Europei in vasca corta: Martinenghi d'oro nella rana, per Paltrinieri argento nei 1500. Il resoconto del terzo giorno a Kazan

Europei in vasca corta: Martinenghi d'oro nella rana, per Paltrinieri argento nei 1500. Il resoconto del terzo giorno a Kazan
di Piero Mei
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Giovedì 4 Novembre 2021, 20:27

Le rane siamo noi. Rane che il cloro russo di Kazan bacia e trasforma in principesse e principi, regine e re, comunque in ragazze e ragazzi d’oro. È accaduto un’altra volta nella piscina accorciata a 25 metri dove si stanno svolgendo gli Europei di nuoto in vasca corta. Ieri Martina Carraro, oggi Nicolò Martinenghi in questo 2021 che sportivamente non dovrebbe finire mai, fategli la prolunga, perché gli azzurri d’ogni sport, quelli della tradizione e quelli postmoderni, assalgono ogni podio e lo conquistano.

E se l’oro di Martinenghi nei 100 rana è la punta, alla conta delle medaglie dobbiamo aggiungere tre argenti (Paltrinieri nei 1500, la Panziera nei 200 dorso, Zazzeri l’artista nei 50 stile libero) e due bronzi (la Bianchi nei 200 delfino e la staffetta 4x50 mista delle ragazze, Scalia, Castiglioni, Di Liddo e Di Pietro con tanto di record italiano, quella staffetta che al maschile, ieri, fu d’oro e mondiale. Il totale del medagliere tintinna dunque con un 3-9-3 che è dietro solo alla Grande Madre Russia (ma la Gran Bretagna non partecipa) e che avvicina l’Italia, a considerare tutte le gare europee in acqua, alla medaglia mille. È a 991. Comunque nella classifica per nazioni che non conta le medaglie ma i finalisti, l’Italia è prima alla pari con la Russia che nuota in casa.

NICOLO’ DA RECORD. A proposito di record italiani: il 55.63 di Martinenghi lo è e toglie il primato a Fabio Scozzoli, il quale, a 33 anni, è ancora capace di nuotare appena due decimi il 56.15 di allora, quattro anni fa a Copenaghen. E finalmente l’inno di Mameli suona solo per lui: ieri era nel quartetto d’oro. «È stata una delle mie gare più belle, nemmeno una sbavatura; non pensavo di vincere, e poi con il record italiano; in vasca una pecca ci scappa sempre, ma stavolta no. Le medaglie olimpiche mi hanno sgombrato di qualche peso. Mi sento in una nuova dimensione ed è meraviglioso», dice Nicolò che chiamano Tete.

Ha battuto, cun una aggressione finale alla piastra, Shymanovich, il bielorusso primatista del mondo nei 100 rana a quattro vasche, quello che ha uno stile tutto suo, con un “calcio alla delfino”, e l’olandese Kamminga. Mandate un razzo nello spazio ad avvertire il marziano Peaty.

IL TEDESCO CHE FA GREG. Florian Wellbrock affronta Paltrinieri nei 1500 facendogli il verso: è lui a prendere l’iniziativa e Greg è costretto a non prendere il comando delle operazioni, cosa che fa meglio e più gli piace. I due nuotano fianco a fianco (corsia a corsia si direbbe) per mille metri con il tedesco avanti d’un mezzo secondo, una mezza lunghezza direbbero gli ippici. Greg si adegua e cede poco. Ma poi viene l’ora X, anzi il metro X in queste 60 vasche, ed è dopo circa milleduecento metri. Un altro strappo di Wellbrock, si fa luce fra i due e alla fine il tedesco sarà vincente in 14:09.88, arrivando quasi allo sprint con i doppiati, mentre Paltrinieri tocca secondo in 14:13.07 che, dice lui, «Il 4 novembre è un gran tempo per me, non mi rimprovero nulla e sono soddisfatto». E già pensa agli 800, che, aggiunge «vediamo come vengono; io mi sento bene, anche se non sono al top». Il suo record del mondo comunque tiene: «Ma chissà a Doha, ai prossimi mondiali appena prima di Natale. Del resto che un record cada è nella logica delle cose». Un po’ sotto tono lo scudiero Mimmo Acerenza, settimo: «Ho raschiato il barile», ammette.

MARGHERITA RIFIORITA. Margherita Panziera apre la giornata e il medagliere con i suoi 200 dorso. La bella Margherita deve smaltire delusione e fantasmi olimpici e, se non conferma l’oro continentale che possedeva, però si prende l’argento e con un crono che sa di buono: 2:02.05. «In questa data è un gran tempo: la stagione è lunghissima, mondiali in vasca corta ora, in lunga in primavera e d’estate Roma 2022. Il tempo per ritrovarmi del tutto c’è». L’oro è andato all’olandese Toussaint, quella cui Margherita tolse la medaglia nella ripetizione dei 100 in vasca lunga.

CHE ARTISTA! Lorenzo Zazzeri si tuffa nella schiuma dei 50 stile libero e tocca per secondo, 20.84, primato personale. Vince Szabo, ungherese faccia da poker. Zazzart (è il nome d’arte di Lorenzo, arte vera giacché è un bel nome in graphic e videoart) racconta: «Ho detto già che le Olimpiadi mi hanno rinfrancato: ora vedo il mondo e il nuoto in maniera diversa». E anche i risultati si vedono: «È che sono convinto dei miei mezzi in acqua e più sciolto». Infatti nelle staffette ha nuotato le frazioni lanciate più veloci di tutta la concorrenza. Marco Orsi era ottavo in questa finale.

RAGAZZE DI BRONZO. «Sono assediata da ragazze giovanissime, eppure riesco ancora a salire su un podio europeo», dice orgogliosa Ilaria Bianchi terza nei 200 delfino, «gara tostissima» dice nella quale lei, classe 1990, doveva vedersela pure con la Pudar, metà anni, classe 2006. Ha vinto la russa Chimrova, 2:04.96.

Ottima la prestazione della staffetta veloce che, dietro la Russia vincente, vede l’argento andar via per il finale furibondo in corsia esterna (nuotavano in 10 nazioni) della Svezia: nessuna sorpresa, era la Sjostroem. Il tempo record italiano del quartetto era di 1:44.46, il totale della dorsista Scalia 26.59, della ranista Castiglioni 29.36, della delfinista Di Liddo (che è multitasking), 24.97 e della stileliberista Di Pietro, 23,54.

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Europei in vasca corta, quante finali per gli azzurri anche domani

AVANTI TUTTA E TUTTI. Molti promossi alle finali di domani: nei 200 rana donne sia la Carraro che la Frangio, nei 100 dorso sia Lorenzo Mora che Rivolta (i due avevano escluso come terzo italiano la mattina Michele Lamberti, comunque al primato personale), nei 200 misti sia Razzetti che Ceccon, nei 200 delfino Razzetti, ancora lui!, nei 50 dorso la Di Liddo e la Scalia, ancora loro!

UNA LEDECKY SIBERIANA CONTRO SIMONA. Stamattina c’era stata la qualificazione dei 1500 femminili. Strepitosa la russa Kirpchnikova, già vincitrice degli 800. La ragazza, siberiana di Abstest, la città dell’amianto (e Absest questo vuol dire), ha nuotato in 15:26.28, quarta prestazione all time, il proprio record russo schiantato di 15 secondi! Simona Quadarella è stata cauta seconda, ma con un ritardo “monstre”, 23 secondi. Ma anche per lei lungo è il cammino e lunghissima la stagione che porterà a Roma2022.

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