’ora. La giovane trentina che ha riportato la frattura dello scafoide sinistro e la rottura di un dente, non potrà essere al via in Australia per la Coppa del Mondo di pista. Per l’atleta di Cles, investita ad Arco, in provincia di Trento, c’è una prognosi di trenta giorni. Stessa prognosi anche per la Bussi, che a Torino è caduta a causa di un’auto che le ha tagliato la strada. 
Letizia Paternoster è stata fortunata. La dinamica dell’incidente avrebbe potuto causare danni ben superiori. La giovane che corre per la Trek-Segafredo, uscendo da una rotonda è stata travolta e trascinata a terra per diversi metri. A contenere i traumi, è stata la prontezza della ragazza, che ha messo le mani avanti per attutire l’impatto. 
Notizie confortanti, arrivano dal tecnico azzurro Dino Salvoldi, responsabile del settore femminile alla Federciclismo. “Letizia stava andando in palestra con la bici da passeggio insieme ad un’amica. Era in una rotonda quando un’auto l’ha colpita e trascinata per 20 metri sul suo cofano. La prognosi è di trenta giorni e per almeno 7-8 non potrà fare allenamenti. Questo vuol dire saltare la prova di Coppa del Mondo in Australia”. 
Troppi ciclisti muoiono o restano feriti gravemente sulle strade italiane e, nonostante regolamenti che obbligano gli automobilisti a distanze di sicurezza, gli incidenti non accennano a diminuire. La settimana si era conclusa con l’incidente di Alessandro De Marchi, colpito da una macchina mentre si allenava  e la rabbia del campione della CCC, contro l’automobilista, che non aveva capito la gravità dell’accaduto. Martedì a Modena la Federciclismo aveva premiato il giovane Samuele Manfredi, stella del ciclismo azzurro e oggi costretto sulla sedia a rotelle, dopo essere stato travolto da un’auto, mentre si allenava lo scorso dicembre. I dati forniti dal Ministero degli Interni, purtroppo non sono confortanti e sulle nostre strade, ogni 32 ore muore un ciclista. I motivi Sono sempre legati alla sicurezza che non viene rispettata. Tra le cause più frequenti, c’è la distrazione del conducente dell’auto, nell’utilizzo di un cellulare o perchè impegnato con l’autoradio. In altri casi, non viene rispettata la distanza di sicurezza tra veicolo e ciclista e nella manovra di sorpasso, l’auto urta la bici. 
Sui social è arrivato intanto lo sfogo dell’azzurra Vittoria Bussi: “Giochiamo alla roulette Russa? Ieri sia io che Letizia Paternoster siamo state vittime di un incidente in bici, a me è andata meglio che a Letizia. Andare in bici in Italia è un gioco d’azzardo”.  Ultimo aggiornamento: 15:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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