Giro d'Italia, Viviani primo in volata nella terza tappa ma viene declassato. Vince Gaviria

Lunedì 13 Maggio 2019 di Francesca Monzone

L’Italia del ciclismo non trionfa nella terza tappa del Giro d’Italia, con Elia Viviani che a Orbetello viene declassato e perde la vittoria. Il veronese aveva tagliato il traguardo per primo, ma la giuria con l’ausilio della VAR, ha deciso di togliergli il primo posto, per aver cambiato traiettoria durante la volata. La terza tappa del Giro d’Italia, da Vinci a Orbetello è andata così  a Fernando Gaviria che era arrivato secondo. Quindi la classifica ha visto il colombiano sul gradino più alto del podio con Demare secondo, seguito da Ackermann e Matteo Moschetti. Quest’ultimo aveva subito l’azione del veronese nella volata e dopo un contatto aveva fatto fatica a rimanere in piedi.
In classifica generale tutto invariato, con Primoz Roglic che mantiene la maglia rosa di leader, davanti a Yates e Nibali. Maglia bianca per Lopez,  azzurra a Ciccone e ciclamino, che dalle spalle di Ackermann passa su quelle di Gaviria. 
Volata con il giallo quella di oggi sul mare toscano, perché oltre all’azione scorretta di Viviani, c’è stata anche quella di Demare, che però non è stata punita dalla giuria.
Nero sul volto dopo la notizia, Viviani ha voluto rivedere il finale, ma i presupposti per un ricorso non ci sono stati. Appena ieri il velocista della Deceuninck-Quick Step aveva sbagliato la volata, chiudendo in seconda posizione alle spalle del tedesco Ackermann e oggi aveva previsto la sua rivincita. Viviani nella volata era uscito fuori con tutta la sua potenza, ma il cambio di traiettoria, vietato dal regolamento, lo ha tradito e da vincitore è uscito fuori sconfitto. 
Solidarietà per il veronese è arrivata da Gaviria, che sul palco premiazioni è rimasto a testa bassa: “Non sono felice di questa vittoria - ha commentato il colombiano - per me Elia non ha sbagliato nulla e la vittoria rimane la sua. Io e lui siamo amici e mi sono complimentato  al traguardo perché è un grande corridore. Sulla strada ha vinto Viviani, non si è mai girato quindi non sapeva cosa accadeva dietro”. 
La terza frazione del Giro d’Italia  partita da Vinci, dopo 220 chilometri è arrivata ad Orbetello. Tappa pianeggiante e animata dalla grandiosa impresa del giapponese Sho Hatsuyama della Nippo Fantini, autore di una fuga solitaria messa in atto dopo il via e che si è conclusa a 75 chilometri dal finale. Il gruppo tornato compatto, ha sonnecchiato prima di alzare il ritmo a 20 chilometri dal finale. Come sempre negli ultimi chilometri i velocisti hanno organizzato i loro treni e tra questi c’era quello della Deceuninck Quick Step, con Sabatini che aveva il compito di pilotare il veronese. A 4 chilometri dal finale c’è stata una brutta caduta dove a terra sono finiti due uomini importanti: Battaglin della Katusha-Alpecin e Geoghegan Hart della Ineos. I due sono riusciti a risalire in bici e a portare a termine la corsa. La volata è stata caotica con il vento contrario che non ha favorito i corridori. Il primo a partire è stato Ackermann con alle sue spalle Viviani. Il veronese nel tentativo di scavalcare il tedesco, si è spostato sulla destra della strada, andando ad ostacolare Moschetti, che così non ha potuto lottare per la volata. Viviani ha tagliato per primo il traguardo con alle sue spalle Gaviria, Demare e Moschetti quinto. Il veronese subito si è accorto di aver toccato il corridore della Trek Segafredo e dopo il traguardo si era scusato. Poco dopo la fine della corsa, la giuria con la moviola ha voluto rivedere la volata e il veronese è stato squalificato.
Domani si correrà la prima tappa laziale. Da Orbetello si arriverà a Frascati dopo 223 chilometri. Sarà la tappa delle polemiche, iniziate con l’improvviso cambio di percorso da parte degli organizzatori per i permessi non concessi dal Campidoglio. Potrebbe essere la tappa per una vittoria italiana, con Il romano Valerio Conti alla ricerca del successo sulle strade di casa e Battaglin che aveva considerato quella di Frascati, una tappa adatta alle sue caratteristiche. 

Ordine d’arrivo
1. Fernando Gaviria (UAD)
2. Arnaud Démare (GFC)
3. Pascal Ackermann (BOH)
4. Matteo Moschetti (TFS)
5. Giacomo Nizzolo (TDD)
6. Jakub Mareczko (CPT)
7. Davide Cimolai (ICA)
8. Manuel Belletti (ANS)
9. Christian Knees (INS)

Ultimo aggiornamento: 19:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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