Cento anni d'Italia e di sport, ecco Ugo Sansonetti l'uomo infinito

Lunedì 7 Gennaio 2019 di Alessandro Angeloni
foto Elisa DiBiasi
Manager, scrittore, atleta. Papà per una vita. Non certo uno da casa a bottega, perché gli impegni spesso lo hanno portato lontano dal tempo famigliare, ma comunque è stato un riferimento per tutti. Per i suoi dieci figli in particolare, ieri; per i suoi nipoti e pronipoti (e amici), oggi. La sua, insomma, una vita sempre ad alta quota, con i piedi a terra e con lo sguardo dritto verso l’eterno futuro. Lui si chiama Ugo, Sansonetti è il cognome: giovedì compirà cento anni. Cento, un secolo. Un secolo di storia che abbraccia l’Italia e non solo. Un’Italia uscita dalla guerra, che ha vissuto lo splendore del boom economico e che oggi è tornata a soffrire. Cento anni, un secolo di tante cose. Ugo ha origini pugliesi (è di Mottola, della quale è stato anche sindaco), nasce però a Roma, come detto ha dieci figli (la moglie, Carla, è scomparsa una decina di anni fa), quattro maschi e sei femmine, ventisei nipoti e dodici pronipoti. Un esercito di Sansonetti. “Solo” quattro figli maschi – raccontano – perché non voleva restare escluso da una eventuale (poi concreta) formazione di calcetto di famiglia. Questo serve per far capire di chi stiamo parlando. Di uno che lo sport lo ha vissuto da sempre: gli è finito addosso da quando era un giovincello, occupandogli prima i ritagli di tempo (preso dal lavoro) e diventando poi una ragione della sua vita piena, lunga e meravigliosa. Un’esistenza trascorsa da Matusalesto, così lo ha soprannominato una delle nipoti. Lo sport è come l’amore, muove il sole e l’altre stelle, e ha smosso il suo spirito: discipline di ogni genere, dal calcio, tifosissimo della Roma (raro esempio di uno che ha vissuto e goduto i tre scudetti giallorossi, quello del 1942, del 1983 e del 2001: da Masetti a Totti, passando per Falcao e Pruzzo, ne ha goduti di ogni genere), all’atletica, fino ai tuffi. Ha provato anche con il golf, fino a quando non ha dovuto incassare un’arrabbiatura: non erano previsti tornei per over 90. Che caratterino, eh! Meglio così, con il golf si corre poco e lui non ama stare fermo.
IL MOTTO
«Nelle scuole si educa l’intelligenza, lo sport educa la volontà», questo ha sempre dichiarato nel tempo. Dalla vita da pensionato in poi, Ugo ha praticato lo sport ad alti livelli. Come se si fosse stappato dalla vita fitta di impegni di lavoro e di grandi responsabilità. Una liberazione per la mente, e ovvio, per il corpo, che è diventato filosofia, materia indistruttibile. «Il nostro corpo è stato costruito non per piazzarlo dietro a una scrivania ma per correre, arrampicarsi, muoversi, fare scatti. L’uomo lo ha sempre usato per cose estreme: per cacciare, per difendersi, per sopravvivere. Oggi, quel corpo, ce lo abbiamo sempre ma non lo usiamo più per sopravvivere. Ci siamo seduti», il suo spunto di riflessione. Lui seduto? Macché. E infatti: Sansonetti ha vinto una settantina di medaglie, di cui 42 d’oro. È l’atleta italiano che ha ottenuto più titoli agli Europei master indoor di atletica, con tredici primi posti. Dieci sono i record del mondo stabiliti, quello più importante è nei 200 metri indoor, anno 2002, alla bellezza di anni 83. Nei campionati italiani master del 2009 ha ritoccato il record del mondo degli 800 metri migliorandolo a 4’28”07. Nel 2010 stabilisce quello mondiale nei 60 metri indoor (11”38).
UN VOLO PARABOLICO
A 93 anni si ritira per un infortunio – a Roma ha nevicato, lui è scivolato e si è rotto il femore, capita anche ai fisici tosti – dopo essersi ripreso continuò a fare sport iniziando a praticare il nuoto. Felice e vincente l’incontro con il mitologico Klaus Dibiasi, ex tuffatore campione olimpico nella piattaforma in tre edizioni consecutive dei Giochi, dal 1968 al 1976. E lì torna protagonista e immortalato nelle copertine dei più grandi settimanali italiani e non. Una specie di Highlander, un uomo infinito, anche quando sarà finito. «Nell’atletica, nello sport in genere, c’è divertimento, impegno, conquista: serve tenacia. Tutto questo formano l’individuo. A qualsiasi età. Una delle mie grandi soddisfazioni è sentire tanta gente anziana dirmi: io sono qui per te. Ho sempre fatto una vita ordinata, senza fumo, poco vino. Mezzo litro di latte al giorno ed eccomi qua». Anche così si diventa nonno Bolt. Il segreto come dice Ugo il saggio è «programmare come se fossimo eterni, comportarsi come se dovessimo rendere conto di tutta la vita stanotte». Quando si era messo in testa di tentare le maratone oltre Oceano, in famiglia qualcuno si preoccupava pure, vista l’età, che poteva sentirsi male in aereo. Preoccupazione finita in un attimo, perché, anche in quel caso, sarebbe stata una fine felice. Perché aveva fatto davvero tutto. A proposito di aerei, nel 2005, a 86 anni, Ugo ha partecipato al primo volo a gravità zero riservato a comuni cittadini su un Boeing 727 partente da Bordeaux. Primo over 80 a provare un’esperienza di quel tipo. Record anche li, testimoniato dal certificato (originale) che pubblichiamo qui sotto. Il Sansonetti italiano negli anni ‘60 era un manager, dirigente. Usava durezza e buon senso, sempre nel nome dello sport.
LA COSTA RICA
Si racconta che risolse problemi seri di una fabbrica di surgelati a Cisterna mettendo insieme le parti con una serie di partite di calcio: quella fabbrica era la Findus, che match dopo match, è diventata una grande multinazionale. «La fabbrica è una comunità di uomini, se la tratti per questo ottieni risultati». Appunto. Figlio dell’ammiraglio Luigi Sansonetti, Ugo è stato ufficiale di cavalleria, poi pioniere (1951-1961) e cittadino onorario della Repubblica di Costa Rica, dove ha diretto un’azienda di colonizzazione agricola negli anni cinquanta, a San Vito de Java, nel sud del paese, in piena foresta Vergine. Sansonetti, insieme con altri italiani, hanno disboscato e reso produttivo un territorio di 10.000 ettari di foresta tropicale del distretto di Coto Brus. Oggi, quella foresta, è diventata zona di integrazione fra antichi pionieri italiani e autoctoni costaricensi. Nel 1991 viene nominato Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana mentre nel 2006 riceve la Stella al merito del lavoro. L’Anacri (associazione nazionale di amicizia della Costa Rica) ancora oggi lo esalta come punto di riferimento per quello che ha fatto per il paese centro americano. Ugo beve latte, fa sport e diventa testimonial, sempre da over 80, della Coca-Cola: impazza su youtube il suo spot in lingua spagnola. Applausi. E cento (mila) auguri. Mister infinito.
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