Atletica, Tamberi attacca Schwazer: «Vergogna d'Italia»

Atletica, Tamberi attacca Schwazer: «Vergogna d'Italia»
di Carlo Santi
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Giovedì 28 Aprile 2016, 18:21 - Ultimo aggiornamento: 29 Aprile, 19:32

«Vergogna d'Italia, squalificatelo a vita, la nostra forza è essere puliti, noi non lo vogliamo in nazionale». Da Gianmarco Tamberi arriva l'attacco durissimo ad Alex Schwazer. Il post è del campione mondiale del salto in alto che su Fb nel profilo Io non ho mai pensato di doparmi” spiego quello che è non solo il suo punto di vista ma quello di gran parte della nazionale azzurra dell'atletica.
Il marciatore domani termina di scontare la sua pena sportiva, tre anni e nove mesi di stop per l'uso di Epo e non solo come lui ha più volte ammesso, e si prepara a tornare in gara tra qualche giorno, esattamente l'8 maggio durante la Coppa del Mondo di marcia per gareggiare nella prova dei 50 chilometri con l'obiettivo di realizzare il minimo per partecipare alle Olimpiadi di Rio.
Il commento pesantissimo nei confronti di Schwazer espresso con grande precisione da Tamberi è un segnale molto importante.In serata ha rincarato la dose anche Matteo Galvan, il campione dei 400 metri che ha spiegato che gran parte della squadra azzurra nno gradisce il rientro di Schwazer.

«Finalmente qualcuno che dice come la pensiamo in molti (se non tutti)!! Buffone lui e il suo entourage!!», ha postato Galvan sulla stessa pagina di Fb.
Ecco un chiaro no al possibile ritorno in azzurro dell'altoatesino che ha molte probabilità di diventare suo compagno di squadra alle Olimpiadi di Rio.
Schwazer, trovato positivo all'Epo il 30 luglio 2012 alla vigilia dei Giochi di Londra ha in seguito più volte - troppe - cambiato versione sul suo doping. Dalle lacrime a Bolzano durante la conferenza stampa pochi giorni dopo la sua positività alle numerose ritrattazioni ma, anche, al dare la colpa a chi, a suo avviso, sapeva dei suoi illeciti. Era solo lui a sapere cosa face, dall'uso della tenda alle sostanze proibite, tante davvero e non solo l'eritropoietina: anche anabolizzanti e altro, come lui stesso ha ammesso.
Nessuno accusa troppo Schwazer per il doping. Non siamo certo favorevoli a questo, ma lo sport moderno non è esente da tali nefandezze. Si sbaglia e si paga, anche nella vita. Conta però il pentimento, conta il comportamento. Nel caso di Schwazer tutto questo non c'è stato, solo continue accuse agli altri senza mai, davvero mai, assumersi le responsabilità.
Che colpe hanno il dottor Giuseppe Fischetto che si è impegnato per scoprire il suo agire; che colpa ha il dottor Pierluigi Fiorella che lo seguiva nel suo ruolo di vice di Fischetto al settore medico della Federatletica; e che colpa ha Rita Bottiglieri? Quella di non sapere che lui in raduno alle Canarie incontrava il dottor Michele Ferrari? Già, era colpa sua se non sapeva che magari, durante il raduno, si portava in camera chiunque. Doveva vigilare dal suo uffico romano...

Dall'inchiesta della Procura della Repubblica di Bolzano, Schwazer è uscito patteggiando 8 mesi; gli altri, senza colpe, sono ancora dentro. Già, ci sono tanti, troppi soldi spesi per intercettazioni, trasferte ovunque, interrogatori. I Carabinieri hanno riempito più di 8000 pagine. Per cosa? Omicidi? Mafia? Terrorismo? No, per un caso di doping. Siamo seri, è tutto una follia ma quando c'è lo sport qualche magistrato ci tiene ad essere sotto i riflettori. Calciopoli insegna.
Così, con i soldi spesi, è giusto - è giusto - punire qualcuso. Così, quegli investimenti hanno avuto una conclusione corretta. Ma che Italia è, questa? Peccato che, in un momento di attenzione ai costi, un presidente del Consiglio così attento allo sport - non fa mai mancare un tweet a ogni vittoria - non guardi un momento in questa vicenda e tiri qualche orecchio.
C'è una lettera scritta da Luciano Barra, ex segretario della Federatletica, responsabile della preparazione olimpica qualche tempo fa ma, soprattutto, uomo di sport. Barra chiede al presidente della Fidal. Alfio Giomi, di non far gareggiare Schwazer a Roma. Per il minimo per Rio, ampiamente alla sua portata, vada altrove.
Giomi con la sua Federazione dovrà pagare 1000 dollari per l'iscrizione di Alex alla Coppa del Modo visto il ritardo dovuto ai tempi di chiusura fissati allo scorso 25 aprile. Ma allora Schwazer era ineleggibile. Da domani potrà essere iscritto - lo prevede il regolamento - ma si dovrà pagare la tassa. Perché favorirlo anche adesso, perché favorire uno che non ha mai mostrato pentimento per quello che ha fatto ma ha solo accusato gli altri?
Barra fa notare che Schwazer ha avuto, nel 2012, 15 mila euro di rimborsi tra borsa di studio, viaggi, attività. C'è un documento firmato dallo stesso presidente Giomi in tata 28 febbraio 2013. Le regole prevederebbero che l'atleta squalificato rimborsasse tutto. C'è lo Stato, già, c'è la Finanza. Nessuno ha controllato? Forse c'è solo tempo, denari e attenzione, per raccogliere qualche interettazione o fare qualche trasferta all'estero.
Con buona pace di tutti.
 

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