Federico sfida l'autismo e vola ad Abu Dhabi: il 24enne romano nuoterà ai Giochi Mondiali

Giovedì 8 Novembre 2018 di Raffaele Nappi
Federico Badessi, 24enne romano in partenza per gli Special Olympics di Abu Dhabi
Quando gliel’hanno detto la prima volta, ha reagito con forza irrigidendo tutti i muscoli: «Disse proprio così: No, non ci vado!», ricorda il papà. E invece Federico Badessi, 24 anni, romano, con un disturbo generalizzato dello sviluppo di tipo autistico, porterà in alto i colori italiani ai Giochi Mondiali estivi di Abu Dhabi, il più grande evento umanitario e sportivo del mondo nel 2019: 7.000 atleti, 170 Paesi, 24 discipline e 500mila spettatori previsti.

LA DIAGNOSI E I PRIMI PROBLEMI - Il primo incontro col nuoto, Federico lo ha avuto in Olanda, dove viveva insieme alla sua famiglia: «Mia moglie ha sempre amato il mare, per cui entrambi i figli sono stati portati in piscina da meno di un anno – racconta Stefano, il papà di Federico – Peraltro essendo entrambi nati in Olanda correva l’obbligo di essere in grado di tenersi a galla nel caso si fosse caduti in un canale», sorride. I problemi di Federico si sono manifestati solo dopo un anno di età, quando Federico ha lentamente smesso di parlare chiudendosi nel suo mondo. La diagnosi è venuta a due anni e mezzo. Da quel momento tutta la famiglia ha piegato la propria esistenza intorno a quella del figlio, facendo da supporto e da recupero. L’incontro con il nuoto e lo sport, gli anni di recupero fino all’inizio della scuola superiore, quelli al liceo («un calvario»). «Purtroppo siamo andati a sbattere contro l’inefficienza, l’incompetenza e, lasciami dire, la sospetta mala fede di alcuni personaggi – continua il papà –Abbiamo avuto delle situazioni paradossali, dove un professore, paladino dei (suoi) diritti civili, non riusciva a capire che dalla scuola pretendevamo insegnamento e integrazione, e non il tenereFederico per alcune ore al giorno». Alla fine, dopo aver cambiato scuola per tre volte, Federico nel 2017 ha conseguito il Diploma di Liceo Artistico presso un Istituto Statale di Roma. «È stata una grande prova per lui, e molto probabilmente anche per noi», raccontano i genitori.

L'INCONTRO CON I RAGAZZI SPECIALI - Stesso discorso con il nuoto. All’inizio, nelle piscine private ai corsi per bambini le cose non funzionavano a causa della poca preparazione degli istruttori a gestire situazioni particolari. «Poi tramite dei genitori che condividevano con noi alcuni percorsi di analisi cliniche, abbiamo saputo dell’esistenza di Special Olympics», spiega il papà. Federico ha cominciato a frequentare e gareggiare in acqua in una struttura al Torrino. Ha faticato, si è poi integrato, ha capito il valore degli allenamenti. Oggi è iscritto ad un corso triennale d’illustrazione seguendo la sua passione per il disegno ed il fumetto. Intanto, continua ad allenarsi in piscina e in palestra ed è un’atleta a tutti gli effetti della Polisportiva Disabili della Banca d’Italia. «Qui, con il Team Special Olympics (composto da ragazzi con disabilità) è completamente a suo agio – racconta entusiasta papà Stefano – Lo sport per lui è diventato sinonimo di impegno, determinazione, integrazione». Certo, il centro sportivo di via Tuscolana ha semplificato la vita di tutti: «Probabilmente una provincia del Nord Italia avrebbe potuto offrire molto più aiuto rispetto a Roma: oggi come oggi ancora non sappiamo se c’è un neuropsichiatra di riferimento per gli adulti presso la ASL di riferimento, e francamente non ce ne dogliamo tanto per Federico quanto per tutte le famiglie che non hanno avuto le stesse nostre opportunità», racconta papà Stefano con un pizzico di rammarico. 

IL SOGNO DI UNA MEDAGLIA - Il futuro? Difficile fare previsioni. Per i genitori l’obiettivo è che Federico abbia una vita quanto più piena e autonoma. Nel 2004 il piccolo nuotatore è stato premiato, in occasione dei XXI Giochi Nazionali di Roma presso lo stadio del nuoto al Foro Italico come atleta più giovane. Ora però tocca ai Giochi Mondiali di Abu Dhabi, dove si confronterà con ragazzi e atleti provenienti da tutto il mondo. Questa volta partirà da solo, senza papà e mamma al seguito, che arriveranno solo per le gare ufficiali. «Siamo tranquilli. Avrà intorno a sé il Team Italia, fatto di campioni e ragazzi speciali». Il conto alla rovescia è iniziato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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