Golf Championship, niente rimonta per Chicco Molinari

Sabato 20 Luglio 2019 di Stefano Cazzetta
Avevamo sperato nella grande rimonta, ma così non è stato. Francesco cominciava il terzo giro dell’Open Championship con 9 colpi di ritardo dai leader, +1 contro -8, esattamente come lo scorso anno. A Carnoustie sappiamo bene com’è finita. Qui al Royal Portrush, il campione in carica, ha dovuto abdicare. Il +1 di giornata (2 bogey e un birdie) hanno tolto a lui e a noi ogni speranza di un fantastico bis. Peccato soprattutto perché non abbiamo ancora rivisto il vero Molinari, quello che negli undici mesi che vanno dalla vittoria a Wentworth, a fine maggio 2018, al quinto posto in aprile al Masters ha letteralmente dominato nel mondo. Lui, come al solito mantiene la calma, confidando nella ricetta che finora ha sempre funzionato: lavoro, lavoro, lavoro. <Anche oggi ho avuto delle buone sensazioni - racconta -. Purtroppo ho lasciato qualcosa nei putt, ma tanti non sono entrati davvero per un nonnulla. A volte serve anche un po’ di fortuna>. A chi consegnerà la Claret Jug ? Questa è la domanda del giorno. Domani conosceremo la risposta. Oggi si può giocare solo con i pronostici, sapendo bene che un esercizio molto difficile. II lotto dei pretendenti è ben fornito e di qualità. Qui a Portrush, su un campo difficilissimo, si vede un golf stellare: colpi impossibili, recuperi al limite delle umane possibilità, approcci e putt di millimetrica precisione. Uno spettacolo.

In testa c’è uno scatenato Shane Lowry. L’irlandese è stato impressionante. Partito a -8, ha messo insieme 8 birdie e nessun bogey, chiudendo il terzo giro a -16. Ha sbagliato pochissimo e ai pochi errori ha rimediato con colpi di autentica magia. Ha messo una quantità di palle in asta tale da deprimere qualunque avversario. Nel suo curriculum, quattro vittorie sul tour (l’Irish Open addirittura da dilettante). Se anche nell’ultimo giro giocherà così, agli altri non resterà che lottare per il secondo posto. Dunque, è lui il favorito numero uno. Ma siccome nel golf non si può mai dare nulla per scontato, è meglio dare un’occhiata a chi proverà a contrastarlo. Il primo della lista è Tommy Fleetwood, che lo insegue a -12. Ricordate? L’inglese è il grande amico di Francesco Molinari con il quale ha formato una delle coppie più famose della storia della Ryder Cup. I due hanno letteralmente dominato la scena al National di Parigi macinando gioco e punti contro i malcapitati americani, che si chiamassero Tiger Woods o Patrick Reed, Jordan Spieth o Justin Thomas o Bryson Dechambeau. <Avreste una bella storia da scrivere se il trofeo passasse dalle mie mani a a quelle di Tommy>, parole di Molinari.

A confidare in un crollo di Lowry c’è sempre JB Holmes, terzo a -10, ma soprattutto c’è un tipo che quando si parla di major cambia improvvisamente marcia rispetto all’andatura umana che tiene nelle gare del tour: Bruce Koepka è lì, a -9. Ha già vinto una Pga e due Us Open consecutivi, compreso quello di quest’anno. E se non vince arriva secondo, come all’ultimo Masters e all’ultimo Pga. Insomma, meglio non sottovalutarlo. Così come è bene tener d’occhio Justin Rose, anche lui a -9.

Domani è il giorno dei verdetti di un bellissimo Open Championship che per la seconda volta è tornato a Portrush. E siccome siamo in Irlanda, il forte rischio di pioggia e vento ha convinto gli organizzatori ad anticipare le partenze: la prima alle 8.30 italiane, l’ultima, quella di Lowry e Fleetwood, alle 14 e 47. Ci sarà da lottare e da soffrire, Ma alla fine la Claret Jag troverà un nuovo degno padrone. Questo è sicuro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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