CORONAVIRUS

Coronavirus Gaviria positivo saltano le classiche in Belgio. Solo la Francia continua a correre

Giovedì 12 Marzo 2020 di Francesca Monzone
Mentre in Francia si continua a correre la Parigi-Nizza,il Belgio ha fermato le sue prime corse e la Gand-Wevelgem e la E3 Harelbeke di marzo non ci saranno.  Anche dagli Emirati Arabi Uniti arrivano conferme importanti sul coronavirus, con Fernando Gaviria che ha dichiarato di essere stato tra i colpiti dal Covid19 e di aver trascorso due settimane in ospedale. Il campione colombiano che corre per la UAE Emirates, sui social ha pubblicato un video in cui conferma di essere stato ricoverato in una struttura sanitaria di Abu Dhabi, dove avrebbe trascorso la sua quarantena. Tornando indietro di un paio di settimane, si arriva alla corsa Emirata  improvvisamente sospesa dopo 5 tappe, per sospetta positività, ma di cui non vi erano notizie certe.  Da quel momento sulla corsa era sceso il silenzio e squadre con corridori e personale, con  giornalisti e organizzatori, erano stati subito messi in isolamento in due hotel. Dal governo non arrivavano notizie e anche nella squadra di Gaviria, la UAE Emirates, il mutismo era la parola d’ordine. Trascorsi i primi giorni di isolamento, tutte le squadre, tranne 4, avevano avuto l’autorizzazione di lasciare il Paese. Le francesi Cofidis e Groupama FDJ con la russa Gazprom e la UAE Emirates bloccate in hotel. Tre squadre fermate nonostante esiti negativi ai test non potevano partire, mentre proprio la UAE, dichiarando di essere negativa al coronavirus, aveva detto di essersi messa in autoquarantena. Fatto anomalo questo, che aveva suscitato molti dubbi e domande, alle quali la UAE Emirates, non ha mai risposto o dato chiarimenti. Oggi è arrivata la dichiarazione di Gaviria, positivo e tenuto ricoverato in ospedale. Una comunicazione corretta che non c’è stata, da parte della squadra e del governo, avrebbe aiutato la gestione del coronavirus nel ciclismo e fatto scattare più buon senso. L’Italia raggiunte le 1500 positività ha sospeso tutte le corse ciclistiche, sia amatoriali che dei professionisti, per evitare contagi e la rapida diffusione del virus. In Francia ancora si correre e si continuerà a farlo. Christian Prudhomme a capo di Aso e quindi di Tour de France, Parigi-Nizza e Parigi-Roubaix, al quotidiano Le Parisien, ha detto che le corse non saranno fermate. Per la Francia oltre 2200 casi di positività al coronavirus e 50 morti, non sono sufficienti per fermare il ciclismo. Il Belgio invece, patria di questo sport, in poche ore ha rivisto le proprie scelte sportive. Così dopo aver superato i 300 casi positivi, non pochi per un Paese più piccolo della Lombardia, per tutto il mese di marzo non si correrà. Quindi annullate Gent-Wevelgem e E3 Harelbeke e a rischio potrebbe esserci anche il Giro delle Fiandre. Per quanto riguarda i grandi giri, tutto è ancora da vedere e le prossime settimane, saranno decisive per fare previsione e prendere decisioni importanti.  © RIPRODUZIONE RISERVATA