Dalla web serie alla tv: Zio Gianni, le tragicomiche avventure di Paolo Calabresi

Sabato 21 Novembre 2015 di Valentina Tocchi
"Nella vita sono stato più fortunato del povero zio Gianni, perché non ho perso quello che avevo e ho avuto una famiglia che mi ha sempre sostenuto nelle scelte difficili, mentre il povero zio Gianni viene aiutato solo per “la discesa”, come si dice a Roma".



Così Paolo Calabresi sul suo personaggio della web serie “Zio Gianni 2” che, visibile da subito sulla piattaforma Ray, andrà invece in onda su Raidue dal 2 dicembre. Romano e romanista, classe 1964 a tante fiction al suo attivo, sullo schermo Calabresi presterà la sua vis comica per raccontare la storia di un malcapitato ragioniere cinquantenne che, lasciato dalla moglie, dopo aver perso il lavoro si trova a condividere un appartamento con tre studenti venticinquenni: il lavativo Fulvio interpretato da Luca di Capua, la biologa vegana Chiara interpretata da Cristel Checca, e il nerd Rodolfo, interpretato da Luca di Capua.



"Questi tre mi aiutano ma al contrario" ammette Paolo Calabresi che su questo set, contravvenendo al suo amore per la Roma, è dovuto persino arrivare a fingersi laziale. "Ho potuto portare sullo schermo la mia fede calcistica ma purtroppo al contrario. In uno degli episodi, infatti, accade che uno dei tre studenti, per consentire a zio Gianni di superare un esame, gli somministra una pillola capace di dare una memoria pazzesca ma con un effetto rebound non da poco. Come nel film “Memento” zio Gianni dimentica perciò di essere laziale e arriva a scriverselo dappertutto" racconta Calabresi.



E se sullo schermo ne succedono di tutti i colori, un clima idilliaco sembra sia stato invece quello che ha accompagnato le riprese di questa squadra ormai collaudata. "Nonostante io abbia partecipato a molti set Rai dove c’erano anche mezzi più ingenti non ho mai visto una serenità come quella che c’è stata sul set di Zio Gianni" ha ammesso l’attore che molti ricordano nei panni dell’elettricista di Boris, il mitico Biascica.



"Siamo stati davvero lasciati liberi di sperimentare e penso che questo sia uno dei segreti che hanno permesso alla prima serie di questo lavoro di piacere ad un pubblico molto trasversale, di tutte le età". Mentre riguardo ad un possibile ringiovanimento dei prodotti Rai che in molti auspicano Calabresi risponde scaramanticamente: "Che questo prodotto possa essere un punto di inizio per una nuova Rai è possibile ma è bene non saperlo e non pensarci. L’importante è lavorare bene e con serietà".





Ultimo aggiornamento: 19 Novembre, 16:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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