Europei: Pilato da record nei 50 rana, Detti-Paltrinieri si sfidano sugli 800

Europei: Pilato da record nei 50 rana, Detti-Paltrinieri si sfidano sugli 800
di Piero Mei
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Sabato 22 Maggio 2021, 11:53

La felicità è Benedetta e da record: la sedicenne Benedetta Pilato torna in vasca dopo la rabbia di essere stata la terza azzurra dei 100 rana e dunque esclusa (ammesse al dopo solo due). I 50 rana è l’acqua sua e difatti nuota in 29.50, unica ragazza sotto i 30 secondi, nuovo record italiano che migliora il suo, nuovo record mondiale juniores che migliora il suo, a due centesimi dal primato europeo assoluto, a dieci centesimi dal mondiale assoluto. «Sono contenta» è la frase preferita dalla baby; dichiara la passata rabbia, un ginocchi da problemino in settimana, e «non sapevo cosa aspettarmi». Cosa? Ma per la Pilato il record è una banalità. Il suo precedente era di 29.61. L’altra azzurra promossa è Arianna Castiglioni, 30.15, suo personale, la Carraro che avrebbe il sesto tempo resta fuori per il passaporto. E’ feroce la competizione fra le rane azzurre.

LA SOMMA E IL TOTALE
Margherita Panziera
ha aperto il sabato del nuoto azzurro a Budapest, campionati d’Europa: l’Italia delle medaglie e dei punti p quarta nel medagliere, secondo il criterio di classifica che privilegia l’oro (la precedono la Gran Bretagna, “Swim save the Queen”, la Russia e l’Ungheria che non è solo padrona di casa ma anche signora del nuoto, da sempre, pur non avendo il mare) e che per gli azzurri recita  2-7-8 nei tre metalli, totale 17. Siccome è “la somma che fa il totale”, per dirla con il matematico e statistico Totò, il totale di 17 la mette, nello specifico, davanti a Russia, 16, Gran Bretagna, 15, e Ungheria, 8,nell’ordine. Gli azzurri sono anche momentaneamente primi nella ufficiosa classifica a punti, che tiene conto delle posizioni degli atleti in finale fino all’ottavo posto: Italia 630, Gran Bretagna 563, Russia 544, Ungheria 470.

SE LA VUOLE MERITARE
Dopo il «non me la merito» detto sportivamente alla conquista dell’argento dei 100 dorso, avvenuta in seguito alla ripetizione della finale (nella prima disputa era stata quarta) Margherita Panziera si è presentata per le batterie della sua gara, i 200 dorso, di cui è campione in carica. Stavolta se la vuole meritare. Lo ha ribadito anche dopo aver ottenuto il miglior tempo in batteria, 2:08.52. «Ho chiuso la piscina ieri sera, l’ho riaperta stamattina» sorride, con in mano la “non meritata” medaglia. «Era di Kira» dice, cioè della seconda della finale annullata poi quarta in quella valida. «Ero contenta per il tempo, io sono duecentista e sono stata favorita dal rifar la gara dopo un’ora e mezza; infatti ho abbassato il tempo di sei decimi. E’ andata così, mi sa che non succederà mai pià. Comunquwe devo pensare ai duecento: non ho fatto fatica stamattina, potevo anche tirare un po’ meno e tenermi qualcosa per il pomeriggio e domani, servirà».

A TUTTO SPRINT
Le batterie dei 50 cominciano con quelle dello stile libero maschile; entrano fra i 16 Miressi e Zazzeri. 21.97 per il primo, 22.01 per il secondo. «Non è la mia gara - dice Miressi - ma allenarsi sulla velocità non fa mai male e sono vicino al mio personale; in partenza ero un po’ addormentato, ma la mattina lo sono sempre». Attento, Miressi: a Tokyo le finali sono di mattina… Zazzeri dice: «Potevo scendere sotto i 22, ma mi sono preso una respirazione in più negli ultimi dieci metri, l’ho pagata un po’». Escluso il terzo, Deplano: «Mi rode non riuscire più da due anni ad andare sotto i 22». Il più veloce è l’olandese De Boer, c’è Manaudou, secondo, in agguato. Tra le farfalle, quattro azzurre, tre nella stessa batteria, due promosse: Elena Di Liddo e Silvia Di Pietro. «Buon tempo il mio, vicino al personale, ed è mattina…» dice la Di Liddo. Ma poi racconta che il suo allenatore si raccomanda, «mattina o sera è uguale, e la mattina è la gara vera», come sarà a Tokyo e come è sempre, in fondo: perché l’accesso alla finale o al turno dopo te li giochi sempre di mattina.

DERBY AL CENTESIMO
Dalla famosa questione di centimetri per il gol di Turone, che era buono, alla questione di centesimi nei 100 delfino per i quattro azzurri, da promuoverne due. Se il quarto è Razzetti, i primi tre sono divisi da un centesimo: 51.82 per Codia, 51.83 per Burdisso, 51.84 per Rivolta. «Si può fare di meno» dice Codia pensando al pomeriggio, Burdisso nell’attesa degli altri dice «Boh, speriamo» e il poi escluso Rivolta, ultimo ad andare in vasca sorride «perché se parlo mi censurate». Il fenomeno ungherese Milak è il solo sotto i 51.

I DUELLI DELLA SERA
Alle 18 sessione di finali. E di duelli, anche azzurri. Si comincia con gli 800 stile libero e ci sono loro due, tutti e due, Detti e Paltrinieri, dopo la separazione. Sono cresciuti insieme a Ostia, poi Greg ha preso il largo in tutti i sensi, nuovo allenatore e acque libere oltre il bordo vasca, ed ora sono avversari completi dopo anni da “gemelli diversi”, come li chiamavano. Che debbono badare, entrambi, all’ucraino Romanchuck. Nei 50 rana c’p l’aliebo Peaty, nuotatore da fantascienza, ma Nicolò Martinenghi e Alessandro Pinzuti, i nostri, sono piccoli grandi missili.

E ANCORA FEDE
Si è qualificata con il miglior tempo la staffetta 4x100 stile mista. Nel miscuglio di tutte le formazioni di tutte le mazioni, l’Italia ha schierato Frigo, Ceccon, la Tarantino e la Di Pietro. Oggi per la finale previsto l’ingresso di Miressi per Frigo e di Federica Pellegrini per la giovanissima Tarantino. Sarà un bel vedere, ma anche gli altri hanno tenuto i big in panchina.

Risultati e programma sul sito www.federnuoto.it
 

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