Europei Budapest 2021, super Miressi in batteria. Paltrinieri in affanno: «Ho dato tutto nelle acque libere»

Europei Budapest 2021, super Miressi in batteria. Paltrinieri in affanno: «Ho dato tutto nelle acque libere»
di Piero Mei
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Martedì 18 Maggio 2021, 13:52 - Ultimo aggiornamento: 14:03

Il carico d’oro pescato dal fondo del Lupa Lake, le tre preziosissime medaglie appena conquistate la settimana scorsa, sono un peso improvvisamente più che gravoso per Gregorio Paltrinieri, che, al ritorno fra galleggianti e piastrelle, accusa il colpo della fatica: nella batteria dei 1500 agli Europei di nuoto a Budapest Paltrinieri chiude terzo nella sua serie e settimo complessivo, 15:08.84, che non faceva più da tanto tempo e neanche lui si ricorda da quanto.

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CHE E’ SUCCESSO GREG?

“Non so neanch’io cos’è successo, dice, ai primi 100 ho toccato per ottavo e mi sono chiesto ‘che sto facendo?’”. Paltrinieri ci ha abituato al parti e vai, al metronomo da vasca sotto i 30 e invece niente. Gli avversari spiazzati da questo insolito Greg. “Spiazzato anch’io, ma rimango tranquillo” e dice non che domani è un altro giorno, ma “domani è un’altra gara”. Dice anche che è un mix: “La stanchezza, l’aver nuotato più di venti chilometri e con la muta che ti imballa; sono stato fortunato ad essere entrato in finale; con un tempo come il mio di oggi in una gara internazionale in finale non si va. In finale farà una gara diversa”. Se è preoccupato, Greg lo nasconde bene. Campanello d’allarme per Tokyo? “Ma no, lì tanto per cominciare il programma sarà invertito, meno gare e prima la piscina poi il fondo; passare dalla muta, dall’acqua libera alla piscina è più faticoso penso. Ma sono tranquillo. Oggi avevo questo e questo ho dotato; ripeto: domani è un’altra gara, staremo a vedere”. Chi ha visto bene è l’altro azzurro Acerenza, lui sotto i 15 e quarto tempo, mentre il crono più veloce (14:52.07) è dell’ucraino Romanchuck, abbronzatissimo, il campione che si allenò anni fa ad Ostia con Greg e che venne su a carbonara, piatto per cui impazziva.

RANE ESAGERATE

L’attesa per Martinenghi (e Pinzuti) alle prese con l’alieno Peaty nella finale di oggi pomeriggio, 100 rana, il lato femminile dello stile propone quattro italiane e tre super, Arianna Castiglioni, Martina Carraro e Benedetta Pilato, la “cucciola”, che si classificano nell’ordine e con primo, secondo e terzo tempo per il pass in semifinale. La regola del due (promozione per due sole per nazione) esclude Benedetta, che prenotò per prima il viaggio olimpico e se lo tiene stretto (“e dimostrerò che me lo sono meritato e me lo merito; avevo un po' d’ansia ma è normale). “La gara era stamattina e sono soddisfatta” dice la Carraro, “e la mattina bisogna essere svegli, pensando alla finale di Tokyo”, e Arianna Castiglioni, che per ora è fuori dalle due olimpiche ma magari rientrerà via staffetta, è felice: “Ho fatto la gara che volevo”. Voleva il miglior tempo per la semi (e il suo migliore) e li ha avuti: 1:05.98 per Arianna. Quindi per la sua prima volta sotto l’eccellenza dell’1:06. 1:06.2 per Martina, 1:06.34 per Benedetta.

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L’ANTIMISSILE MIRESSI

Alessandro Miressi aveva dormito sul bronzo di staffetta e la meraviglia del record italiano nei 100 stile, 47:74; si è svegliato per le batterie della gara individuale ed è andato forte: 47:81, sotto il vecchio record e sotto i 48. E’ il secondo tempo di qualificazione, però, ahilui, c’è un siluro, un missile in vasca: il russo Kliment Kolesnikov che punta agli americani e che chiude in 47.53. “Volevo risparmiare qualcosa, dice Miressi, ma ho dovuto tirare”. Definisce il record raggiunto “una piccola soddisfazione” e annuncia “ci proverò: voglio difendere il mio titolo in tutte le maniere”. Miressi è il campione europeo in carica. E’ promosso al turno dopo tra i quattro azzurri anche Lorenzo Zazzeri, giacché ci sono gli scarti di un russo e di un ungherese: ha fatto 48:80 “con un bel ritorno, ma nel pomeriggio dovrò spingere di più”.

L’EQUILIBRIO DI BURDISSO

Ha un concetto personale di “equilibrio” il simpatico delfino Federico Burdisso (magnifico il suo stile): dice che “cercavo una gara equilibrata e l’ho fatta”; in realtà è partito forte e arrivato meno, ma comunque ha ottenuto il quinto tempo e passato il turno e Federico migliora con i turni: 1:55.73 il suo tempo, il migliore è l’1:54.38 dell’”enfant du pays” Kristof Milak. Passa il turno anche Giacomo Carini.

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IL BUON “CAOS” DI MARGHERITA

Dopo la frazione chiamata a sorpresa per la staffetta 4x100 stile donne di ieri, Margherita Panziera si è tuffata nel suo mondo, il dorso, e nei 50. “Volevo prendere confidenza con la partenza e con l’acqua ma i 50 per me sono il caos, non ci capisco niente”. Pur senza capirci, chiude in 28.31 che è il suo primato personale; niente di che nel contesto, un avanti con il tredicesimo tempo. Pensa ai suoi 200: “Peccato che siano l’ultimo gorno e che non sappia come ci arriverò, con tutte le staffette e i 100 da fare; ma sto lavorando bene; qui è un passaggio per Tokyo; nuotare tanto mi servirà”. Qualificata, undicesimo tempo, anche Silvia Scalia, insoddisfatta: “Non bene, ma non fa niente: in semi voglio cogliere la palla al balzo; rompere il ghiaccio era importante”.

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UN POSTO PER FEDE

Gara nuova agli Europei: la 4x200 stile libero mista, cioè due donne e due uomini, in nome delle pari opportunità, della “gender equality” e dello spettacolo. L’Italia schiera, nell’ordine, la Pirozzi, Di Cola, Megli e Sara Gailli, romana, non ancora ventenne (a dicembre il compleanno), esordiente. Il quartetto azzurro ottiene il secondo tempo per la finale (prima la Gran Bretagna) ma tutto sarà da rivedere per le medaglie; la competenza e l’algoritmo suggeriranno forsennati turnover; Megli fa sapere che lascerà il posto a Ballo (“farò la quattro per ‘duegento’ maschile domani” dice alla fiorentina, e poi i 200 individuali); Sara Gailli, felice dell’essere a Budapest e dell’esordio (“una esperienza bellissima”), dovrebbe lasciare il gran finale a lei, Capitan Federica: la Pellegrini è qui per le staffette, no?

E ORA SIMONA

La sessione con le finali e le medaglie, nel pomeriggio, comincerà alle 18 e subito in vasca, negli 800 stile libero, la donna del triplete di Glasgow, ultimo europeo, Simona Quadarella che parte con il miglior tempo di ieri in batteria. La Caramignoli ha il secondo tempo. Seguiranno, come finali, le rane Martinenghi e Pinzuti, le farfalle Di Liddo e Bianchi, i dorsisti sprint con Sabbioni (ma c’è Kolesnikov) e la staffetta nuova. Con Federica ultima frazionista?

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