Boxe, El Harraz non cede il titolo di campione dei pesi medi: in 1500 per l'evento di Buccioni

Venerdì 26 Luglio 2019 di Marco Pasqua
Boxe, El Harraz non cede il titolo di campione dei pesi medi:

Era una mission praticamente impossibile, sulla carta. E lo è stato anche nei fatti. Difficile immaginare che Riccardo Lecca (16-6-1) potesse strappare il titolo di campione dei mesi medi a Khalil El Harraz (11-0-1), un pugile che sembra destinato a scrivere ancora molte pagine nella storia della boxe italiana (e non solo). Arabetto, come si fa chiamare da amici e fan, si è imposto per Ko tecnico al 7 round, dopo aver dominato l'intero match e non aver lasciato nessun margine al suo avversario. Che, però, ha portato sul ring la sua lunga esperienza e si è speso ogni secondo delle riprese, dimostrando professionalità e tenacia che solo i grandi pugili hanno. Mille e cinquecento persone si sono presentate ieri alla riunione di boxe organizzata da Davide Buccioni e dalla sua BBT al Forum Sport Center. Un dato per nulla scontato, per essere il 25 luglio, tanto che Buccioni non ha nascosto la sua soddisfazione, anche per il livello complessivo degli incontri. 

Alto il livello del sottoclou, dove si è confermato il talento del giovane welter “The Butcher” Pietro Rossetti (5-0-0), che ha sconfitto ai punti il pugile di Andria, Benito Ruggiero (7-3-0), in un confronto dall'esito per nulla scontato. Forte personalità e determinazione, il romano Rossetti ha dominato un avversario, ottimo incassatore, che fino all'ultimo gli ha dato del filo da torcere. La vittoria gli vale, ora, il passaggio alle seminali del Trofeo delle Cinture WBC-FPI 2019. Spazzati via i due georgiani Mikheil Gabinashvili (6-16-0) e Bakari Jalagonia (2-1-2), rispettivamente dal già campione italiano dei superleggeri Francesco Lomasto (15-2-0) e dal superwelter e imbattuto romano Damiano Falcinelli (il suo avversario aveva sconfitto lo scorso 31 maggio Edmir Sinanaj della Forza & Coraggio). Molto duro, ma meno avvincente degli altri, il derby romano tra Francesco Russo (6-0-0) e Matteo Guainella (5-1-2), chiusosi con la vittoria ai punti del primo.


Una mission impossible, si diceva, quella di Lecca, pugile classe 1979, papà del brand "Invictus", che probabilmente immaginava già l'esito del match, anche se nella boxe non è detta l'ultima parola fino a quando l'arbitro non alza il braccio del vincitore. E nonostante ciò, è salito sul ring dando il massimo, e incassando una serie impressionante di colpi messi a segno da “Arabetto”, sempre concentrato sul suo obiettivo finale, sotto lo sguardo del suo manager, Buccioni (che ovviamente non se lo è lasciato scappare). «Ho difeso quello che era mio, quello che nessuno mi ha regalato, quello che mi sono sudato, quello per cui ho sudato, pianto e sputato sangue, anche nel sacro mese di Ramadan - ha detto El Harraz - Ringrazio Dio per la salute che mi ha dato, tutte le persone che soffrono quotidianamente con me, il mio Maestro Aurelio Pili». «E' un pugile che ci darà grandi soddisfazioni», ha commentato Buccioni.


 

Ultimo aggiornamento: 27 Luglio, 01:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA