Giorgia Villa: «Biles fuoriclasse ma con l'aiutino...»

Giorgia Villa: «Biles fuoriclasse ma con l'aiutino...»
di Gianluca Cordella
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Lunedì 20 Gennaio 2020, 11:00 - Ultimo aggiornamento: 16:36

Giorgia Villa, lei è stata protagonista di una delle imprese sportive azzurre del 2019. A distanza di tre mesi, ricorda cos’è successo su quella pedana iridata di Stoccarda?
«Un piccolo capolavoro. Le qualifiche non erano andate benissimo e siamo entrate nella finale a otto un po’ per fortuna. Però sapevamo di poter far bene. Ce la siamo giocata senza paura e siamo arrivate all’obiettivo: un bronzo incredibile».
È riuscita a “pesare” l’importanza di quel risultato?
«È una medaglia pesantissima sotto tanti punti di vista. Perché all’Italia mancava da tanto un risultato di quel prestigio. Perché dà continuità ai risultati ottenuti agli Europei di Glasgow, dove abbiamo vinto moltissimo, e perché cementa ancor di più un gruppo solido che vive e lavora insieme già da cinque o sei anni. E poi è arrivato il pass olimpico...».
A proposito: sul podio di Stoccarda eravate dietro a Stati Uniti e Russia. E a Tokyo la Russia potrebbe non esserci...
«Per noi è l’occasione della vita. Possiamo davvero bissare il bronzo mondiale o magari fare meglio. Perché no?». 
E a livello individuale?
«Non lo so neanche io. In Germania, oltre alla prova a squadre, ho fatto qualifiche e finali in tutti e quattro gli attrezzi. Era la prima volta per me e una gara così lunga alla fine l’ho pagata con un risultato non brillantissimo. In più sentivo il peso della prima grande esperienza che a Tokyo spero di non sentire».
Però si aspetterà qualcosa da questi Giochi?
«Intanto bisogna entrare a far parte della squadra che partirà per il Giappone. Ho questo pensiero in testa e tutto il resto non riesco nemmeno a immaginarlo: l’atmosfera del villaggio olimpico, l’emozione di sfilare con l’Italia, il contatto con la cultura giapponese...». 
I suoi cavalli di battaglia?
«Le parallele e il volteggio. La trave è l’attrezzo più ostico, da piccolina proprio non mi riusciva. Ma è anche quello su cui posso lavorare di più per portare in alto i punteggi». 
Anche a Tokyo ci sarà da sfidare Simone Biles: cosa si prova a trovarsela di fronte in pedana?
«Vederla così da vicino non è come guardare i suoi video su YouTube. Fa delle cose in pedana incredibili, dei salti che solo lei riesce a fare. Però... Boh...».
Però?
«Diciamo che si aiuta. Assume delle sostanze che sono vietate dall’antidoping. Con delle esenzioni terapeutiche che non si è mai capito per cosa sono. Così non è giusto».
Riavvolgiamo il nastro: dopo Rio 2016 degli hacker pubblicarono dei documenti della Wada che certificavano l’uso da parte della campionessa americana di psicostimolanti regolarmente autorizzati dall’antidoping per fini terapeutici. Ma non si è mai saputo di che patologia soffrisse la Biles. Già Vanessa Ferrari aveva avuto parole dure contro di lei...
«Appunto. Vanessa è sempre stata un riferimento per me. Lei è una che veramente non ha mollato mai, nonostante tutti gli infortuni che ha avuto».
Si allena con lei a Brescia.
«Ci ha sempre aiutato e per un periodo ci ha anche fatto da allenatrice. Abbiamo un bellissimo rapporto». 
E con le altre Fate?
«Anche. Siamo una seconda famiglia, insieme 24 ore su 24 con tutti i pro e i contro del caso».
Quanto è difficile la sua vita?
«Abbastanza. Sono andata via di casa a 11 anni. Abituarsi a non avere mamma vicino a quell’età e accontentarsi di sentirla per telefono è dura e ti fa crescere in fretta».
Cosa le manca della vita da adolescente? 
«In realtà niente, perché la mia vita è sempre stata questa. Non ho qualcosa che prima avevo e alla quale ho dovuto rinunciare. Ho pochi amici perché anche i compagni delle medie alla fine li ho persi di vista e ora ci salutiamo appena. Ma va bene così. Anche perché gli adolescenti di oggi non mi piacciono granché. Tanti sono fuori di testa». 
I social peggiorano la situazione?
«Nel nostro caso no. Noi li usiamo per far vedere chi siamo lontano dalle gare. E il contatto con i tifosi aiuta ad andare avanti». 
E Giorgia Villa chi è lontano dalle pedane?
«Un’adolescente normale con una vita anormale». 
Si sente la nuova stella della ginnastica?
«So di avere le potenzialità per diventarlo, ma adesso non lo sono. Piedi per terra sempre, senza montarsi la testa».
Il suo sogno?
«La medaglia alle Olimpiadi».
E quello non sportivo?
«Farmi una famiglia, ma è presto per pensarci». 
Magari dopo una carriera lunga come quella di Vanessa?
«Non so se riuscirei ad avere la sua grinta così a lungo. Credo più che a un certo punto mi verrà voglia di darci un taglio e di pensare alla vita lontano dalla ginnastica». 

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