Boxe, il campione del mondo Wilder a Roma: «Questa visita è un sogno». E sfida Joshua: «Smettila di nasconderti»

Venerdì 13 Dicembre 2019 di Marco Pasqua
Boxe, il campione del mondo Wilder a Roma: «Questa visita è un sogno». E sfida Joshua: «Smettila di nasconderti»

E' difficile legare i racconti del passato burrascoso del pugile Deontay Wilder – un paio di denunce, poi ritirate, e varie esuberanze documentate dai social – alle dichiarazioni del campione che arriva per la prima volta a Roma e sembra un bambino felice a Disneyland. Il temibilissimo re dei “Ko” - con una percentuale che si avvicina al 100% - è insieme al presidente del World boxing council, Mauricio Sulaiman, e stasera assisterà alle tre finali del Trofeo delle Cinture Wbc-Fpi. Per la Federazione pugilistica è un piccolo grande successo: inserire nella settimana degli Assoluti questa visita, è il riconoscimento di un'attenzione che non sempre arriva, soprattutto quando si parla di un campione del mondo, in carica dal 2015, come Wilder. Il quale, stamattina, ha prima incontrato i piccoli pazienti del Bambino Gesù e, nel pomeriggio, il Santo Padre.
 


E' emozionato, uno come lui, abituato a mandare al tappeto l'avversario con una determinazione leggendaria. Parlando con i giornalisti, è tornato sul tema dell'atteso match con Joshua, campione del mondo che detiene le cinture WBA, WBO, IBO, IBF e WBO. «Non so quali sono i piani di Joshua – ha detto - ma il mio obiettivo sarà sempre quello di unificare le cinture. Io e gli stessi appassionati vogliamo una boxe con un solo campione, una sola faccia, un solo nome. Io so che sono il migliore: prima batterò Tyson Fury nel modo che vogliono tutti gli appassionati, con un ko. Poi sfiderò Joshua, voglio questa chance e lo vogliono anche i fans: spero che la sfida si faccia entro il prossimo anno e spero che lui smetta di nascondersi». In conferenza spunta anche Clemente Russo, che l'italiano aveva battuto nella semifinale di Pechino 2008, quando Wilder era tra i dilettanti. Ma i tempi sono cambiati, anche se Russo arriva a scherzare: «Punto all'oro a Tokyo, e poi chissà chiudo la carriera battendo anche Wilder». Wilder sorride, sa che la mission è praticamente impossibile.
 
 

Il prossimo 22 febbraio contro Fury per l'undicesima volta, Wilder difenderà il titolo da imbattuto: «Mi sto divertendo molto qui a Roma - spiega Wilder - sono nella terra di grandissimi pugili come Benvenuti, Arcari e Carnera. Ora sono in vacanza ma la mia testa è sempre a quell'incontro. Sarà fantastico». In mattinata il pugile americano si è recato al reparto neurologia del Bambino Gesù nell'ambito del progetto “Frammenti di luce”, con Federazione pugilistica italiana (Fpi) e Wbc che hanno condiviso una donazione simbolica: «La mia prima figlia ha sofferto per una malattia - ha spiegato il boxeur statunitense – questa mattina volevo dare un messaggio di forza ai loro genitori». A chi gli chiede cosa ne pensa del problema del razzismo in Italia e in Europa, Wilder sottolinea: «Vengo dall'Alabama ma in 34 anni non ho mai avuto problemi. Il fatto è che io non capisco proprio il problema. Perché non possiamo amare chiunque? Comincia tutto dall'insegnare ai bambini l'uguaglianza e l'amore. I miei genitori mi hanno sempre insegnato a dare amore a chiunque. Speriamo che un giorno tutta la razza umana possa essere unita». Nel pomeriggio Wilder sarà impegnato all'inaugurazione della Scholas Occurentes alla presenza di Papa Francesco e domani farà tappa al Museo Archeologico di Roma dove avrà modo di ammirare anche il celebre pugile in bronzo. Orgoglioso il numero uno della WBC Sulaiman: «Per me è un onore che il campione mondiale della sigla di cui sono Presidente sia così speciale avendo a cuore queste iniziative. Ringrazio la Federazione Pugilistica Italiana e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per averci offerto l'opportunità di vivere e condividere anche in Italia un messaggio di speranza rivolto ai bambini».

Ultimo aggiornamento: 18:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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