Romano, il golden boy del golf: «Adesso punto l’Open Italia»

Martedì 8 Gennaio 2019 di Mario Nicoliello
C’è un Romano, di cognome e di residenza, che incanta sul green. Si chiama Andrea, ha 18 anni e domenica ha vinto in Florida l’Orange Bowl Juniores, uno dei tornei giovanili più importanti del circuito internazionale. «Erano tre anni che ci provavo, stavolta mi è andata bene. Ho costruito il successo nel secondo e nel terzo giro, ma la contesa è stata aperta fino all’ultima tornata, dove ho chiuso con un eagle alla 18», racconta il ragazzo di Roma Nord, prima di imbarcarsi sull’aereo che stamattina lo riporterà in Italia. Ad attenderlo a Fiumicino ci sarà mamma Francesca, parrucchiera, insieme alla quale vive all’Olgiata. Papà Antonio, invece, insegna danza. Domani Andrea sarà a Milano per una lezione di putt con Roberto Zappa, poi venerdì il ritorno a scuola. Ad attenderlo i banchi della V C dell’Itc Piero Calamandrei di Saxa Rubra. «Coniugare studio e golf non è facile, ma ci provo. Mediamente ogni anno faccio tre mesi di assenza, per fortuna i professori mi vengono incontro, non interrogandomi subito al rientro, ma consentendomi prima di mettermi al pari con gli altri». Andrea si è innamorato del golf a 4 anni, guardando giocare il figlio di un’amica della mamma: «Ho subito chiesto a mia madre di comprarmi le mazze di plastica, così ho cominciato a tirare le palline in giardino, spaccando anche qualche vetro della finestra. La prima esperienza al campo pratica è stato a Tor di Quinto. Mi sono quindi tesserato per il Tevere Golf, successivamente sono passato all’Olgiata e da un anno sono a Castel Gandolfo, nel circolo del presidente Cecilia Fiorucci».

LA PASSIONE
I suoi idoli sono Francesco Molinari e Tiger Woods (“Di entrambi mi piacciono la testa e lo swing”) e i successi del golfista piemontese nel 2018 lo hanno spronato a sgobbare ancora di più: «Mi alleno sei giorni a settimana tutti i pomeriggio dopo la scuola. Per tre giorni la sera vado in palestra, una volta al mese sono a Milano per le lezioni di putt». Tra i professionisti i migliori amici sono l’altro romano Renato Paratore e Matteo Manassero, «con i quali condivido lo stesso coach della nazionale Alberto Binaghi». Nelle categorie giovanili Romano ha già conquistato gli Internazionali di Italia, Francia e Inghilterra, mentre indossando la maglia azzurra ha partecipato a tre Europei a squadre, gli ultimi in agosto a Gleneagles, e ai Giochi olimpici di Buenos Aires a ottobre. Il prossimo giugno lo attende la maturità, poi l’università: «Ho ricevuto diverse proposte da atenei americani, che mi offrivano una borsa di studio consentendomi anche di giocare, ma per il momento sono orientato a iscrivermi alla facoltà di Economia della Luiss». Le sue gare future saranno a fine mese un Ottagonale in Spagna e a febbraio gli Internazionali del Portogallo: «Non mi sono posto obiettivi precisi per il 2019, ma vorrei tanto riuscire a strappare un invito per partecipare all’Open d’Italia insieme ai professionisti». Infine un consiglio ai bambini che si avvicinano al green: «Appassionatevi piano piano e se vi piace dateci dentro e non mollate».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Animali in fila dal veterinario, l'attesa diventa una mostra

di Marco Pasqua