Atletica italiana Awards, da Jacobs a Tamberi: premiati gli azzurri d'oro del 2021

Atletica italiana Awards, da Jacobs a Tamberi: premiati gli azzurri d'oro del 2021
di Sergio Arcobelli
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Martedì 7 Dicembre 2021, 14:30

Un anno d’oro. Certamente un momento da ricordare e celebrare nel miglior modo possibile. A Roma, all’evento Atletica Italiana Awards, che sarà trasmesso su Sky Sport Arena stasera alle 22.45 e domani alle 16.30, sono stati premiati i campioni che hanno reso eterna la stagione, illuminata da cinque ori olimpici a Tokyo – Massimo Stano e Antonelli Palmisano nella 20 km di marcia, Gianmarco Tamberi nel salto in alto, Marcell Jacobs nei 100 metri più la staffetta azzurra della 4x100, eccezionali protagonisti di imprese sportive già entrate nel cuore di tutti gli italiani e nella galleria dei ricordi più belli dello sport azzurro. «Avevo preventivato 3 medaglie – dice il presidente della Fidal, Stefano Mei - ma quando vedi che in 15 minuti arrivano due ori allora pensi che i miracoli possano accadere. E’ stato qualcosa di incredibile che era cominciato già a inizio 2021, anche se la storia l'hanno fatta i cinque ori a Tokyo. Non mi prendo i meriti di tutta questa stagione, che arrivano dal lavoro di due anni prima. Io ho cercato di non mettere pressione e ho cercato di trasmettere serenità».

Marcell Jacobs e il ritorno in pista

Una serenità trasmessa dal dt della Nazionale di atletica, Antonio La Torre. Il quale, ne ha approfittato per dire la sua sulla scelta di Marcell Jacobs di rientrare ai blocchi di partenza il prossimo 4 febbraio a Berlino. «Ritengo che sia stato giusto fermarsi dopo le Olimpiadi perché ora si trova in buonissime condizioni per una stagione di fuoco. Le due tappe cruciali saranno i Mondiali di Eugene e gli Europei di Monaco di Baviera, ma a Marcel piace competere. E’ ripartito con le motivazioni giuste e con il suo coach Camossi ha fatto un programma che condivido totalmente».

Tortu: «Il mio 2022 a doppia velocità. Io, maniaco degli allenamenti come Kobe»

Gli atleti d'oro delle Olimpiadi

E a proposito di motivazioni e programmazione: Filippo Tortu, straordinario protagonista dell’ultima frazione di staffetta, ha raccontato: «E’ stato il momento più bello della mia vita ma non ci sto già più pensando. Ormai è passata, la prossima stagione si avvicina. Nel 2022 ci attende una stagione ricca. Nel bene o nel male, le emozioni che provi lì non sono paragonabili. Sono andato in vacanza in Inghilterra, un ragazzo mi ha chiesto una foto…».

 

A lanciare la 4x100 d’oro era stato Lorenzo Patta, che ricorda: «E’ stato più facile del previsto correre quella gara. L'assenza di pubblico mi ha aiutato. Rimango calmo in pista e gestisco l'emozione in energia positiva. Ora ci sono tanti obiettivi importanti. Non vedo l'ora di tornare in pista, nel 2022 punterò sui 200, voglio fare gare individuali e non solo staffette». I duecento metri sono la gara di Fausto Desalu, che a Tokyo ha corso la terza frazione. «Cosa ricordo della staffetta a Tokyo? Quando Marcell mi ha dato il testimone, lì ho capito che avremmo vinto. Siamo andati fortissimo, ce ne siamo resi conto e lo abbiamo sempre saputo. Abbiamo avuto la fortuna di essere nati nella stessa generazione e prima o poi qualcosa di grande sapevamo che l'avremmo fatto. E’ stato un anno bellissimo. Spero non arrivi mai il 31 dicembre perché il 2021 è un anno da ricordare». Non era presente all’evento Gianmarco Tamberi, intervenuto però in collegamento. Sull’oro ex aequo con Barshim dice: «E’ sempre stato una fonte di ispirazione per me, un modello da seguire. L'infortunio ci ha legato come dei fratelli e lo saremo per sempre dopo aver condiviso la medaglia d'oro a Tokyo».

La marcia di Tokyo

E ultimi ma non meno importanti, i due ori della marcia. «La medaglia d'oro mi ha aiutato a portare dei messaggi che vanno oltre lo sport», ha dichiarato Massimo Stano. «Da sempre mi auto convinco di stare bene, ripetermi che sono il più forte del mondo è il mio mantra e continuerò a farlo in ogni gara». L'olimpionica della 20 km femminile Antonella Palmisano ha invece polemizzato sull'assenza della marcia nei grandi meeting internazionali di atletica: «Purtroppo non abbiamo la possibilità di farci conoscere: perché non mettere la marcia nei meeting? Magari non la 20 chilometri per annoiare, ma facciamoci conoscere».

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