CORONAVIRUS

Brignone festeggia e spera: «Batteremo anche il coronavirus»

Giovedì 12 Marzo 2020

La Brignone festeggia e spera. «Io ce l'ho fatta in pista a superare le mie rivali, noi tutti insieme ce la faremo nella nostra vita di cittadini a battere un avversario temibilissimo, il coronavirus». E' il giorno dopo la vittoria della coppa del mondo di sci, così Federica Brignone in una lettera aperta ai connazionali alle prese con una situazione inopinata ed estrema. «Parlo oggi - spiega la campionessa - perché ieri non sono riuscita ad esprimere tutto quello che provavo». «Ieri sono stata in totale confusione, avevo solo voglia di staccare per scaricare tutta la tensione degli ultimi mesi vissuti sempre pensando alle gare, agli allenamenti, a stare concentrata sugli obiettivi. Ma dodici ore dopo mi sento più lucida». Poi sottolinea una cosa a ciui tiene: «vincere la Coppa generale era un sogno, il mio sogno più grande - spiega la Brignone -. Come molti altri atleti dello sci ho sempre pensato che una Coppa del Mondo abbia più valore di una medaglia mondiale o olimpica, perché premia la costanza, la bravura lungo un'intera stagione e non in un'unica giornata». Il giorno dopo aver vinto la coppa del mondo, unica italiana ad esserci riuscita da quando nel 1967 fu istituito il trofeo più desiderato dello sci alpino, Federica è alle prese con i difficili problemi dl rientro in Italia. Anche in Svezia, infatti , come ormai in gran parte d'Europa, gli spostamenti sono complicati non poco dalle misure restrittive a causa del coronavirus. Ad Aare con lei, proprio per questa ragione, non è' potuta andare come avvenuto quasi sempre sua mamma Ninna, la famosa Maria Rosa Quario della storica e gloriosa valanga rosa. Con lei , unico familiare, c'è' così solo il fratello Davide che a tutti gli effetti ormai da tempo fa parte dello staff personale dell campionessa. Il lungo rientro che è' stato programmato - sperando che non ci siano complicazioni eccessive e che tutto fili almeno in parte liscio - prevede già oggi un breve viaggio in auto da Aare sino all'aeroporto di Ostershund, nel centro nord della Svezia. Da lì in aereo è prevista c una trasferta a Stoccolma. Poi dalla capitale svedese altro volo verso Monaco di Baviera, in Germania. Da Monaco, altra trasferta in aereo sino in Svizzera , a Ginevra. E da lì, infine, con tempi comunque incerti e facendo gli scongiuri in questa situazione assolutamente fluida ma sempre più' dìfficile e complicata per gli spostamenti internazionali , ci dovrebbe essere modo di rientrare in Italia. «La cosa che comunque mi ha rattristato di più' è non aver potuto sentire l'inno nazionale italiano per la cerimonia della premiazione. Queste cerimonie per noi atleti e per me soprattutto sono davvero molto importanti, significative ed emozionanti», ha spiegato Federica. «Adesso, compatibilmente con gli sviluppi della crisi del Coronavirus, aspetto solo che la Fis mi comunichi quando , dove e come mi saranno consegnate le mie coppe». Il plurale è d'obbligo perchè oltre alla Coppa generale, l'azzurra in questa travagliata ma pr lei magica stagione , ha vinto anche i trofei di combinata e di gigante. Una vera impresa, storica, per lo sci italiano

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