Cantatore ha un sogno: «Sfido Tyson: il 17 giugno, al Colosseo»

Cantatore ha un sogno: «Sfido Tyson: il 17 giugno, al Colosseo»
di Alessandro Cristofori
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Venerdì 4 Dicembre 2020, 07:35 - Ultimo aggiornamento: 21:38

Ci sono bambini che crescono sognando un giorno di indossare la maglia numero 10 della loro squadra del cuore e di vincere un mondiale. Nessuno ha il coraggio di confessarlo, ma quel sogno, anche quando la vita ti porta in un’altra direzione continui a cullarlo. L’idea che prima o poi potrai dire al mondo intero «Ce l’ho fatta!» non ti abbandona mai. Ed è così anche per i grandi campioni come Vincenzo Cantatore, uno dei più grandi pugili italiani e internazionali. Vincenzo, che si è tolto i guantoni nel 2007 a 36 anni, sin dai suoi esordi, ha avuto un idolo, Mike Tyson: «Da giovane il mio maestro è stato Alfredo Righetti che si allenò con Cus D’Amato, il padre adottivo di Tyson - racconta il boxeur - io sono cresciuto con le stesse tecniche e insegnamenti che ha avuto Mike». Lo scorso giugno, Cantatore ha appreso che Tyson sarebbe tornato a combattere e ha iniziato a cullare il sogno di una vita: sfidarlo sul ring. Il 54enne Tyson ha infilato di nuovo i guantoni qualche giorno fa, a Los Angeles, nel match contro Roy Jones. Dopo otto round i giudici hanno decretato l’incontro pari, nel frattempo, l’avvocato di Cantatore era già al lavoro: «Abbiamo preso contatto con l’entourage di Tyson - rivela il pugile italiano - presto anche io e mia moglie voleremo negli Usa. C’è un’intesa di massima per firmare i contratti e fissare una data per l’incontro che potrebbe essere il 17 giugno a Roma». Dalle parole di Cantatore e del suo staff filtra grande ottimismo per quello che potrebbe essere un evento di caratura mondiale: «Abbiamo già in mente un programma di allenamenti in giro per l’Italia per permettere a tutti di vivere l’atmosfera di questo incontro. Mi auguro che la presenza di Tyson possa anche rilanciare il turismo nel nostro Paese: mi piacerebbe che questa iniziativa fosse una specie di rinascita dopo la pandemia».
La matrice dell’evento, proprio come la rentrée americana di Iron Mike, sarà sociale: «Gran parte degli incassi verranno impiegati su un aspetto al quale teniamo entrambi: aiutare quei ragazzi che hanno avuto disagi nell’età adolescenziale. Il pugilato può cambiare la vita di tanti ragazzi con un passato molto difficile. E la prima cosa che dirò a Tyson sarà proprio questo: facciamolo per loro». La voce del pugile pugliese ma romano d’adozione, tradisce una certa emozione: «Io non voglio iniziare una seconda carriera, ho solo il desiderio di affrontare il mio mito. Non mi sembra vero, sto provando delle sensazioni che mi scaldando il cuore. Per gli allenamenti verrò seguito da grandi professionisti e dovrò andare in ritiro. Avrò bisogno di quattro o cinque mesi di lavoro. Attualmente peso 94 kg ma l’importante sarà arrivare al match nelle migliori condizioni». 
LA COPERTURA
Un combattimento che sarà preparato nei minimi dettagli a livello mediatico, si pensa a maxischermi e massima copertura televisiva. Resta solo un punto: dove si terrà quest’incontro? Cantatore sferra il gancio decisivo: «Cosa sono due pugili, se non due gladiatori che scendono nell’arena per entusiasmare il pubblico? Combatteremo al Colosseo». I manager dell’ex campione dei massimi leggeri hanno già fatto un sondaggio che ha avuto un esito positivo ma per i passaggi burocratici con Comune e Soprintendenza si aspettano le firme sui contratti. Una volta che Iron Mike dirà «Yes», scatterà il conto alla rovescia per un spettacolo unico. E a quel punto, al suono della campana, fuori i secondi.

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