DPCM

Barbaro (Asi): «Inaccettabile chiudere le strutture sportive, attendiamo subito aiuti concreti»

Domenica 25 Ottobre 2020

“Le migliaia di società e gli impianti sportivi presenti nel Paese sono la vera casa dello sport che ogni giorno svolge una fondamentale azione di prevenzione per milioni di cittadini. Una categoria che non merita di essere ignorata e sbeffeggiata. Non accettiamo e non accetteremo di essere considerati secondari”. Così il senatore Claudio Barbaro (ora al Gruppo Misto) presidente di Asi, ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni, commenta la misure del nuovo Dpcm.


“Dopo la chiusura delle palestre, piscine e centri sportivi, attendiamo ora provvedimenti concreti e non parcellizzati e inadeguati - prosegue Barbaro - Chiediamo un fermo e immediato atto a tutela del sistema associazionistico sportivo da parte del Ministro Spadafora. Auspichiamo si possa tradurre immediatamente in un atto concreto, e che nei decreti di prossima pubblicazione ci siano interventi strutturali concreti come copertura di Stato per utenze e altre insostenibili spese strutturali per le associazioni e società sportive e sostegni che tengano conto dei sacrifici già sostenuti. Quel che emerge dall’ultimo decreto è che è ancora una volta lo sport a pagare. Siamo di fronte a una chiusura che doveva assolutamente essere evitata”.

“A ciò si aggiunga - prosegue Barbaro - che i nostri governanti ben sapevano che si sarebbe potuti arrivare a una decisione di questo tipo che non è stata accompagnata da provvedimenti di sostegno immediati. 
Ci domandiamo: perché non hanno programmato per tempo?”.
 
“Il Mondo delle palestre, delle piscine e dei circoli sportivi, già duramente provato dal periodo di lockdown, ha investito pesantemente su sanificazioni e infrastrutture, per adeguare i propri centri alle linee guida dettate dal Governo che, una settimana fa ha minacciato nuove e più gravose chiusure (“daremo una settimana di tempo per adeguarsi ai protocolli di sicurezza”). Ora, il colpo finale - che mostra l’incoerenza di questo Governo - a strutture che, dai controlli effettuati, non avevano mostrato irregolarità. 
Lo sport viene trattato nel Dpcm come attività non essenziale e, in qualche modo pericolosa, quando questa, invece, produce oltre a importanti economie anche benessere e salute. A pagare è lo sport. E, con lo sport, i cittadini italiani”, conclude Barbaro

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