Miranchuk e non solo: ecco gli atleti russi e bielorussi che giocano in Italia

Miranchuk e non solo: ecco gli atleti russi e bielorussi che giocano in Italia
di Sergio Arcobelli
3 Minuti di Lettura
Venerdì 22 Aprile 2022, 18:54 - Ultimo aggiornamento: 24 Aprile, 12:11

Nonostante la bufera che ha travolto Wimbledon, Mario Draghi sembra pronto ad allinearsi alla decisione dello Slam londinese di non permettere ai tennisti russi e bielorussi di giocare agli Internazionali d’Italia. Nel mentre, proprio domani, curiosamente, nella semifinale del torneo di Belgrado il nostro Fabio Fognini affronterà Andrey Rublev – che oggi ha definito l’esclusione sua e di tutti i russi da Wimbledon una “scelta discriminatoria, senza senso”. Se il “niet” per Roma venisse confermato, di conseguenza sarebbero a rischio esclusione tutti quegli atleti russi e bielorussi che militano nelle squadre sportive italiane. Vediamo insieme quali sono i nomi più importanti.

Nella Serie A di calcio, ci sono due giocatori russi che potrebbero essere messi fuori causa per questo finale di stagione: ovvero Aleksey Miranchuk, 26enne centrocampista offensivo dell’Atalanta e Aleksandr Kokorin, attaccante di 31 anni. Fra gli sport di squadra, invece, non ci sono né russi né bielorussi nella pallacanestro, al contrario del volley, sport nel quale sono attivi la russa Sofya Kuznetsova (Cuneo) e il bielorusso Vlad Davyskiba (Monza), entrambi però già eliminati dalla corsa scudetto.

Per quanto riguarda altri ambiti, c’è un’ultim’ora legata al tiro a volo: l'oligarca Vladimir Lisin, secondo `Forbes´ l'uomo più ricco di Russia, `re dell'acciaio´ e amico personale del Presidente Vladimir Putin, è infatti arrivato a Lonato del Garda, dove è in corso la `tappa´ della Coppa del Mondo di tiro a volo. La sua presenza al Tav Concaverde non è casuale, infatti Lisin, nonostante le innumerevoli richieste di sue dimissioni (per ultima, ieri quella del governo australiano per bocca del ministro dello Sport Richard Colbeck) o al Cio affinché venga sollevato dall'incarico, continua a essere il presidente della Issf, ente mondiale degli sport del tiro (a segno e a volo).

Ma le critiche e i commenti gli scivolano addosso, compreso il fatto che in molti paesi (come Norvegia, Svezia, Usa e Australia) sia stato dichiarato «persona non gradita». Oltretutto, finora Lisin non è stato colpito da sanzioni e divieti a carico di tutti gli altri uomini d'affari e dirigenti del suo paese, e viaggia in possesso di passaporto diplomatico di San Marino. Così non ha alcuna intenzione di lasciare l'incarico, e anzi ha fatto sapere che vuole ricandidarsi. «Non potevamo impedirgli di venire, non tocca a noi decidere», il commento che filtra dal Tav di Lonato, impianto all'avanguardia nel mondo del tiro che ha ospitato varie edizioni dei Mondiali e degli Europei. 

In questo contesto, fa da contraltare l’iniziativa umanitaria voluta dalla Federnuoto e dal presidente Barelli, che ha ufficializzato la possibilità di tesseramento per gli atleti di nazionalità ucraina, in fuga dalla guerra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA