Due Settebelli mondiali a confronto: a Ostia in vasca Shangai 2011 contro Gwangju 2019

Martedì 28 Luglio 2020 di Piero Mei
I “ragazzi di Campagna” si sfidano domani, mercoledì 29 luglio, alle 19.30, nella piscina del Centro Federale del Nuoto a Ostia, la fabbrica dei campioni con vista mare. Senza pubblico ma telecamere della Rai accese (diretta su RaiSport+HD) per il match Settebello di Shanghai 2011 contro Settebello di Gwangju 2019, cioè due squadre azzurre di campioni del mondo. Facevano parte dei due team soltanto tre giocatori e due di loro, Figari e Figlioli, saranno in vasca, mentre il terzo, Aicardi, è fermo per Covid-19. A costruire, istruire, dirigere le due Italia sempre Alessandro Campagna che in questo poco più di un decennio ha saputo tenere sempre in quota da vertigine la Nazionale maschile di pallanuoto, medaglie a gogò in giro per le Olimpiadi, il mondo e l’Europa dopo il ritorno dalla Grecia e il flop di Roma 2009: nello sport l’importante è la ripartenza, e il Settebello ce l’ha nel dna di questi anni di successo.

NEL “SANTUARIO”
E’ proprio a Ostia, dove è di casa anche il “gruppo Morini”, quello di Paltrinieri (fino a ieri l’altro) e Detti,  che il Settebello ha costruito il suo medagliere da generale dell’Armata Rosa: due ori mondiali con le squadre domani in vasca (Shanghai 2011 e Gwangju 2019 appunto), l’argento olimpico di Londra 2012 e il bronzo di Rio 2016, l’argento europeo del 2010 e il bronzo continentale del 2014, più un paio d’argenti e un bronzo nella World League.

MEDAGLIE & LAVORO
Ma non è il medagliere che pure per esporlo tutto avrebbe bisogno del petto gonfio a inorgoglire Campagna: è, piuttosto, la ben assorbita cultura del lavoro. Dice Campagna: “E’ quella che siamo riusciti a trasmettere ai ragazzi, anche giovani, che s’avvicendano in azzurro. Allora, quanro arrivai più di dieci anni fa, mi dicevao: mancano i giocatori, manca una scuola italiana. E’ cambiato tutto: ora ci portano ad esempio. E’ il movimento intero che collabora, e questo è decisivo. Il risultato? I bravi giocatori di adesso e c’è l’imbarazzo della scelta per selezionare ‘solo’ i tredici”.

VENUTI DAL MARE
E’ questa tra campioni del mondo la prima partita dopo il lockdown. Gli azzurri di oggi vengono da un paio di mesi di collegiale a Siracusa, conclusa da una “sfida a mare”, secondo le migliori tradizioni d’origine della pallanuoto."E' stato un periodo di allenamento intenso dal punto di vista fisico e psicologico - dice Campagna – I giocatori sono arrivati condizionati dalla quarantena e li abbiamo riportati in uno stato quasi ottimale, soprattutto dal punto di vista fisico. Noi abbiamo bisogno di lavorare con continuità e più degli altri, perché le squadre più forti del mondo sono composte da atleti che ci danno dieci centimetri e dieci chili di muscoli e noi dobbiamo sopperire con una preparazione fisica di alto livello. Abbiamo bisogno di sostenere una preparazione tecnica e tenere una disciplina mentale che deve andare oltre i limiti fisici. Per la prima volta ci siamo trovati a dover affrontare un così lungo stop e non era scritto da nessuna parte quale tipo di allenamento svolgere per tornare in forma”.
“Questo lavoro di costruzione ce lo troveremo nei prossimi anni – continua Campagna -. La lunga sosta aveva portato ad un calo della velocità, della potenza fisica e del consumo massimo di ossigeno, ma soprattutto ci ha fatto perdere il ritmo partita. Dal punto di vista natatorio abbiamo recuperato abbastanza e la forza muscolare è tornata. Prossimamente dovremo recuperare soprattutto la velocità, la parte verticale e il gioco. Perché comunque una partita ufficiale non si disputa dai primi di marzo. Attenzione, velocità di pensiero, capacità cognitiva si sono abbassate e si riacquistano giocando. Anche i migliori giocatori sono molto lenti in questo momento. Per tornare come prima serviranno dieci/quindici partite. Intanto ne abbiamo organizzate due in pochi giorni. Due eventi per giocare, divertirsi, provare qualcosa e darsi appuntamento alla prossima stagione, che sarà densa di impegni internazionali fino ai Giochi Olimpici di Tokyo che tutti ci auguriamo vengano svolti".

FRATELLI CONTRO
Piccole grandi curiosità nelle due squadre: tra quelli di Shanghai il portiere Tempesti, uno degli “indiziati”, se convocato, come alfiere dell’Italia per Tokyo 2020 di qui a un anno; uno di qua e l’altro di là i fratelli Presciutti, il maggiore Christian e il minore Nicholas; con i “cinesi” Maurizio Felugo, che segnò la rete che nei supplementari dette il titolo all’Italia contro la Serbia: fu meno “strappacuore” la vittoria “coreana” contro la Spagna, mica era Barcellona ’92… © RIPRODUZIONE RISERVATA