Open d'Italia, Pulkkanen in testa a sorpresa dopo la prima giornata. Molinari solo 54/o

Giovedì 10 Ottobre 2019
Una sorpresa (ma fino a un certo punto), tante conferme e parecchie situazioni da decifrare: è questa la sintesi della prima giornata dell’Open d’Italia di golf che sta andando in scena sull’affascinante ma ostico percorso dell’Olgiata. L’uomo che non ti aspetti si chiama Tapio Pulkkanen, un ragazzone di un metro e 88 cm. che guida la classifica grazie a un ottimo -7 (64 sul par 71 del campo). Ai più questo nome dirà poco, ma il suddetto ha già dominato il challenge nel 2017 ed è per questo che si trova sul Tour maggiore. Capacità e notorietà golfistiche a parte, il finlandese non passa inosservato per il cappello che indossa, un modello trilby d’altri tempi che ha incuriosito molto gli spettatori sul campo e anche quelli davanti alla tv. Saprà ripetere la performance anche domani? La domanda è questa ma la risposta, trattandosi del golf, il più imprevedibile degli sport, è dura da dare. Un fatto è certo: alle sue spalle premono fior di campioni, e qui siamo nell’ambito delle conferme: oltre all’ex sudafricano, ora slovacco, Rory Sabbatini che ha chiuso a -6 e che ha ritrovato una giornata felice, l’insidia vera, al momento, è nel gruppo dei terzi in classifica a -5: l’americano Kurt Kitayama, l’olandese Jost Luiten, l’indiano Shubhankar Sharma, l’austriaco Bernd Wiesberger, e soprattutto Justin Rose, il giocatore più atteso e amato, se mettiamo la sordina al tifo per gli italiani. L’inglese non ha deluso le attese: partito a rilento, ha cambiato decisamente marcia nelle seconde buche, chiuse con 5 birdie.

Da decifrare, invece, il giro di Francesco Molinari. Forse la partenza mattutina non ha giovato al migliore giocatore azzurro della storia. Alle 8.30 era sul tee della 10 e ha chiuso la buca con un bogey, bissato anche alla 14. Poi ha messo a punto lo swing e c’è stato un netto miglioramento, soprattutto nei colpi al green, che gli ha permesso di recuperare e chiudere in par. Non siamo ancora ai livelli stellari dei mesi a cavallo tra il 2018 e il 2019, ma lui garantisce di conoscere una sola cura, il lavoro. «E’ stata una giornata in chiaroscuro – commenta -. L’inizio è stato veramente difficile. Ho lottato con tutto quello che avevo dentro per risalire la corrente. Il birdie all’ultima buca è stato veramente importante per il morale». Oggi andrà all’attacco, c’è da giurarci.

Tra le note positive della giornata la buona prova di Andrea Pavan, cresciuto all’Olgiata e in un momento di grande forma, e quella di Francesco Laporta, ottimo protagonista sul Challenge Tour, che, pur «con qualche rimpianto», ha festeggiato in maniera degna il suo ventinovesimo compleanno che cade proprio oggi. Entrambi hanno chiuso a -2, risultato che garantisce loro la temporanea 21ma posizione. Pieno di buoni auspici il giro di Edoardo Molinari. Il torinese è sulla buona strada.

Il -1 e soprattutto il gioco espresso ancher oggi lo confermano. L’altro romano, Renato Paratore, ha chiuso in par, così come Matteo Manassero, capace di rimediare con 3 birdie al preoccupante +3 iniziale. Un importante iniezione di fiducia per un talento assoluto che purtroppo negli ulti anni si è smarrito.

Domani seconda giornata. Tutto è ancora possibile. Ultimo aggiornamento: 19:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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